Nella giornata di ieri si è conclusa la
telenovela di cui tutti conoscevano il finale. Le strade della Racing Bulls e di Daniel Ricciardo si sono separate e per l’australiano pare terminata la sua carriera in Formula 1. Il suo sorriso e quelle origini italiane da lui sempre rimarcate mancheranno, mancheranno a tutti gli appassionati. Ricciardo non è stato solo un pilota, ma anche qualcosa di più, il suo modo di essere piaceva ma forse troppe volte ha sbagliato scelta. Scelte che lo hanno portato a questo addio così forzato, un addio quasi insapore, quando in realtà meritava un finale con la categoria molto più d’impatto, molto più sentimentale.
L’inizio di carriera in HRT
L’anno era il 2011 esattamente il 10 luglio, quando Daniel esordì in Formula 1 con l’HRT. L’australiano prese il posto di Narain Karthikeyan dopo essere stato il terzo pilota della Toro Rosso. Il suo compagno di squadra fu un certo Vitantonio Liuzzi. L’anno seguente diventa titolare fisso nel team di Faenza per poi nel 2014 diventare pilota titolare della Red Bull. Un anno spettacolare quello del 2014, concluso con 3 vittorie (di cui la prima in Formula 1 nel GP del Canada) e ben 5 podi. La casa delle lattine puntava molto su di lui, sino al fatidico GP di Spagna del 2016. Quell’anno non andò male bissando il terzo posto del mondiale raggiunto nel 2014, ma fu l’anno in cui si accasò come compagno di squadra Max Verstappen.
L’arrivo dell’olandese diventò un peso per Ricciardo che iniziò ad avere un compagno scomodo. Talmente scomodo che nella qualifica di Messico 2018 ci fu la decisione di lasciare la scuderia. Daniel fece la Pole ma il team sembrava scontento perché l’aveva tolta a Verstappen. Arriva così la fatale scelta disastrosa di andare in Renault dove in due anni le cose vanno solo male. La sua decisione forse presa di rabbia di lasciare la Red Bull ha lasciato cicatrici enormi sulla sua carriera. Nel 2021 va in McLaren dove a Monza vince la sua ultima gara di Formula 1, ma nemmeno con la scuderia di Woking si è mai sentito a casa. I risultati sono stati deludenti, tanto che a volte, è stato doppiato dal suo compagno Lando Norris.
Il ritorno a casa con l’amara sorpresa
Il finale di stagione 2022 vedeva Daniel senza una vettura tanto da iniziare il 2023 senza un sedile. Helmut Marko stanco dei risultati deludenti di Nyck de Vries, lo chiama a sostituirlo dal GP d’Ungheria. Ricciardo torna così in Toro Rosso che intanto aveva cambiato nome in Alpha Tauri. L’infortunio in Olanda lo priva di tante gare ma resta il fatto che per il 2024 lui è confermato. Quest’anno non è andato come ci si aspettava, raccogliendo solo 18 punti in 18 appuntamenti. Marko e forse la pressione derivante da Liam Lawson hanno portato al triste epilogo.
Marko lo ha trattato come aveva trattato De Vries prima di lui. L’olandese non meritava il trattamento che ha ricevuto, visto che veniva dalla Formula E, dopo anni lontani dal mondo della Formula 1, anche se vinse il mondiale di Formula 2. Ricciardo, tuttavia, aveva ben altro curriculum e non meritava di finire la sua storia in questa maniera, come se fosse un pilota di passaggio. Daniel Ricciardo non è stato un pilota di passaggio, è stato un pilota che ha lasciato il segno entrando nel cuore di tutti gli appassionati. La politica della Red Bull purtroppo, non la scopriamo di certo oggi.
Il suo sorriso è ormai un simbolo della Formula 1
Daniel Ricciardo saluta la categoria dopo aver vinto 8 gare, aver conquistato 3 Pole Position e l’aver accumulato 1.329 punti in 257 GP disputati. Questo è il palmares di un pilota di tutto rispetto, partito dall’altra parte del mondo per scrivere la sua storia. Ricciardo la sua storia in pista se l’è scritta e verrà ricordato per le sue gesta, ma anche per altro. Il suo sorriso ha contagiato la Formula 1 e i suoi siparietti sono diventati virali anche tra chi non segue il campionato. Mancherà Daniel, mancherà a tutti e la speranza è che qualunque sia il suo futuro, lo viva sempre con quel sorriso vero e sincero.
FOTO: social Formula 1