Formula 1: Quando i team britannici boicottarono Monza

Formula 1
giovedì, 04 settembre 2025 alle 22:00
monza
La stagione 1960 della Formula 1 è ricordata per il successo di Jack Brabham e della Cooper-Climax. Il pilota australiano al volante della vettura britannica aveva ipotecato il titolo già prima della penultima gara dell’anno che si correva a Monza, per il consueto GP d’Italia. Jack grazie alle cinque vittorie consecutive conquistate prima dell’appuntamento italiano aveva chiuso i giochi e avrebbe vinto quasi sicuramente anche sul circuito brianzolo. Gli organizzatori monzesi, tuttavia, adottarono un grosso cambiamento al circuito. Decisero per l'introduzione della curva parabolica ad alta velocità. Il motivo per cui fu fatto ve lo ricordate? Tranquilli, ora riviviamo quel 4 settembre 1960.

La Ferrari veniva da una stagione deludente

Il 1960 non è stato un anno entusiasmante per la Ferrari tanto che era ancora a secco dopo otto round. La Dino 246 progettata dagli ingegneri di Maranello non era nata sotto una buona stella e soprattutto montava ancora il motore nella parte anteriore. Questa caratteristica pesò tantissimo nel corso dell’anno, tanto che la rossa era costantemente dietro. Fare figuraccia pure a Monza non era permesso, bisognava trovare un escamotage e gli organizzatori lo trovarono. La scelta presa fu di rintrodurre la curva parabolica, una curva inclinata subito dopo il rettilineo che veniva percorsa ad altissima velocità. Questa trovata avrebbe favorito la vettura del Cavallino Rampante in quanto il motore si trovava davanti.
I team britannici contestarono subito la trovata e senza andare direttamente contro la squadra di Enzo Ferrari, attaccarono di più il lato sicurezza. I team soprattutto quello neocampione della Cooper disse che loro non potevano correre, in quanto la loro macchina si sarebbe distrutta se avessero affrontato tale curva. La Cooper insieme alla Lotus e alla BRM decise di boicottare l’evento, lasciando correre soltanto le Ferrari, Porsche e pochi altri team. Uno smacco non da poco, praticamente sul circuito lombardo non si presentarono i Campioni del Mondo di Formula 1. Ma il GP d'Italia si corse ugualmente.

Una delle gare più strane della storia della Formula 1

Enzo Ferrari aveva una voglia matta correre quella gara. In mancanza degli avversari, per rimpolpare lo schieramento inscrisse anche una quarta Ferrari. Ma le vetture erano troppe poche perché oltre al team di Maranello soltanto pochissime altre squadre avevano aderito. Gli organizzatori furono costretti a far correre anche le Formula 2, rendendo praticamente questa gara una delle più strane di sempre nella storia della Formula 1. Le qualifiche del sabato rispecchiarono quello che tutti sapevano, ovvero, che le rosse erano favorite.
Phil Hill conquistò la pole ma la sua partenza non fu perfetta e si fece infilare dal compagno Richie Ginther. La gara fu molto lineare con i due statunitensi della Ferrari che nel giro di poco fecero il vuoto dietro di loro. Hill riuscì a riprendere la testa dopo cinquanta tornate e passò per primo sotto la bandiera a scacchi. Questa fu l’unica vittoria della rossa in quella stagione di Formula 1 e sollevò non poche polemiche. Le statistiche però non riportano le discussioni, ma solo le vittorie. Nonostante tutto la scuderia di Maranello era riuscita a muovere l'albo d'oro anche nella stagione più difficile da quando era nato il campionato.

Un GP con mille aneddoti: Monza sempre speciale

Il 4 settembre di 65 anni fa, molte cose capitarono. Dietro Hill giunsero Ginther e Willy Mairesse completando così un podio di sole Ferrari. La foto del podio è ancora conservata a Maranello. Un altro aneddoto fu che quella gara segnò l’ultima vittoria di una vettura con un motore anteriore. La stessa rossa l’anno dopo passò al motore posteriore e guarda caso, vinse il titolo mondiale di Formula 1 proprio con Hill. Phill a Monza 1960 fu anche il primo vincitore statunitense nella storia dei GP, al difuori della tappa di casa ad’Indianapolis. Quella gara di Monza, inoltre, fu corsa da soli piloti che non avevano mai vinto un GP in Formula 1, cosa accaduta solo all’esordio nel GP di Gran Bretagna del 1950 e sempre nel 1950 ad Indianapolis. L’ultima chicca inerente a quel GP d’Italia che poi era anche d’Europa, è che con il boicottaggio dei team britannici andò a punti anche la scuderia Castellotti. Giulio Cabianca, infatti, giunse quarto, regalando al team italiano gi unici punti della sua storia.
FOTO: Formula 1    

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