L’epilogo finale di
Abu Dhabi ci porta a fare una piccola analisi, su una situazione che ogni anno che passa si aggrava. La McLaren è tornata a vincere prima della Ferrari in Formula 1 dopo che la casa di Woking aveva toccato il fondo e nessuno pareva credere più in lei. Una sconfitta per la casa di Maranello che pensava di essere sempre vicina al sogno di tornare a vincere e che invece continua a masticare amaro dal 2007. L’ultimo titolo Piloti della casa d’oltremanica fu nel 2008, l’anno in cui la rossa vinse il suo ultimo titolo Costruttori. 16 anni in cui una si è sempre detta vicina a tornare nell’Olimpo mentre l’altra era quasi derisa. Eppure a vincere è stata quella che in questo lasso di tempo quasi non veniva più considerata.
La McLaren ha saputo aspettare
Questi 16 anni non sono stati semplici come abbiamo detto per la McLaren e basti ricordare il 2015, ma anche il 2017 gli anni più bui per la scuderia fondata da Bruce. Quelle due stagioni si chiusero al nono posto nei costruttori e lo fecero da motorizzati Honda. Tutti ricordiamo la grande epoca della scuderia britannica con i propulsori giapponesi e tutti ricordiamo il fallimento dal 2015 al 2017. Il famoso team radio di Fernando Alonso nel GP del Giappone 2015 fu elequente:”GP2 Engine”, ovvero, questi motori non sono da Formula 1 ma da GP2 (la vecchia Formula 2). Un vero disastro che ha portato ad una rivoluzione, che ha avuto un capo saldo di nome Andrea Stella. Giunto a Woking nel 2014 si è rimboccato le maniche e ha piano piano ridato lustro ad una celebre scuderia.
Nel 2018 il cambio di propulsori affidandosi a Renault e dal 2021 il ritorno alla Mercedes che segnò l’ultima epopea della scuderia inglese in Formula 1. Stella ha saputo lavorare alla macchina ma anche a livello comunicativo, riuscendo ogni anno che passava a raccogliere sempre qualcosa in più. I tifosi hanno aspettato, vedendo quando duro lavoro gli uomini e le donne lavorassero a Woking, soprattutto ad inizio 2023. L’inizio della passata stagione fu un disastro, tutti credevano che la McLaren sarebbe tornata a girare nei bassi fondi. I piloti stessi lo dichiaravano, ma Andrea diceva che gli sviluppi avrebbero ridato significato alla stagione. Detto fatto e soprattutto in questo 2024 la MCL38 è stata da Miami in poi, la vettura migliore sulla griglia. Una conferma che è arrivata con il ritorno al successo nei Costruttori dopo 26 anni.
La Ferrari perché non riesce ad uscire dall’incubo?
Sedicenni anni sono tanti e se pensiamo che il titolo Piloti sfugge da diciassette non si può chiudere una stagione con il sorriso se ti chiami Ferrari. La rossa ha lavorato tanto ma è sempre lì. Perché se la McLaren è risalita toccando il fondo, alla casa di Maranello abbiamo sempre dato la giustificazione che fosse vicina e che quindi l’anno dopo sarebbe stato quello giusto. La realtà ci dice altro purtroppo, ci dice che sì è lì ma manca sempre quel qualcosa per ritornare a vincere. Vero, dal 1979 al 2000 sono 21 anni d’attesa. Il punto è che dal titolo di Jody Scheckter a quello di Michael Schumacher ci fu di mezzo la dipartita di Enzo Ferrari. Uno scossone che si è inevitabilmente risentito, quando il Drake si spense il 14 agosto del 1988.
La Ferrari a differenza della McLaren deve fare i conti con la pressione di un’intera nazione. La scuderia di Maranello è sempre sotto pressione. Tutta l’Italia spera che torni a vincere ma nel farlo alza la tensione non concedendo nulla alla squadra. I piloti sono sempre sotto i riflettori e basta pensare a come sono stati bruciati Alonso e Sebastian Vettel. Ora con l’arrivo di Lewis Hamilton già lo si giudica e si pensa che l’unica cosa che può fare è riportare l’iride nel Belpaese. Charles Leclerc, inoltre, gode di un tifo molto massiccio e questo è bello, ma molte volte offusca poi il suo compagno o, peggio ancora, lui stesso. Quindi se la rossa non vince da 16 anni è anche per quei tifosi che non concedono stagioni per ripartire, che vogliono tutto e subito. La Formula 1 purtroppo non funziona così, ma forse lo sport in generale non funziona così. Ci vuole calma e un ambiente sano nel quale tutti si devono sentire tranquilli e non giudicati al primo errore.
La Formula 1 dopo la McLaren vuole ritrovare la Ferrari
Questo titolo della casa d’oltremanica deve insegnare alla Ferrari che non si può sempre dire che l’anno prossimo andrà meglio, perché quest’anno si è andati vicini, servirà dire che ci vuole tranquillità all’interno e all’esterno della fabbrica. Abu Dhabi 2010 è ancora una ferita che non si rimargina, ma non si può rimanere ancorati al passato o ricordare vecchie epoche vittoriose. La Formula 1 ha bisogno di riavere la Ferrari, quella vincente. Quella che è in testa a tutte le classifiche di tutti i tempi, ma per farlo ha bisogno dell’aiuto di tutti anche dei tifosi che forse spinti dal troppo amore, giudicano subito senza lasciare spazio neanche al minimo errore.
FOTO: Formula 1