Formula 1: L’ultimo titolo di Mika Hakkinen

Formula 1
giovedì, 31 ottobre 2024 alle 12:27
giappone
L’atto conclusivo della stagione 1999 si tenne a Suzuka in Giappone, la stessa che dieci anni prima, entrò nella storia per come si decise il titolo mondiale. Il 31 ottobre 1999 Eddie Irvine e Mika Hakkinen si giocarono il titolo iridato di Formula 1 all’ultima gara, dopo una stagione che pareva vivere sempre sul filo. C'era stata un'altalena di emozioni per mesi, ma quella gara nipponica viene ricordata soprattutto per il via, perché fu lì che si decise il titolo di campione del mondo Piloti. La Ferrari 25 anni orsono sfatò un tabù, ma non era quello che aveva in mente prima dell’ultimo weekend dell’anno.

Irvine guidava la classifica di Formula 1

La gara precedente in Malesia, la prima nella storia della Formula 1, aveva visto le rosse dominare la scena, con il rientrante Michael Schumacher che lasciò spazio al compagno Irvine che andò a vincere la prova. Eddie si trovava quindi in testa al mondiale, con però, soli quattro punti in più di Hakkinen. La sfida era accesissima e l’irlandese voleva lasciare Maranello da campione del mondo portando con lui il numero 1 sulla Jaguar. Mika non era dello stesso avviso, voleva quel titolo su quella vettura costruita da Adrian Newey che era sì performante ma aveva anche qualche difetto. Il finlandese lo sapeva, se avesse vinto gli sarebbe bastato, perché Eddie facendo secondo avrebbe preso 6 punti, mentre lui trionfando 10. L’arrivo a pari merito premiava il finlandese che in stagione aveva vinto più gare.
Le qualifiche, quindi, furono determinanti e la sfida tra la Ferrari e la McLaren si accese subito. La Pole fu conquistata da una vettura del Cavallino Rampante, ma non era quella che ci si aspettava per quel weekend. Schumacher fece segnare il giro più veloce, dando ben 3 decimi e mezzo ad Hakkinen. Irvine? Nnon riuscì ad andare oltre il quinto crono, prendendo dal tedesco più di un secondo e mezzo di ritardo. La gioia nel box Ferrari era quindi a metà perché, se il teutonico era primo, l’irlandese finendo quinto la gara e il rivale secondo avrebbe perso il titolo mondiale.

Hakkinen si giocò tutto all’inizio

Alla domenica, Hakkinen capì che fare secondo non gli sarebbe bastato, Irvine una posizione l’avrebbe sicuramente recuperata. Quindi capì sin dal mattino che il suo obiettivo era vincere in Giappone e stare così al sicuro da ogni calcolo. Il problema era un altro, il problema si chiamava Schumacher che anche sé era tornato da un infortunio era comunque il più duro da battere. Mika, quindi, decise di puntare su una strategia, ovvero, quella di battere il teutonico allo start, sé gli fosse finito davanti da subito non avrebbe avuto poi problemi nel gestirlo. Questa era la tattica che l’alfiere McLaren aveva in mente.
I semafori si spengono ed ecco che la MP 4/14 scatta meglio della F399 con il finlandese che balza sin da subito al comando. Hakkinen racconterà in un’intervista fatta anni dopo, che quella a Suzuka è stata la sua miglior partenza in Formula 1 e che ha tirato un sospiro di sollievo quando ha visto la rossa di Schumacher dietro i suoi specchietti. La gara è decisa! Si, si è decisa al via! Perché Mika da lì in poi, inizierà a fare il vuoto dando in poche tornate ben 6 secondi a Michael. Irvine nel frattempo prova a rimontare, ma non ne ha o, meglio, non è ha per girare come i primi due. Le possibilità dell’irlandese vengono sempre meno ad ogni giro che passa, la sua stagione di Formula 1 sta per avere un triste epilogo.

Mika Hakkinen è di nuovo sul tetto del mondo

Cinquantatré giri perfetti portano Mika Hakkinen a passare per primo sotto la bandiera a scacchi e a riconfermarsi campione del mondo di Formula 1. La gioia era incontenibile per il finlandese che nel giorno più importante rimase calmo mostrando tutto il suo talento e regalando una gioia immensa a tutti gli uomini di Woking. Dietro di lui le due rosse, con Schumacher davanti ad Irvine. La Ferrari si aggiudicò il titolo mondiale Costruttori dopo un digiuno di 16 anni, ma la voglia di festa non c’era, perché il titolo Piloti era sfuggito un’altra volta. Suzuka era stata ancora amara per il Cavallino, ma per ogni sconfitta c’è sempre una grande rivincita ed il tempo sarà galantuomo con Schumacher e la Ferrari.
FOTO: social Formula 1

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