L’inizio di questa stagione 2025 aveva tanti nomi da scoprire per gli appassionati inclus quello di Isack Hadjar. Il franco algerino che lo scorso anno aveva dato spettacolo in Formula 2. Il suo approdo in Formula 1 è stato visto con molto entusiasmo dall’ambiente ma a Melbourne, in quello che doveva essere il primo GP della vita, non era neanche partito. Era andato a muro nel giro di formazione, attirandosi addosso i commenti sarcastici di tanti. L'episodio avrebbe potuto distruggerlo. Lui però è rimasto calmo ed ora il giovane pilota rende felice la Racing Bulls che ha puntato su di lui.
Melbourne una ferita che poteva lasciare una cicatrice
L’errore nel GP inaugurale della stagione in
Australia è ancora nella memoria di tutti. Un errore grossolano, visto che Hadjar aveva parcheggiato la sua VCARB02 a muro durante il giro di allineamento. Il suo volto uscito dall’abitacolo era pieno di tristezza e voglia di scomparire e mentre tornava ai box ancora non si toglieva il casco, come se si stesse vergognando. Il suo muretto lo ha subito rincuorato e soprattutto vi è stato un papà a dargli subito man forte. Il papà di Hamilton lo ha incontrato mentre tornava nel paddock e lo ha abbracciato come un figlio. Tutti abbiamo provato compassione tranne uno, uno che gli poteva sin da subito togliere il sedile in Formula 1.
Helmut Marko ci è andato pesante dicendo che il ragazzo non può commettere tali sbagli nemmeno alla sua prima gara. Commenti che avrebbero potuto metterlo all’angolo e magari fargli perdere il posto e non aver mai più un’altra occasione in Formula 1. La sua fortuna è stata correre nella piccola Racing Bulls capitanata da Laurent Mekies. Il team principal francese ha cercato sin da subito di tranquillizzarlo, facendogli capire che ha un enorme potenziale. Questo ha fatto sì che sin dalla gara dopo in Cina quello strafalcione sotto il diluvio di Melbourne fosse solo un lontano ricordo.
Hadjar si è preso il suo spazio in Formula 1
Nella gara di Shanghai come sappiamo non sono arrivati punti ma la prestazione sì. Il pilota transalpino è giunto undicesimo dimostrando che può ambire alle prime dieci posizioni come gli aveva chiesto la sua scuderia. I punti sono giunti dal Giappone con un ottavo posto davvero sorprendete e mettendo così fine alle voci che lo vedevano fuori dalla Formula 1 nel giro di poco. Quei punti raccolti a Suzuka gli hanno dato fiducia, tanto che negli ultimi cinque appuntamenti ha mancato la Top10 solo a Miami. Attenzione, nella gara statunitense è giunto ai margini della zona punti, quindi ha fatto tutto ciò gli ha sempre chiesto la Racing Bulls.
Isack che ha avuto prima Yuki Tsunoda come compagno ed ora Liam Lawson ha mostrato come lui sia rimasto coerente con il suo percorso anche se lo score rispetto ai compagni è cambiato. La differenza con Yuki era notevole ma è pur vero che il giapponese è da più anni in Formula 1 mentre con Lawson ha sempre vinto lui. Oggi possiamo dire che il giovane d’oltralpe sia un rookie che si sta facendo notare in positivo e compiendo il percorso richiesto. Ovviamente, non può avere i punti di Andrea Kimi Antonelli che guida una Mercedes ma tecnicamente è messo meglio di Olivier Bearman ed Gabriel Bortoleto che guidano rispettivamente una Haas ed una Sauber. La strada è tracciata: il suo futuro in Formula 1 potrebbe diventare assai luminoso.
FOTO: Formula 1