Johann Zarco arma segreta Honda HRC: a Suzuka riecco il back flip

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mercoledì, 24 luglio 2024 alle 19:30
johann zarco risultato
Con il suo “salto mortale”, Johann Zarco incantava il pubblico una domenica sì e l’altra pure quando ai tempi del Mondiale Moto2 non lasciava scampo agli avversari. Diventando successivamente il primo pilota nella storia (e finora unico) in grado di infilare due titoli iridati di fila in categoria. Dalla promozione in MotoGP, nel 2017, di quella celebre capriola tuttavia si erano perse un po’ le tracce. Svariati podi, ma in 7 anni una sola vittoria. Ottenuta lo scorso mese di ottobre a Phillip Island con Prima Pramac Racing Ducati quando sullo sfondo già lo attendeva la nuova avventura in Honda. A giudicare dai risultati tutt’altro che esaltanti di questa prima metà di stagione, chissà se il francese non abbia mai pensato alle esigue chance di poter replicare, almeno nell’immediato, quel suo modo unico e inconfondibile di festeggiare. Tranquillo Johann, bastava la 8 ore di Suzuka per il ritorno in grande stile del “back flip”

JOHANN ZARCO RISORGE ALLA 8 ORE DI SUZUKA

Numeri alla mano, allo stato attuale delle cose è difficile (quasi impossibile) immaginare di rimettersi a testa all’ingiù in MotoGP. Complice una Honda deficitaria, nei 9 week-end di gara attualmente andati in archivio Johann Zarco non è andato oltre un paio di dodicesimi posti con la RC213V del Team LCR di Lucio Cecchinello. Poco, pochissimo per un pur sempre 2 volte Campione del Mondo Moto2. Con all’attivo una ventina di podi (tra cui appunto una vittoria…) in classe regina. Il motorsport, e la vita più in generale, si sa, offrono tuttavia delle concrete opportunità di riscatto. Prendete la 8 ore di Suzuka, evento clou del Mondiale Endurance FIM EWC. Convocato da HRC per disputare la 45^ edizione della “gara delle gare”, da sempre gara “di casa” nonché obiettivo prioritario dell’ala d’orata, alla prima occasione utile l’originario di Cannes non ha mancato il bersaglio. Tornando a sorridere, concedendosi di nuovo al suo amato “back flip”.

L’ARMA SEGRETA DI HONDA HRC

In una realtà ben diversa rispetto alla propria “confort zone”, Johann ci ha messo poco a trovare il giusto equilibrio con moto, compagni di equipaggio (Takumi Takahashi e Teppei Nagoe) e tracciato. In una corsa impegnativa ed estenuante come la leggendaria 8 ore del Sol Levante, basta niente per “bruciarsi”. Zarco invece si è rivelato l’arma in più del Team HRC. A proposito: è merito suo se la Honda ha salvato la faccia nel Top 10 Trial. Con il giro della vita in 2’05”531, valevole per la terza casella di partenza, dopo che YART Yamaha nel primo tentativo aveva rifilato mezzo secondo (!) alla CBR 1000 RR-R #30. Quando, forse, stava incominciando ad assalirlo il lecito dubbio sulle spiacevoli sorprese in “stile MotoGP” che avrebbe potuto riservargli la Honda #30, Zarco è stato smentito dai fatti. Mentre nella top class le RC213V lotta a malapena per la zona punti, in quel di Suzuka la CBR RR-R ha spazzato via la concorrenza. Anche al netto di una penalizzazione di 40” inflitta per un’irregolarità durante l’ultima sosta, in un’edizione dove sembrava non partire coi favori del pronostico. Con il Team HRC che ha dominato su tutta la linea (velocità, ritmo, strategie, soste ai box, affidabilità), in gara Zarco ha fatto il suo venendo promosso a pieni voti.

VITTORIA SCACCIAPENSIERI

“Mi sento bene perché, quando ti fissi un obiettivo e lo ottieni è un grande sollievo. Soprattutto se stai vivendo un periodo difficile” ha ammesso Johann Zarco. Primo francese a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro della 8 ore di Suzuka dal lontano 1989. “Sono felice e orgoglioso, mi dà grande soddisfazione. C’era bisogno dell’aiuto di tutti quanti perché avevamo bisogno di dosare le energie senza commettere errori. Sono contento di questa vittoria ed è davvero bello averla ottenuta. Voglio fare i complimenti ai miei due compagni di squadra perché il ritmo che abbiamo tenuto è stato davvero buono dall’inizio alla fine".

SALVATA UNA STAGIONE?

Nessun cenno alla situazione della casa madre in MotoGP. Nemmeno un sassolino tolto dalla scarpa davanti a un’evidenza che Zarco non ha sottolineato: se questa (ennesima) stagione non si potrà descrivere come fallimentare, allora sarà grazie anche e soprattutto a lui. Artefice di questo hurrà e dei rari lampi della Honda in classe regina. Alla faccia del pilota da squadra satellite! Smaltita l’euforia di Suzuka, il prossimo week-end lo attende il GP di Gran Bretagna a Silverstone. Consapevole di quanto ancora dovrà soffrire in MotoGP, probabilmente a Zarco servirebbe un’altra edizione della 8 ore prima di poter riportare in auge il suo “back flip”
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