Niccolò Canepa

Niccolò Canepa a Box18 tra FIM EWC, MotoE e Superbike

Niccolò Canepa ospite di Box18 sulla pagina Facebook di Corsedimoto.com tra Endurance, MotoE, SBK ed interessanti aneddoti e retroscena della sua carriera.

6 maggio 2020 - 20:36

Box18, il live format di Corsedimoto.com, ha ospitato Niccolò Canepa, primo ed unico italiano a laurearsi Campione del Mondo Endurance. In questa intervista ha avuto modo di parlare del suo programma YART nel FIM EWC, con il Team LCR nella MotoE, ma anche del suo ruolo di “riders coach” con Yamaha nel World Superbike. Qui il video integrale dell’intervista

LOCKDOWN

Chiaramente è diversa la vita adesso. In una situazione normale dovrei essere super-impegnato tra Mondiale Endurance, MotoE e riders coach Yamaha nel Mondiale Superbike, ma non mi sono mai lamentato e, soprattutto in questo momento, mi sono reso conto di quanto sono fortunato. Non vedo l’ora di riprendere a pieno regime!

DEBUTTO NELL’ENDURANCE

Andrea Dosoli di Yamaha erano diversi anni che mi chiedeva di correre per loro nel Mondiale Endurance. Era una specialità che non conoscevo benissimo e, per certi versi, mi spaventava un po’. Ero conosciuto come un pilota molto forte sul giro singolo, ma che alle volte faticava a mantenere lo stesso passo in gara, mentre l’Endurance è l’esatto opposto. Dal debutto del 2016 mi sono subito innamorato di questa disciplina, trovandomi benissimo. Il primo anno ho dovuto imparare tanto, ma ho avuto due grandi maestri come David Checa e Christophe Guyot (team manager GMT94 Yamaha, ndr) che mi hanno permesso di crescere gara dopo gara. Sono arrivate soddisfazioni come il titolo mondiale e ricordi indelebili come la vittoria alla 24 ore di Le Mans, al Bol d’Or e, più di recente, alla 8 ore di Sepang.”

VITTORIA “IN SOLITARIA” A SEPANG

Sicuramente resta un ricordo fantastico, anche per come è arrivata questa vittoria con il triplo stint consecutivo in sella. Il primo stint è stato quello più traumatico nella mia carriera: parto e la moto si ammutolisce senza preavviso. Sono riuscito a ripartire perdendo 30 posizioni, ma non c’era più elettronica, tanto che ho dovuto guidare per 1 ora senza traction control e cambio elettronico. Emotivamente è stata una grande fatica riuscire a recuperare posizioni, oltretutto correndo sotto la pioggia, tanto che quando sono rientrato ai box credevo che per me fosse finita. Invece Mandy (Kainz, team manager YART) mi ha chiesto di continuare e così ho fatto poi 3 stint di fila. Al termine della gara il mio primo pensiero è stato ai miei compagni di equipaggio perché, per tutto il weekend, abbiamo lavorato insieme, fatto il setting insieme, nell’Endurance si vive o si perde di squadra e so che per loro è stato duro non salire in sella.”

8 ORE DI SUZUKA 2020

Con il disimpegno di Yamaha Factory quest’anno saremo noi di YART il team di punta Yamaha per la 8 ore di Suzuka. Sarà un’emozione, ma anche una grande occasione. Io e Marvin Fritz lo scorso anno siamo andati molto forti in gara con elettronica standard, in più ci sarà con noi Kohta Nozane che conosce benissimo la pista e la moto. Sperando di avere la R1 Factory l’obiettivo sarà il podio: penso ci sarà da divertirsi!

MOTOE

All’inizio è stato un po’ un trauma perché è una moto molto diversa rispetto alle moto alle quali ero abituato. Con la MotoE bisogna fare molta percorrenza e non frenare forte, mentre una Superbike è l’esatto opposto. Non è stato facile cambiare stile di guida. Ma non mi sono arreso e, nel corso della stagione, siamo andati in crescendo sfiorando il podio a Misano. La MotoE mi ha sorpreso dal primo test. Si tratta di una moto divertente con una potenza incredibile: anche la Energica stradale ti dà queste sensazioni, soprattutto in termini di velocità e accelerazione. Le gare sono molto combattute e sono dell’idea che chi era un po’ scettico si è ricreduto. Il punto debole resta la distanza di gara, ma già quest’anno hanno introdotto delle novità importanti. In primis la possibilità di ricaricare le batterie in griglia di partenza. A questo si aggiunge un nuovo sistema di raffreddamento del pacco-batteria che ci consentirà di effettuare più giri in gara.

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