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Giovanni Baggi, AvioBike: “Per il Coronavirus il team si ferma”

Il Team AvioBike di Giovanni Baggi con sede a Massalengo (Lodi) costretto a fermarsi per l'emergenza COVID-19: "Manca chiarezza da parte delle istituzioni".

7 aprile 2020 - 12:56

L’emergenza COVID-19 comporta inevitabilmente conseguenze anche per le squadre e piloti impegnati nel Mondiale Endurance FIM EWC. Ne sa qualcosa Giovanni Baggi, titolare, team manager e pilota AvioBike, compagine impegnata da un triennio a questa parte nella specialità e reduce da un promettente inizio di stagione tra il Bol d’Or e la 8 ore di Sepang. Con la propria base operativa a Massalengo situata a pochi chilometri da Codogno, la compagine di Giovanni Baggi ha preso la decisione di sospendere le attività per le conseguenze comportate proprio dall’emergenza Coronavirus.

Il team AvioBike ha la propria base operativa a Massalengo (Provincia di Lodi), tra le zone maggiormente colpite dall’emergenza Coronavirus. Come avete vissuto questo periodo così difficile?

Verrebbe da dire che l’abbiamo vissuto quasi in prima persona. Abito a 20 chilometri da Codogno, come risaputo la prima “zona rossa” d’Italia, ed in pochi giorni la situazione è letteralmente degenerata. All’inizio la tesi generale portava ad un’eccessiva preoccupazione, ai più ingiustificata: in molti, esperti del settore compresi, dicevano fosse una banale influenza. Con il trascorrere dei giorni, quando il numero di contagi cresceva da 10, 100 fino a 1000 persone con, purtroppo, diversi deceduti, chiaramente l’opinione e la preoccupazione di tutti è cambiata. La mia percezione è che sia stata inizialmente sottovalutata l’emergenza. Lo testimoniano i dati ed il fatto che tutti si siano resi conto della gravità soltanto in un secondo momento.”

Per la tua squadra e per la tua attività imprenditoriale quali conseguenze ha portato questa emergenza?

Direi… tragiche. A livello imprenditoriale, economico e sportivo. Piccoli team come il nostro sono legati al business delle aziende che hanno deciso di supportarci. In questo momento, chiaramente, sono chiuse e hanno dovuto fermare le loro attività. Noi di conseguenza.

Una situazione che ti ha colpito su più aspetti…

Purtroppo, per una serie di motivi, è proprio così. Con il team AvioBike in questo momento sono fermo al 100 %. Vuoi perché, giustamente, le gare sono sospese, vuoi soprattutto perché con le aziende chiuse che supportano il nostro progetto manca il sostegno economico per poter andare avanti. Ho parlato con diversi colleghi team manager ed è una situazione che coinvolge molte squadre, Francia compresa. Il Motorsport è legato a questo sottilissimo equilibrio e non si prospettano alternative. Per quanto mi riguarda, a livello imprenditoriale il business della ristorazione è completamente fermo. Ho dovuto chiudere il mio bar e ristorante in virtù dei vari DPCM, lasciando i miei collaboratori in cassa integrazione. Personalmente non posso ritenermi soddisfatto di come il governo e le istituzioni hanno reagito in questo periodo così difficile. Quello che manca è la chiarezza, non c’è un leader con idee chiare ed un piano ben definito sul da farsi. Ti senti in balia degli eventi, delle varie ordinanze che più volte si sono smentite tra loro, non hai alcuna possibilità di immaginare il futuro e la ripartenza una volta superato questo periodo. Mi piacerebbe vedere dalle istituzioni un piano di sostegno alle aziende ed alle persone. Quando leggo che sono stati stanziati 600 milioni di euro mi viene da ridere… Non so se si rendono conto della gravità della situazione, di come stanno vivendo le persone in questo momento senza certezze e, mi ripeto, senza chiarezza. C’è tanta confusione: se chi ricopre cariche istituzionali, e pertanto dovrebbe saperne più di noi, non ci trasmette informazioni concrete, noi cosa possiamo fare? Io vivo in campagna ed in giro c’è ancora un sacco di gente… Evidentemente il messaggio non è stato recepito, molte persone non sanno a cosa vanno incontro…

Tornando alle corse, Dorna in questi giorni ha annunciato delle misure economiche per aiutare i team indipendenti del Motomondiale. Eurosport Events, promoter del FIM EWC, come ha deciso di supportare squadre come Aviobike?

Sono in contatto diretto con Doriano Valeriani e ho scambiato anche diverse mail con Renaud Jeanfils (Coordinatore dei Team per conto di Eurosport Events). Se mi sento abbandonato dalle istituzioni italiane, non posso dire lo stesso del promoter Eurosport Events. Con loro ho sempre avuto modo di confrontarmi con toni spesso schietti, diretti, senza mascherare la realtà e l’evidenza dei fatti. Secondo me si sono resi conto a cosa si sta andando incontro e, ne sono convinto, valuteranno il da farsi per aiutare i piccoli team. Lo hanno già fatto di recente per affrontare la trasferta di Sepang: senza il loro supporto per una struttura come la nostra non sarebbe stato possibile partecipare alla 8 ore in Malesia. Conoscono le problematiche attuali e, se vogliono continuare con la strada che ha finora dato dei frutti, interverranno.”

Auspicando che l’emergenza COVID-19 possa rientrare nel più breve tempo possibile, Aviobike riuscirebbe a presenziare alle prossime gare del FIM EWC?

Se domani si tornasse alla normalità al 100 %, forse con qualche sacrificio si riuscirebbe a salvare il salvabile. Ma non sono una persona che fa questi ragionamenti, sono abituato a guardare in faccia la realtà dei fatti. Mi aspetto che questa situazione sia destinata a durare ancora a lungo. Se non si dovesse risolvere a breve, comprometterebbe l’intero anno a tutte le aziende. Stesso discorso per le competizioni motoristiche.

Una vera mazzata per il team AvioBike che si è messo in mostra tra il Bol d’Or e Sepang…

Esattamente. Non possiamo farci nulla, ma questa situazione lascia l’amaro in bocca. Con tutti i ragazzi ed i piloti, Andrea Boscoscuro e Niccolò Rosso, abbiamo realizzando un cambio di passo con l’inizio della stagione 2019/2020. Ci mancava davvero poco per realizzare qualcosa di importante. Al Bol d’Or ci siamo ritrovati a tratti in testa alla classe Superstock ed in lotta per la top-5 assoluta, discorso similare a Sepang dove eravamo in bagarre per il podio prima di una caduta. Vedere tutto svanire per il Coronavirus fa male, ripensando ai tanti sacrifici personali compiuti per mandare avanti la nostra realtà, riuscendo a far conciliare tutto: la mia attività imprenditoriale, una famiglia meravigliosa, la mia passione per il motociclismo da pilota e da team manager.”

Un tuo messaggio rivolto a tutti coloro che stanno vivendo questa emergenza?

Mi preme sottolineare che la cosa più importante in questo momento è che tutte le persone stiano bene. Nulla è più importante della salute, pertanto dobbiamo concentrarci a sconfiggere questo nostro nemico comune invisibile rappresentato dal virus. Quando riusciremo a ripartire, ne sono convinto, lo faremo con più entusiasmo di prima. Proprio l’entusiasmo cerco di sempre di trasmetterlo a chi mi sta accanto ed ai miei collaboratori. Adesso faremo lezione di questa esperienza e, per quanto mi riguarda, ancora adesso sono in mezzo ai campi a lavorare con il trattore. Come risaputo, in questa emergenza il settore agricolo è uno dei pochi ad andare ancora avanti… Alle moto, ci penseremo in futuro: è la nostra grande passione che ci unisce e non vediamo l’ora di ripartire. Ogni sera vado nella mia officina a vedere le moto, mi manca davvero correre e, a 44 anni compiuti, non voglio tutto finisca così…

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