Luca Scassa

Luca Scassa: “Con No Limits per il quarto anno di fila, ecco perché”

In questa intervista Luca Scassa motiva le ragioni che lo hanno portato a restare per il quarto anno consecutivo nell'Endurance con il No Limits Motor Team: missione mondiale ed un rapporto umano e professionale consolidato nelle ultime 3 stagioni.

3 dicembre 2020 - 14:17

Luca Scassa per la stagione 2021 continuerà ad essere uno dei riferimenti italiani del Mondiale Endurance FIM EWC e del No Limits Motor Team. Dal 2018 passato alle competizioni motociclistiche di durata, il forte pilota aretino ha rinnovato il sodalizio con la “nazionale italiana” della specialità per dare l’assalto alla Coppa del Mondo Superstock. Secondo in campionato nella stagione 2019/2020 con la perla dello storico podio alla 24 ore di Le Mans, Scassa ha motivato in questa intervista la sua decisione di continuare il suo percorso con la Suzuki GSX-R 1000 #44, nonostante un paio di proposte interessanti pervenute dalla top class EWC.

Quattro anni consecutivi con lo stesso team, a memoria non ti era mai successo in carriera…

Sì, è la prima volta che mi capita! Ho corso per 3 anni con MV, ma cambiando diversi team, pertanto non mi era mai capitato. In No Limits mi trovo bene e sono contento del percorso compiuto da tutta la squadra nell’ultimo triennio. Parliamo di una realtà formata da persone molto appassionate, questa è una delle ragioni che mi hanno convinto a restare con loro anche per il 2021.

Questa la principale ragione?

Mi sarebbe dispiaciuto lasciare proprio ora dopo i risultati raggiunti e la crescita mostrata in questi anni. Avevo altre opportunità, ma qui è stato definito un percorso che ci potrà permettere di lottare per la Coppa del Mondo Superstock. Ogni anno la squadra compie uno step tecnico che ci consente di incrementare il nostro livello di performance. Inoltre il team stagione dopo stagione accoglie sempre 1-2 elementi nuovi, con persone giovani che portano dinamicità e miglioramenti. Sotto l’aspetto umano mi trovo benissimo con tutti, poi Moreno (Codeluppi) è Moreno, lo conosciamo: una delle persone che fa tutto questo per passione. Nella mia carriera non ho mai incontrato un profilo simile.

Avevi manifestato la tua intenzione di passare alla top class EWC, la possibilità di lottare per il titolo Superstock ha posticipato questo tuo piano?

“Avevo un paio di opzioni EWC con team non ufficiali, pertanto ho dovuto ragionare sul da farsi. Ho pensato che per il 2021 qui ci sarà la possibilità di vincere la Superstock e ho preferito rimanere. Non tanto per il fatto di poter diventare Campioni della nostra classe, ma perché umanamente mi sarebbe dispiaciuto per il percorso compiuto in questi anni.

Siete comunque reduci da una stagione fantastica con lo storico podio alla 24 ore di Le Mans ed il secondo posto in campionato. L’obiettivo pertanto sarà quello di vincere?

“Nella passata stagione siamo stati un po’ sfortunati a correre 2 gare (Bol d’Or e Sepang) sul bagnato, una condizione dove non siamo mai stati completamente a posto in questi anni. Interverremo su quest’area con diverse novità tecniche, perché siamo convinti che, una volta risolta questa problematica, ce la possiamo giocare. Abbiamo comunque concluso secondi in campionato dietro a Moto Ain che, nelle gare sotto la pioggia, ne aveva di più. La dipartita di altre squadre dalla Superstock potrebbe agevolarci? Non è questo il punto. Alla fine siamo stati vice-Campioni con la presenza di tutti i team, pertanto con un po’ di fortuna e di bravura per il 2021 possiamo lottare per il primato di categoria.

Quale emozioni hai vissuto a Le Mans conquistando un secondo posto senza precedenti per una squadra italiana della Superstock nell’Endurance?

“Se devo essere sincero è stato tutto un po’… strano. Il podio di Le Mans da pilota lo sogni, ci tieni, provi ad immaginare cosa potrebbe essere…. Riesci a raggiungere questo traguardo, sali sul podio e… non c’era nessuno, visto che la 24 ore quest’anno si è disputata a porte chiuse. Ad ogni modo è stato un bel risultato, ottenuto su una pista tosta, fisica, in una gara molto difficile per chiunque.

Nel 2021 affronterai la quarta stagione nell’Endurance, ti sei proprio appassionato a questa specialità…

L’ho detto sin dal 2018, voglio finire qui la mia carriera. Nell’Endurance ho trovato la mia dimensione. Un campionato che mi piace e dove posso far combaciare tutte le mie attività che ho pianificato per il mio post-carriera da pilota. Con 4-5 gare nel calendario contestualmente posso occuparmi della mia officina e della mia squadra, mentre in altre realtà non sarebbe stato possibile. In questi anni ho ricevuto 2, 3 proposte dalla Superbike con team non ufficiali, ma accettando queste offerte per me non sarebbe stato più possibile costruire il mio futuro. Poi l’Endurance mi piace davvero tanto!

Un punto di forza ed una nota dolente dell’Endurance?

“Sicuramente il punto di forza è la tipologia delle gare e delle moto. Qui la preparazione è più vicina all’utenza: deve essere una moto che possa durare, funzioni bene e vada forte. La preparazione è rivolta all’appassionato ed al motociclista praticante, non sono moto così sofisticate come una Superbike del mondiale perché devono adattarsi ad ogni situazione, condizione e poter durare per una 8 o 24 ore di gara. Il punto negativo è l’assenza di una gara in Italia. Lo dico da sempre: l’Endurance qui in Italia sta crescendo, manca soltanto una tappa del Mondiale nel nostro Paese. Sono dell’idea che una 12 o una 24 ore a Misano nel mese di luglio porterebbe tanto pubblico, più della Superbike.

Come hai detto, pilota di Endurance, ma anche altre attività, non stai mai fermo…

“Sì, 24 ore su 24 sono in officina Punto Moto Corse qui ad Arezzo, continuerò così fino a quando Federica (la sua compagna) sopporterà questa situazione… Poi ho il mio team, organizzo i corsi di guida Racemode e adesso sono impegnato nella nuova attività Materia Racing che realizza parti ricavate dal pieno… Insomma, sono sempre impegnato!

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