Endurance

L’Endurance è passione: una 24 ore di Le Mans memorabile

La ripartenza del Mondiale Endurance non ha tradito le attese: la 24 ore di Le Mans 2020 resterà nella storia per la vittoria F.C.C. TSR Honda con l'Italia grande protagonista.

31 agosto 2020 - 11:19

L’Endurance è una specialità che combina tutto, ma proprio tutto, del motociclismo. Si corre di notte, di giorno, con pioggia, sole, con prerogative tecniche e sportive, ma dove il fattore umano gioca un ruolo predominante. Le competizioni motociclistiche di durata sono una sfida nella sfida, esaltata in un’edizione 2020 della 24 Heures Motos Le Mans memorabile. Alla ripresa delle ostilità 259 giorni dopo la 8 ore di Sepang, il FIM EWC non ha tradito le attese, per un’edizione della maratona Endurance della Sarthe destinata a restare negli annali.

ATMOSFERA SURREALE, MA IN PISTA…

A tutti gli effetti la 43esima edizione della 24 ore motociclistica di Le Mans si è disputata in un’atmosfera surreale. A porte chiuse, complice l’emergenza Coronavirus, senza l’apporto dei 70.000 (e più) spettatori parte integrante dell’evento. Per certi versi sembrava quasi di assistere ad una sessione di test, ma in pista lo spettacolo non è mancato. Una 24 ore dove è successo di tutto: vuoi per le mutevoli condizioni metereologiche, vuoi per un livello sempre più alto delle squadre, ufficiali e non. Sorpassi, colpi di scena, cadute, testa-a-testa di velocità e strategie. Le prerogative di successo dell’Endurance, anche in questa circostanza, non sono mancate.

F.C.C. TSR HONDA SBANCA LE MANS

Lo si voglia o meno, la foto di copertina di questa edizione della 24 ore di Le Mans resta l’affermazione di F.C.C. TSR Honda. Una storia particolare è alla base di questo formidabile successo, in primis per il trionfale debutto della nuova CBR 1000RR-R. Alla sua prima 24 ore, la Fireblade “Triple R” sbanca Le Mans, oltretutto senza registrare il benché minimo problema. Mike Di Meglio (velocissimo), Freddy Foray (costante) e Josh Hook (non al meglio per una brutta caduta nelle prove) sono stati gli artefici di un’impresa storica. Alla prima uscita pubblica, la nuova CBR ha dominato la contesa: vuoi per le disavventure altrui, vuoi per un potenziale velocistico mostruoso. Nessun inconveniente, gara filata via liscia tanto da sorprendere la stessa squadra capitanata da Masakazu Fujii.

Con all’attivo un solo test europeo del marzo scorso proprio a Le Mans, la CBR 1000RR-R si è assicurata il trofeo, spazzando via incognite inerenti l’affidabilità del mezzo. Per F.C.C. TSR Honda è il secondo successo nell’ultimo triennio a Le Mans, in questa circostanza superando diverse avversità. Complici le restrizioni dei voli aerei, la squadra All Japan si è presentata a Le Mans con soli 4 componenti del team giapponesi: gli altri, in smart working, hanno lavorato nella Factory di Suzuka. Riuscendo a offrire il proprio contributo per un’affermazione che resterà nella storia.

CONFERME KAWASAKI SRC E SUZUKI SERT

Con la pioggia ad infastidire a più riprese il regolare svolgimento della gara, per qualche squadra resta una 24 ore dei rimpianti. Come spesso capita, chi meno sbaglia, più sorride all’esposizione della bandiera a scacchi. Detentori del trofeo e Campioni del Mondo in carica, Kawasaki SRC hanno rimediato un secondo posto per certi versi insperato considerati i presupposti: un solo test con le Michelin pre-evento dopo 14 anni di sodalizio con Pirelli, ma soprattutto l’assenza del Team Manager Gilles Stafler. Colpito da un attacco cardiaco il 25 luglio scorso, la squadra non ha potuto contare sul suo apporto, centrando tuttavia un fantastico secondo posto con Erwan Nigon, David Checa e Jeremy Guarnoni impeccabili.

Proprio nel finale hanno avuto ragione della Suzuki S.E.R.T., terza e sempre più capo-classifica del campionato con più soltanto la 12 ore di Estoril da disputarsi. Una doppia-caduta ha precluso alla “Ferrari dell’Endurance” un potenziale secondo posto, sfumato proprio nel finale. Dapprima un errore di Gregg Black su pista bagnata, successivamente una caduta dello stesso pilota anglo-francese causata da una manovra incomprensibile in fase di doppiaggio di James Ellison. Il terzo posto, pensando al campionato, vale in ogni caso come una vittoria.

RIMPIANTI PER BMW E YART

La S.E.R.T. si presenterà in Portogallo il 26 settembre prossimo con un monumentale vantaggio rispetto ai più diretti inseguitori. Chi poteva (e doveva) sfruttare l’occasione risponde all’identikit dello squadrone BMW Motorrad World Endurance, ai margini del podio fino ad una clamorosa caduta nell’ultimo quarto d’ora di Ilya Mikhalchik. Come sempre nell’EWC, non bisogna mai mollare l’osso: un errore, con la bandiera a scacchi in vista, ha compromesso gara e, presumibilmente, corsa al titolo. Discorso analogo per YART Yamaha, tempi alla mano l’unica squadra che poteva impensierire (e forse addirittura battere) i vincitori di F.C.C. TSR Honda.

Con le prime gocce di pioggia, Karel Hanika è finito a terra alla Garage Vert, di fatto episodio risultato determinante per le ambizioni di vittoria. Guardando il bicchiere mezzo pieno, la R1 #7 si è confermata formidabile sul piano velocistico e, con Niccolò Canepa in sella, la più veloce in pista. Il nostro portabandiera ha dato tutto, si è reso protagonista dell’ennesima prestazione impeccabile con dei turni di guida nella nottata da antologia, ma non è bastato. Quella caduta di Hanika ha pregiudicato tutto: nell’Endurance dei giorni nostri, basta un singolo errore e la gara è irrimediabilmente compromessa…

GRAND’ITALIA

La specialità parla sempre più italiano grazie a Canepa e ad una rosa di piloti della classe Superstock che ci può rendere estremamente orgogliosi. Roberto Rolfo con Moto Ain Yamaha ha concluso terzo di categoria dopo un Bol d’Or ed una 8 ore di Sepang straordinarie, perdendo la vittoria per due cadute (una a testa) dei compagni di equipaggio Robin Mulhauser e Hugo Clere. I punti ottenuti restano preziosissimi in ottica campionato dove la R1 #96 comanda davanti a GERT56 BMW, tornati al successo con la “vecchia” S1000RR e pneumatici Pirelli.

Per Christian Gamarino e Kevin Manfredi sono arrivate nuove conferme del loro valore: veloci, affidabili, ben integrati all’interno del box Louit Moto 33, Junior Team Kawasaki della Stock. Purtroppo una doppia-caduta del loro nuovo team-mate Kyle Smith ha vanificato l’attacco alla leadership dopo la pole conseguita venerdì. Sempre in “Casa Italia”, i fratelli Christian e Federico Napoli hanno superato molteplici traversie, tagliando il traguardo con la grinta e passione di sempre, elementi imprescindibili in questa specialità.

L’IMPRESA NO LIMITS

L’Endurance è passione ed il No Limits Motor Team incarna al meglio lo spirito e l’essenza della specialità. Da tre lustri a questa parte presenza fissa del Mondiale di categoria, a Le Mans la “Nazionale italiana” dell’Endurance ha raggiunto un traguardo storico al culmine di un’impresa emozionante. Il secondo posto di classe Superstock con Luca Scassa, Luca Vitali e Christopher Kemmer alla guida della giallo-nera Suzuki GSX-R 1000 #44 è un risultato che ripaga la compagine capitanata da Moreno Codeluppi degli sforzi e sacrifici compiuti in questi anni, ancor più nell’ultimo periodo.

Se la stra-grande maggioranza delle squadre si lamentavano delle problematiche economiche-organizzative dovute all’emergenza COVID-19, il team No Limits #44 pensava esclusivamente a come affrontare al meglio la 24 ore di Le Mans e le successive gare in programma. Lavoro, competenza, dedizione e passione: solo così una struttura 100 % Made in Italy riesce a fronteggiare realtà con ben altro budget, alle volte con supporto diretto delle case costruttrici. L’Endurance è una specialità tipicamente francese, ma in Italia sappiamo lavorare bene. Benissimo. Di questo, ne possiamo essere estremamente orgogliosi…

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