24 Heures Motos Le Mans

Storia della 24 Heures Motos Le Mans: dal 2006 al 2010 (7° Parte)

Dall'impresa di National Motos al primo hurrà Kawasaki SRC passando per le vittorie SERT e YART: questo il lustro 2006-2010 della 24 Heures Motos Le Mans.

17 agosto 2020 - 11:06

Cinque edizioni dove si sono alternate sul gradino più alto del podio 4 squadre ed altrettante case costruttrici. Il lustro 2006-2010 della 24 Heures Motos Le Mans è all’insegna di alcuni risultati sorprendenti e di imprese memorabili. Dall’incredibile affermazione di Honda National Motos del 2006 al ritorno di una Kawasaki sul gradino più alto del podio, grazie al Team SRC di Gilles Stafler, questo quinquennio ribadisce l’elevato tasso di spettacolarità della maratona Endurance della Sarthe.

2006: NATIONAL MOTOS NELLA STORIA

Una squadra privata di uno dei concessionari Honda di maggior successo d’oltralpe in trionfo alla 24 Heures Motos Le Mans. L’edizione 2006 porta in trionfo il team National Motos ed è un’affermazione tuttora rimasta tra le più impresse nella mente degli appassionati. Dal debutto del 1971 allo storico podio del 1992, la gioia della vittoria per la compagine fondata da Pipo Baldit arriverà in un’edizione rocambolesca con tutti i principali top team, loro malgrado, incappati in diversi errori e/o problematiche. Al via le due Suzuki GSX-R 1000 della SERT riusciranno a dettare il passo, ma ben presto diversi imprevisti si presenteranno lungo il cammino. Keiichi Kitagawa rovinerà i piani della #1 con una caduta nel corso della seconda ora di gara, causa del secondo posto finale. Peggio andrà alla #2: proprio quando si ritrovava in testa, la rottura del motore imporrà il ritiro nella mattinata di domenica. Non meglio in casa GMT94 Yamaha con una caduta (7 giri persi) ed un problema elettrico che costringeranno l’inedito trio formato da Sebastien Gimbert (poleman), David Checa e Garry McCoy a doversi accontentare del terzo posto finale.

L’impresa National Motos del 2006

Nel mezzo delle disavventure altrui, National Motos con una gara regolare priva di alcun tipo di problematica celebrerà un’affermazione storica. La CBR 1000RR dall’inconfondibile abbinamento cromatico giallo-blu festeggerà la vittoria con Olivier Four, Daniel Ribalta e Frédéric Protat. Un successo memorabile, tanto che la Fireblade è tuttora esposta al Museo di Le Mans e lo è stata a lungo al Museo Honda di Motegi. Da segnalare in questa edizione la 25esima partecipazione di Gerard Jolivet, recordman di presenze alla 24 ore, il quale appenderà il casco al chiodo dopo questo traguardo.

2007: DOMINIO SERT

L’edizione del 30esimo anniversario vive sul confronto tutto in casa Suzuki SERT. Un testa-a-testa tra le due GSX-R 1000 risoltosi di fatto soltanto nel finale e con un episodio registratosi nella nottata. Con Kawasaki France a tratti in grado di intromettersi nella lotta ottenendo il terzo posto finale con lo squadrone formato da Steve Plater, Gwen Giabbani e Julian Mazuecos, la squadra di Dominique Meliand metterà a segno una perentoria doppietta, con l’equipaggio meno atteso in trionfo. La #2 con William Costes, Guillaume Dietrich ed un giovanissimo Max Neukirchner (direttamente dal Mondiale Superbike) salirà sul gradino del podio, con la #1 che pagherà dazio dopo aver condotto a lungo la contesa.

Il duello Suzuki SERT del 2007

Leader di gara, nella notte la GSX-R 1000 #1 subirà dapprima una caduta e, successivamente, dei problemi di surriscaldamento al propulsore. Concluderà seconda, per quanto nello stesso giro della #2 in trionfo. Niente da fare invece per GMT94 Yamaha (problemi di vario genere e tipo, 5°) e National Motos, nona dopo la vittoria del 2006 per un inconveniente al propulsore.

2008: SERT IMBATTIBILE

Un’edizione movimentata, ma sempre all’insegna di una supremazia delle due Gixxer della SERT. Il 2008 ripropone una nuova doppietta dello squadrone di Dominique Meliand, lasciando alla concorrenza le briciole. GMT94 Yamaha saluterà la compagnia per un problema al motore, rimandando l’appuntamento con la vittoria al futuro. Non andrà meglio a Kawasaki Motor France, KO per una spaventosa caduta nei primi giri in pieno curvone Dunlop di Julian Mazuecos. In tutto questo, in una contesa a tratti bagnata dalla pioggia, il Suzuki Endurance Racing Team vince e stravince ancora, nuovamente con l’equipaggio meno atteso sul gradino più alto del podio. Sarà infatti la #2 condotta da William Costes, Guillaume Dietrich e dall’olandese Barry Veneman ad avere la meglio, sfruttando problematiche notturne della #1 affidata a Vincent Philippe, Matthieu Lagrive e Julien Da Costa.

Ancora 1-2 Suzuki S.E.R.T. nel 2008

Le due GSX-R 1000 in parata si presenteranno sul traguardo festeggiando l’ennesima doppietta, con il podio completato da una delle R1 meno attese. La R1 Acropolis con Gregory Leblanc, Gregory Fastre e Anthony Dos Santos concluderà terza, sfruttando le disavventure occorse a GMT94 e YART.

2009: LA FAVOLA YART

YART, acronimo di Yamaha Austria Racing Team, oggi è riconosciuta come una delle squadre meglio attrezzate del circus FIM EWC. Tuttavia, soltanto nel 2009, balzò a tutti gli effetti nell’elite della specialità. Nata dalla passione di Manfred “Mandy” Kainz, ex-pilota grande estimatore delle moto di Iwata (il #7 è preso dalla sua moto preferita, la R7…), nel 2009 YART conquisterà il titolo mondiale vincendo quasi tutte le gare, 24 ore di Le Mans compresa. In un’edizione che ha riportato in pista Honda France e persino una RC30 (!), sotto il diluvio la R1 #7 con Steve Martin, Gwen Giabbani e Igor Jerman monopolizzerà la scena, ritrovandosi in testa dalla terza ora di gara in avanti.

YART Yamaha in trionfo nel 2009

Se YART festeggia la sua prima (e finora unica) vittoria in una 24 ore, per la concorrenza restano grandi rimpianti. Honda France, al rientro con una CBR Ten Kate condotta da Sebastien Charpentier, Matthieu Lagrive e Steve Plater, si accontenterà della seconda posizione. Gara inaspettatamente anonima della Suzuki SERT (3°), mentre GMT94 Yamaha sarà costretta al ritiro addirittura dopo 10 giri per un guasto al propulsore. In tutto questo, YART vivrà la sua favola, iniziando con il piglio giusto una stagione 2009 trionfale nell’Endurance.

2010: KAWASAKI TORNA ALLA VITTORIA

La 24 Heures Motos 2010 segna il ritorno alla vittoria Kawasaki grazie al team GSR di Gilles Stafler, soltanto alla sua seconda stagione da nuova squadra di riferimento di Akashi. Undici anni dopo l’affermazione del 1999, GSR Kawasaki (con pneumatici Pirelli) batterà la concorrenza grazie all’apporto di Julien Da Costa, Olivier Four e Gregory Leblanc, artefici della prima di una serie infinita di successi alle 24 ore. Bravi a gestire la situazione e le bizze del meteo, la Kawasaki #11 avrà la meglio rispetto a YART Yamaha. Seconda dopo l’affermazione del 2009, la R1 #1 pagherà dazio a causa di alcuni problemi di surriscaldamento.

Kawasaki ritorna alla vittoria nel 2010

Peggio è andata ad altre due squadre attesissime. GMT94 Yamaha concluderà 4° in rimonta dopo un inconveniente ed un problematico adattamento alle Bridgestone, mentre la Suzuki SERT pagherà lo spaventoso botto di Guillaume Dietrich. Scivolato da leader al Raccordement, dopo una sosta di 10 minuti al rientro in pista è stato centrato ad alta velocità alla Garage Vert da Victor Carrasco. Nella debacle dei top team (BMW ufficiale e BMP Honda comprese), a sorpresa RAC41 Yamaha salirà sul terzo gradino del podio.

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