Suzuka

Suzuka lascia strascichi: rivisto il regolamento EWC

Il finale della 8 ore di Suzuka con la vittoria dapprima tolta e successivamente restituita a Kawasaki ha imposto una modifica al regolamento: ecco come.

19 agosto 2019 - 11:34

Sono trascorse 3 settimane dall’incredibile, travolgente, rocambolesco epilogo della 8 ore di Suzuka 2019, ma se ne discute ancora. Se non altro gli strascichi di quanto accaduto alla “gara delle gare” hanno prodotto un primo risultato: una rivisitazione completa del regolamento in materia. A partire dal Bol d’Or del 21-22 settembre prossimi, nel Mondiale Endurance vigerà una nuova regolamentazione, volta a scongiurare il ripetersi di episodi simili. Nel dettaglio vi spieghiamo come.

REGOLAMENTO, SI CAMBIA

Le motivazioni che hanno portato la direzione gara in quel di Suzuka a togliere e successivamente restituire la vittoria al Kawasaki Racing Team sono, quantomeno per gli addetti ai lavori, ben note. Se non propriamente chiare, quantomeno conosciute. Come spiegato punto su punto l’indomani della 8 ore (clicca qui per l’approfondimento dedicato), di fatto l’epilogo della contesa ha presentato uno scenario inedito, per certi versi inimmaginabile. Un’oggettiva “falla” regolamentare evidenziata del concretizzarsi di una possibilità talmente remota da non essere contemplata dalle pieghe del (vecchio) ordinamento sportivo del FIM EWC. Ci sono volute polemiche ed il discusso finale della gara più attesa dell’anno a individuare opportuni correttivi in tal senso.

CRONISTORIA

Doveroso in questi casi offrire un “riassunto delle puntate precedenti“. A 6 minuti dal termine della 8 ore di Suzuka, la GSX-R 1000 #2 della Suzuki SERT, in quel momento Campione del Mondo Endurance 2018/2019, rompe il motore e lascia una prolungata macchia d’olio dalla seconda curva a gran parte delle Esses del circuito dell’ottovolante. Con ancora più di 40 moto in pista, l’unico a finire a terra era stato Jonathan Rea, con Kawasaki KRT leader di gara, iniziando proprio in quel momento l’ultimo giro di gara. Con Rea KO a 88 secondi dal termine, immediatamente la direzione gara espose la bandiera rossa, definendo soltanto successivamente questo come il momento decisivo per determinare l’ordine d’arrivo.

KAWASAKI VITTORIA NO, FORSE, SI

La domanda sorge spontanea: perché a Kawasaki KRT era stata tolta e successivamente restituita la vittoria? Per l’applicazione del (vecchio) regolamento. In base all’articolo 1.22.5, per essere classificati bisogna aver compiuto il 75 % dei giri compiuti dalla squadra vittoriosa ed aver tagliato il traguardo entro e non oltre i 5 minuti successivi ai vincitori. La race direction aveva interpretato questa normativa in una situazione anomala. Rea, primo in quel momento, non aveva riportato la moto ai box per un’eventuale ripartenza. Uno scenario irrealizzabile, in quanto mancavano 88 secondi dal termine, proprio per questa ragione una “falla” del regolamento. Da qui, dopo aver inizialmente assegnato Yamaha Factory della vittoria, il reclamo di Kawasaki KRT ha comportato una rivisitazione dell’operato della race direction.

APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO

Al riguardo non era stato più preso in considerazione l’articolo 1.22.5 menzionato in precedenza, bensì l’1.23.1. In particolare il primo punto: la classifica finale viene stilata in base all’ultimo giro completato. Dunque vittoria a Kawasaki, con molteplici interrogativi: perché, dopo la rottura della Suzuki SERT, non era stata fatta entrare in pista la Safety Car? Perché si sono dovute attendere le 16:17 dell’indomani (!) per conoscere i vincitori? Come sono state effettuate le verifiche tecniche alla vittoriosa Ninja ZX-10RR #10? Tante domande, ma per una volta l’opinione di vincitori e vinti era la medesima e, soprattutto, con prerogative puramente sportive: Kawasaki meritava la vittoria. Lo testimonia il fatto che Yamaha ha preferito non presentare un ulteriore contro-reclamo…

RIVISTO IL REGOLAMENTO

L’epilogo della 8 ore di Suzuka 2019 ha fatto scuola e… legge. A partire dal Bol d’Or del 21-22 settembre prossimi, primo round del Mondiale Endurance FIM EWC 2019/2020, il regolamento in materia cambierà e, nello specifico, l’articolo 1.23.1. Dalla prossima stagione per essere classificati, la moto deve rientrare in pit lane o nel parc fermé entro e non oltre i 5 minuti successivi all’esposizione della bandiera rossa. In sostanza come succede nei principali campionati motociclistici sotto l’egida FIM, come accaduto a Donington Park nel Mondiale Superbike o, se vogliamo, come nella prima interpretazione della direzione gara a Suzuka. In questo caso il Kawasaki Racing Team non sarebbe stato dichiarato vincitore della 8 ore 2019. Rea non aveva infatti riportato la moto ai box, pit lane o parc fermé che sia. Di fatto, come mostrato anche dai filmati TV, la Ninja ZX-10RR #10 non si era riaccesa.

COSA CAMBIA?

Chiariamo: questa novità regolamentare non è (chiaramente) retroattiva. Verrà applicata dal Bol d’Or del 21-22 settembre prossimi in avanti, pertanto non vi saranno ulteriori cambiamenti dell’ordine d’arrivo della 8 ore di Suzuka. Precisato inoltre che se una gara Endurance, interrotta con bandiera rossa, non dovesse successivamente ripartire, per essere classificati ciascun team dovrà aver completato il 75 % dei giri rispetto al vincitore della propria categoria (EWC o Superstock) di appartenenza. In sostanza, come si suol dire, “meglio tardi che mai“. C’è voluta la 8 ore di Suzuka più pazza ed avvincente di sempre per rivedere un regolamento fallace, per certi aspetti rivelatosi persino “interpretabile”. Dalla stessa direzione gara in primis…

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