Brookes Redding

Brookes e Redding, storie tese nel BSB: “Scott è immaturo”

Si infiamma la rivalità, anche a parole, tra Josh Brookes e Scott Redding: compagni di squadra in Be Wiser PBM Ducati, entrambi in corsa per vincere il titolo BSB 2019.

27 agosto 2019 - 16:35

Josh Brookes e Scott Redding: compagni di squadra in Be Wiser PBM Ducati, avversari nella corsa al titolo del BSB 2019. Prevedibilmente la (finora sana) rivalità tra i due ha prodotto risultati di rilievo nell’arco della stagione. Aspettando l’inizio dello Showdown ed il prossimo appuntamento in agenda ad Oulton Park con 3 gare in programma, Brookes e Redding figurano rispettivamente al primo e secondo posto in classifica. Vincitori di sei gare a testa, si ritrovano adesso separati da una manciata di punti nella generale (e nel computo dei Podium Credits), prossimi a render ancor più entusiasmanti i play-off di fine stagione.

SI ACCENDE LA RIVALITÀ

Da una parte Josh Brookes, Campione 2015, andrà a caccia del secondo titolo in carriera. Dall’altra Scott Redding, dai recenti trascorsi in MotoGP e vice-iridato Moto2 2013, punta a conquistare l’alloro BSB prima del suo atteso passaggio a tempo pieno nel Mondiale Superbike. Entrambi vogliono vincere e non faranno sconti a nessuno, a cominciare dal proprio compagno di squadra. Tra i due, dopo Cadwell Park, la rivalità è esplosa. Se non in pista, quantomeno a parole.

L’AFFONDO DI BROOKES

In particolare Josh Brookes, in un’intervista rilasciata a Bennetts Bike Social (sponsor ufficiale del BSB), non si è tirato indietro. “In ogni turno di prove Scott mi segue in pista“, ha spiegato l’australiano. “Ci sono 30 piloti al via del BSB, alcuni dei quali molto veloci, perché vuole seguire proprio me? In passato ho corso contro grandi campioni come Tommy Hill, Ryuichi Kiyonari e Shane Byrne che si sono dimostrati sempre professionali, senza mai lasciarsi andare a comportamenti infantili in pista. Per questo sono molto sorpreso, per certi versi scioccato perché emerge la sua personalità immatura. Penso che se dal Motomondiale arrivi ad un campionato nazionale non dovresti lasciarti andare a simili comportamenti. Dovrebbe succedere l’esatto opposto. Sinceramente non lo capisco e non so cosa stia cercando di fare.

LA RISPOSTA DI REDDING

Scott Redding, inevitabilmente, gli ha prontamente risposto. “A dire il vero non ho seguito molto in pista Josh. Ad Oulton Park sì, mentre a Cadwell Park solo nel Q2 e forse in un turno di prove libere. Una o due volte, non ho capito perché sia stata sollevata la questione da parte sua. Perché l’ho seguito in pista? Beh, perché voglio vincere, spesso corro su circuiti che non conosco e ho bisogno di imparare dalle persone che mi circondano, tra queste Josh che è il miglior pilota in circolazione del BSB. Sono sicuro che farebbe lo stesso se fosse nella mia posizione. Il problema è che posso essere “pericoloso” per i suoi obiettivi di campionato, in quanto imparo in fretta i circuiti. Ad ogni modo sono qui per correre e, tutto sommato, andiamo d’accordo. Non siamo amiconi, ma siamo compagni di squadra e siamo qui per svolgere il nostro lavoro da professionisti. Se l’ho seguito in pista non è frutto di un piano prestabilito. Semplicemente sto tuttora cercando di imparare il più possibile e sfrutto gli strumenti in mio possesso. Se per andare più forte c’è la necessità di seguire piloti più esperti di me, lo farò.

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