British Superbike

British Superbike 1996: la genesi dell’attuale BSB

Per la continuità storica, nel 1996 nasce l'attuale BSB: una stagione intensa che incorona Niall Mackenzie Campione del British Superbike per la prima volta.

8 giugno 2020 - 11:34

Per il motociclismo d’oltremanica il 1996, ancor oggi, rappresenta l’anno della svolta. Per la continuità storica, questa stagione sancisce l’effettiva nascita dell’attuale BSB (British Superbike). Dalle origini del 1988, all’epoca con regolamentazione TT-F1 adottando svariate denominazioni (British TT Supercup e affini), nel 1996 il massimo campionato di velocità del Regno Unito si presenta in una veste profondamente rinnovata. Di fatto, la genesi di quel che diventerà nel corso degli anni la serie “domestic” più competitiva e spettacolare del pianeta.

BRITISH SUPERBIKE

Adottando sin nel 1993 la regolamentazione Superbike ispirata al Mondiale di categoria, il 1996 segna il turning point per il motociclismo della Terra d’Albione. Sotto la regia di un nuovo promoter, il British Superbike adotta un format rinnovato con 10 round (in gara doppia) da marzo ad ottobre, normative tecniche sempre più vicine alla serie iridata, nuovi (munifici) sponsor e, aspetto tutt’altro che secondario, la diretta televisiva. Questa ritrovata linfa stuzzicherà le attenzioni delle case costruttrici attraverso gli importatori nazionali, aderendo in gran numero al nuovo corso dell’allora MCN British Superbike Championship.

PROTAGONISTI

Di fatto, già dal 1996 il BSB presenta alcuni elementi distintivi del suo successo. Gare spettacolari, personaggi, pubblico numerosissimo ed uno schieramento di partenza di prim’ordine. Qualche nome? Da Campione britannico in carica, il compianto Steve Hislop lascia la Ducati per sposare la causa Kawasaki con addirittura Red Bull sulle carene. La casa di Borgo Panigale viene difesa in griglia dal vincitore della Supercup 1994 Ian Simpson (Team Duckhams), da due “giovani leoni” del calibro di Chris Walker (Old Spice Ducati) e Michael Rutter (Team McCulloch) più, sulla carta, Terry Rymer (Old Spice Ducati) pilota di punta. Grandi nomi, tutti a confronto con lo squadrone Cadbury’s Boost Yamaha di Rob McElnea formato da Niall Mackenzie (al ritorno in madrepatria) e da James Whitham, nuovamente in pista dopo aver lasciato a 1995 in corso una volta scoperto di esser affetto del linfoma di Hodgkin.

VIA A DONINGTON

Con un pubblico delle grandi occasioni, a Donington Park prende il via la stagione 1996 che sembra precorrere i tempi, presentando gli attuali elementi distintivi del BSB. Lotte corpo-a-corpo in pista, colpi di scena, pronostico incerto. Un gran bello show, impreziosito da evidenze tecniche “mondiali“. Un esempio? Terry Rymer conquista la pole in 1’35″11, all’epoca a 1” dal record della serie iridata. Proprio l’ex Campione del Mondo Endurance vivrà alterne fortune domenica 31 marzo: fuori gioco al sesto giro di Gara 1 per un problema tecnico, indiscusso dominatore della seconda manche. Lascerà così il tracciato dell’East Midlands da capo-classifica Niall Mackenzie (Cadbury’s Boost Yamaha) in virtù di un primo ed un secondo posto, in particolare riuscendo in Gara 2 a dar vita ad una proverbiale rimonta.

Copertina del Race Program di Donington 1996

Con Rymer scappato via allo start, lo scozzese si ritrovò al settimo posto nelle battute iniziali della contesa per evitare il proprio compagno di squadra James Whitham. KO nella prima manche per un problema tecnico, Jamie in Gara 2 incappò in un rovinoso highside in uscita dalla Esses nel tentativo di rispondere agli assalti del proprio team-mate. Nell’infinita sequenza di colpi di scena, proprio nel rush finale ne hanno fatto le spese anche Steve Hislop (motore KO al penultimo giro) ed un giovanissimo Chris Walker, caduto all’ultima tornata in prossimità del Starkey’s Bridge quando si ritrovava in seconda posizione davanti a Mackenzie.

RYMER FROM ZERO TO HERO

Il copione del primo round viene riproposto alla lettera anche nei successivi due appuntamenti, almeno per quanto riguarda Terry Rymer. In pista è il più veloce, ma non altrettanto concreto. Non per proprie colpe, a dir la verità: prime 6 gare, 3 vittorie, altrettanti ritiri per problemi tecnici alla propria Ducati 916 (955). In sostanza, quando la sua moto non si ferma, Rymer vince. Stravince, alle volte, come in Gara 1 a Thruxton. Salta le qualifiche per il concomitante impegno con Suzuki SERT alla 24 ore di Le Mans e, dopo aver preso parte alla maratona Endurance, vola verso il Regno Unito per correre lunedì sul velocissimo impianto dell’Hampshire. Parte ultimo in griglia, ma uno dopo l’altro sorpassa tutti e va a vincere, dovendo tuttavia arrendersi nella seconda manche per l’ennesimo problema tecnico.

James Whitham (3) vs Terry Rymer (7)

L’IMPRESA DI WHITHAM

Rymer dopo Oulton Park si ritroverà con 47 punti da recuperare in campionato sul fuggitivo Niall Mackenzie, preceduto nella generale anche da un James Whitham dalla storia straordinaria. Sconfitto nella seconda metà del 1995 per la prima volta il cancro, al ritorno in azione conquista la vittoria in Gara 1, meritandosi la standing ovation dei 20.000 presenti. Nella seconda manche perderà al photofinish per soli 15 centesimi proprio da Rymer, ma il grande protagonista di giornata indiscutibilmente non può che esser lui.

MACKENZIE VS WHITHAM

Ben presto il BSB 1996 diventerà un affare tutto in casa Cadbury’s Boost Yamaha, anche per via dell’inconsistenza degli avversari. Terry Rymer salta persino Knockhill per concomitanti impegni internazionali, lasciando così al 23enne Michael Rutter il ruolo di miglior Ducatista del circus. L’attesissimo Steve Hislop vive non poche problematiche, tanto da passare a stagione in corso dal team Nemesis a Revé dopo un intervento di Kawasaki Motors UK (e di Colin Wright), trovando la quadra da Knockhill in avanti per ritrovare quantomeno la gioia del podio. In questo scenario, la casa dei Tre Diapason fa incetta di vittorie.

Il team Cadbury’s Boost Yamaha 1996 al completo

Ritiratosi dalle competizioni per un brutto infortunio nel 1993, in pochi anni Rob McElnea ha saputo create una struttura… schiacciavversari. Le due Yamaha YZF750 seguite dalla casa madre fanno subito la differenza, ma sono i due piloti di “Rob Mac” i più costanti, veloci, risultando a tratti inavvicinabili. L’estate vede i due compagni di squadra Mackenzie e Whitham fare il vuoto, spartendosi le 10 vittorie nei 5 round previsti. Proprio quando la stagione entra nel vivo, James Whitham riapre completamente i giochi: doppia-doppietta tra Snetterton e Brands Hatch Indy, portandosi a -5 dal proprio team-mate. Mackenzie ristabilisce le gerarchie “in casa” a Knockhill, ma nei successivi due eventi di Cadwell Park e Mallory Park non può nulla con un Whitham in stato di grazia. Con questa sequenza di 4 vittorie consecutive, James conquista la leadership di campionato con 9 punti di vantaggio ed ancora due round da disputarsi.

NIALL MACKENZIE CAMPIONE

Nonostante la posta in palio, tra i due alfieri Cadbury’s Boost Yamaha vige un sincero rispetto reciproco, senza mai portare la rivalità al di fuori da prerogative prettamente sportive. James Whitham conquista il maggior numero di vittorie ed è complessivamente il più veloce dei due, ma la carta vincente di Niall Mackenzie è la sua costanza di rendimento: sempre sul traguardo, sempre a punti nonostante il suo tallone d’achille rappresentato da partenze problematiche. Dopo aver subìto lo stato di grazia di Whitham per tutta l’estate, al penultimo round di Brands Hatch Indy disputatosi sotto la pioggia, Mackenzie pareggia i conti con il compagno di squadra. Con Terry Rymer che spezza l’egemonia di successi Rob Mac Yamaha nelle due gare, Niall chiude 2° e 4°, James 4° e 5°. Tradotto: leadership ad ex-aequo a quota 349 punti, con ancora 50 da assegnare nella finalissima di Donington Park.

Niall Mackenzie Campione British Superbike 1996

All’atto conclusivo della stagione Mackenzie si presenta con sole 4 vittorie all’attivo rispetto alle 9 del proprio compagno di squadra, ma cambia passo e dà tutto nel weekend. Conquista la pole, domina in Gara 1 con Whitham terzo preceduto anche da Sean Emmett, wild card d’eccezione dell’evento. Con 9 punti di vantaggio, Niall potrebbe gestire in Gara 2, ma entra in gioco l’onore e l’orgoglio, dando vita proprio con James Whitham ad una spettacolare bagarre senza scorrettezze, senza episodi dubbi. Solo nel finale Whitham riuscirà a mettere a segno la decima affermazione stagionale, ma con il secondo posto (e per soli 4 punti) Mackenzie si laurea per la prima volta Campione del British Superbike. L’inizio di un’era…

CLASSIFICA FINALE BSB 1996

1- Niall Mackenzie – Cadbury’s Boost Yamaha – Yamaha YZF750 – 394

2- James Whitham – Cadbury’s Boost Yamaha – Yamaha YZF750 – 390

3- Terry Rymer – Old Spice Ducati Racing – Ducati 955 – 227

4- Michael Rutter – Team McCulloch – Ducati 955 – 215

5- Steve Hislop – Reve Red Bull Kawasaki – Kawasaki ZXR750 – 197

6- Jim Moodie – Team G-Shock Crescent – Suzuki GSX-R 750 – 170

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