Toyota ha mai costruito delle moto? Questa domanda sorge all'improvviso, per caso, senza un motivo logico e razionale. Honda e Suzuki, lo sappiamo, sono presenti sia sul mercato delle due ruote che in quello delle quattro ma Toyota? L'idea di costruire motociclette è balenata varie volte nella mente dei dirigenti della casa automobilistica giapponese fin dalle sue origini.
Toyo Motors
Nel 1942 l’ingegnere Kazuo Kawamata iniziò a lavorare presso il Toyota Motor Research Laboratory. In quegli anni sviluppò il primo motore Bismotor per biciclette e nel 1949 la Toyo Motors, che si posizionò immediatamente come una sussidiaria della Toyota. l'obbiettivo era produrre motociclette economiche. Lo fece addirittura prima di Soichiro Honda. All'inizio andava tutto bene ed i numeri erano incoraggianti. Nei primi anni cinquanta il marchio vendette oltre 10.000 moto però la qualità delle moto Toyo era modesta. Vennero commessi una serie di errori: i componenti venivano prodotti esternamente e le moto non erano affidabili. Intanto le Honda prendevano sempre più piede. Dopo poco più di un decennio il progetto fallì complice anche una calamità naturale: il tifone Isewan.
Nel corso degli anni l'idea di produrre moto è tornata a galla in varie occasioni.
La JGRMX/Toyota Concept Bike
Nel 2009 Toyota si è tolta lo sfizio di presentare al SEMA Show di Las Vegas una moto concept realizzata insieme al team JGRMX, specialista americano del motocross. In pratica era una Yamaha YZ450F trasformata in una creatura futuristica.
Il telaio era stato alleggerito e lucidato, erano stati aggiunti pannelli in fibra di carbonio e un serbatoio carburante personalizzato. Il propulsore ha subito modifiche significative, tra cui l'inversione del sistema di distribuzione delle valvole, un sistema di aspirazione forzata con ventola e iniezione elettronica, oltre a componenti interni potenziati come bielle Carillo e pistoni specifici. È stato implementato un sistema di raffreddamento in alluminio estruso su misura, sostituendo i radiatori convenzionali. Aveva poi un innovativo sistema di avviamento ad aria compressa integrato nel telaio. Presenti numerosi componenti di alta qualità, tra cui freni, leve, ruote con tecnologia Fiber Spoke e un sistema di acquisizione dati in tempo reale fornito da Pi Research. Di fatto è stato un esemplare unico, nato per promuovere la creatività e il know-how tecnico, più che per segnare l’ingresso di Toyota nel mondo delle due ruote.
Toyota e Yamaha ancora insieme
Nel novembre 2021, Toyota Motor Corporation ha affidato a Yamaha Motor lo sviluppo di un innovativo motore V8 da 5,0 litri alimentato esclusivamente a idrogeno. Questo progetto rappresenta un passo importante nell’evoluzione delle tecnologie alternative. Il motore, basato sull’unità V8 della Lexus RC F, è stato riprogettato da Yamaha per funzionare con combustione di idrogeno, mantenendo l’esperienza sensoriale di un propulsore termico ma senza le emissioni di CO₂.
Il debutto pubblico del prototipo ha segnato un momento simbolico per l’industria giapponese, che continua a investire in soluzioni alternative ai veicoli elettrici a batteria, specialmente per applicazioni ad alte prestazioni e nel settore fuoristrada. Oltre a Toyota e Yamaha, al progetto hanno collaborato anche Mazda, Subaru e Kawasaki Heavy Industries.
i-Road e i-TRIL: la visione di Toyota per la mobilità urbana
Nel corso degli anni Toyota ha sviluppato alcuni veicoli a due ruote per progetti di ricerca o mobilità urbana. Più che altro ha ideato scooter elettrici e concept per la mobilità cittadina come i veicoli a tre ruote "i-Road" ed "i-Tril". Entrambi rappresentano una visione innovativa di mobilità urbana, pensata per spazi ridotti, traffico intenso e uno stile di vita sempre più dinamico. L’i-Road è un veicolo elettrico a tre ruote che si guida come uno scooter ma con la stabilità di un’auto, grazie al sistema di inclinazione attiva. Piccolo, silenzioso e con circa 50 km di autonomia, è pensato per il traffico cittadino. L’i-TRIL, presentato nel 2017, amplia il concetto con un abitacolo per un adulto e due bambini, tecnologia di “Active Lean” e predisposizione per la guida autonoma. Entrambi puntano a una mobilità più intelligente, pulita e divertente nelle città del futuro.
L'ultimo concept presentato è stato Land Hopper, una piccola bicicletta motorizzata a 3 ruote di cui due ruote anteriori.