Tocca al CIV Superbike: “Meglio decimo qui che vincere una coppetta”

Storie di Moto
mercoledì, 29 gennaio 2025 alle 18:00
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Diego Tocca ha debuttato nel Campionato Italiano Velocità quando ancora non esisteva. Negli anni novanta il CIV aveva la denominazione di "Assoluti Italiani di Velocità". Correva in 125 ed era considerato un grande talento. Nel 1997 vinse l'Europeo ed approdò al Team Italia Aprilia. Poi per varie vicissitudini non è mai riuscito a partecipare al Motomondiale comunque ha gareggiato per anni nelle varie classi in ambito nazionale. Ora, a quasi 45 anni, torna al CIV Superbike nella Production Bike sulla Yamaha R1 del Tocca Racing con il supporto della concessionaria Yamaha Faieta Moto.
"Facciamo tutto in casa - racconta Diego Tocca - corro con il mio team e l'importante supporto di Faieta, l'azienda nella quale lavoro quotidianamente. La Yamaha non viene vista come la moto migliore della Production Bike però io ritengo che abbia un gran potenziale, penso che potremo fare bene. Ho 44 anni, a maggio ne compirò 45 e torno al CIV Superbike con l'entusiasmo di quando ne avevo 17 e partecipavo alle mie prime gare agli Assoluti d' Italia. Non partecipo al CIV dal 2013, la mia ultima stagione l'avevo corsa proprio in Superbike".

Perché hai deciso di lasciare la Coppa Italia per approdare al CIV Superbike?

"Massimo rispetto per la Coppa Italia, sia chiaro. Non vorrei passare per uno che la snobba o sminuisce i trofei in cui ha gareggiato negli ultimi anni. Però è inutile negare l'evidenza: nel CIV Superbike il livello è molto più alto, ci sono i migliori, c'è il top. Nel 2022 ho vinto la Dunlop Cup 600 ma ora non m'interessa più portare a casa le coppette in Coppa Italia, preferisco fare decimo al CIV. Per me è molto più stimolante gareggiare con gente come Alessandro Delbianco o Simone Saltarelli con cui corro fin dal 2001 e sono felice di ritrovare nella stessa categoria. Credo che correndo con piloti di alto livello si riesca ad andare più forte, a crescere e migliorare. Non che in Coppa Italia non ci siano ragazzi veloci, eh. Però gareggiare nel CIV Superbike mi carica tantissimo. Io mi sento in forma e sono ancora veloce".

Tra i tifosi avrai anche i tuoi figli.

"Una volta dicevo che avrei gareggiato finché mio figlio mi avesse potuto vedermi guidare in pista. Ora ho già raggiunto questo obbiettivo e me ne dovrò dare un altro perché ho ancora una gran voglia di guidare. Ho un bimbo ed una bimba di sei e tre anni. Mia moglie non è troppo contenta che gareggi ancora ma ormai se ne è fatta una ragione".

A 45 anni qual è il tuo obbiettivo?

"Ogni pilota corre per vincere però bisogna essere realisti. Io sono convinto di essere competitivo, di poter dire ma mia altrimenti non avrei deciso d'iscrivermi a questo campionato. Il mio obbiettivo è essere il primo tra i piloti Yamaha nella Production Bike, indipendentemente da chi s'iscriverà. In più vorrei cercare di stare almeno tra i primi dieci: credo di avere obbiettivi realistici".

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