Jacopo Cretaro, il 2025 è nella Stock JuniorGP "Due obiettivi: imparare e divertirmi"

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mercoledì, 29 gennaio 2025 alle 18:30
cretaro stock juniorgp 2025
Una nuova sfida per Jacopo Cretaro, o forse sarebbe meglio parlare di un ritorno. Nel suo curriculum infatti troviamo già il suo nome nella categoria Superstock 600 del CEV Repsol, in un certo senso l'antenata dell'attuale Europeo Stock del FIM JuniorGP. È proprio lì che troveremo il campione ESBK Stock660 in carica, pronto a dire la sua in sella alla Yamaha R6 del team SF Racing. Non solo: in parallelo lo ritroveremo nuovamente nella categoria Stock del Mondiale Endurance, sempre con la Honda del Team Slider Endurance, quest'anno affiancato da Asrin Rodi Pak, Marc Alcoba e Marc Miralles. Dopo un 2024 molto intenso tra ESBK e wild card WorldSSP (la nostra intervista), si avvicina una stagione 2025 altrettanto ricca di impegni: ecco cosa ci ha raccontato.

Il tuo 2025 sarà soprattutto nell'Europeo Stock del FIM JuniorGP.

In realtà ho sperato fino all'ultimo nel Challenge del Mondiale Supersport, non nascondo che la priorità era quella. Alla fine non è stato possibile, fortunatamente avevo altre proposte, ma non mi andava di rimanere in ESBK, mi stimolava di più fare qualcosa di diverso e tra le tante offerte ho avuto questa per il JuniorGP. Mi piace anche a livello di immagine e impatto mediatico. Intanto bisogna fare bene, il livello è altissimo, poi da lì potrebbero aprirsi altre porte.

Quando avete deciso?

L'offerta mi è arrivata a novembre, ma in quel momento stavo ancora valutando. Abbiamo aspettato praticamente fino a dicembre, quando ho avuto il 'no' per il Mondiale ho trovato l'accordo con SF Racing, squadra di Roma ma con base a Valencia, per la Stock del JuniorGP. In questi giorni inizieremo a lavorare insieme con la Yamaha R6, una moto con cui ho già corso nel 2024 in ESBK, chiaramente con qualche differenza. La "battezzo" nei giorni 4-5 febbraio, abbiamo il primo test in circuito.

In attesa di tornare in pista, come ti sei preparato?

Sul piano fisico continuo a lavorare con Arturo Di Mezza. Sono sempre a Roma, ma quando riesco vado ad Aprilia ad allenarmi con la struttura di Luca Fabrizio. Quest'anno s'è creato un gruppo ancora più bello: è arrivato Foggia, Lunetta è molto presente... Davvero bello. Sono andato ad esempio anche al Christmas Training, ma sono sempre un po' "nascosto", anche perché devo lavorare, quindi il tempo è limitato.

Sei un pilota-lavoratore, ci racconti cosa fai?

Lavoro in un'attività familiare, è un bar-tabacchi. La cosa bella di un'attività familiare è che non devo chiedere il permesso per una gara! Ma quando sono a Roma ovviamente è più complicato dire di no. Anche perché comunque aiutare la mia famiglia è una delle cose più importanti: loro hanno sempre fatto tanto per me, quindi non è un dovere, mi fa piacere ripagarli.

Diciamo che ti "guadagni" le moto, giusto?

Esattamente: i soldi per gli allenamenti, l'assicurazione del furgone, il furgone... Questa vita ha un costo e bisogna lavorare, ma come detto a me fa piacere. Anzi, te la sudi come cosa, quindi dai più valore anche agli allenamenti ed è una motivazione in più per alzarsi la mattina, allenarsi e tutto.

Cambierai qualcosa per questa stagione nella Stock JuniorGP?

Ho nei piani di rallentare un po' con il lavoro, sto cercando il modo di "liberarmi" un po', perché mi prende davvero tanto tempo della giornata. Il livello della Stock è alto e di quelli che corrono credo non ci sia quasi nessuno che lavora. La moto al momento la tocco una volta a settimana, quando mi va bene perché poi dipende dal tempo. Anche se comunque Luca Fabrizio ci fa girare pure sul bagnato, fa un lavoro grandioso in questo senso, e anche nella scuola francese dell'Endurance ho imparato un po', non si fermano in nessun caso!

Quali sono i tuoi obiettivi nell'Europeo Stock?

Obiettivi di risultati non ne ho, non voglio mettermi un target. Certo, come ogni pilota egoisticamente ti direi che voglio vincere, ma bisogna essere realistici. Per prima cosa devo imparare tutto quello che posso se voglio poi pensare ad un Mondiale. Ma finché riesco a fare quello che faccio, uno degli obiettivi che ho sempre è divertirmi, poi ogni volta che salgo in moto voglio anche fare un lavoro fatto bene, sono molto puntiglioso.

Possiamo parlare di "ritorno", giusto? Anche se è stato un finale prematuro per incidente.

In un certo senso sì, riprendo da dove ho lasciato, diciamo così. Ero veramente giovane, quando ho fatto l'incidente avevo appena compiuto 16 anni, e quello era un modo per farmi strada nella Moto2. Il 2016 è stato il mio unico anno nella categoria: ho iniziato a Valencia l'anno prossima, poi ho ricominciato da lì ed ero andato benissimo, poi ad Aragon ho avuto l'incidente. Sono rientrato solo a Jerez [penultima tappa della stagione, ndr]: il medico che mi diceva di non andare perché l'osso non era ancora calcificato, ma da buon pilota ero cocciuto [risata]. Mi ricordo però che non posavo il piede... È stato un weekend devastante.

Oltre alla Stock JuniorGP, c'è anche il FIM EWC.

Rimango sempre con il Team Slider, purtroppo c'è l'ultima gara sovrapposta al JuniorGP... Quest'anno lo prenderò un po' diversamente: davo sempre tutto me stesso, stavolta lo affronterò "con calma". La squadra di piloti è abbastanza forte: oltre a Rodi Pak c'è Marc Alcoba, che ha fatto il Bol D'Or l'anno scorso e va veramente forte, e Marc Miralles, che ora fa il coach e corre solo nell'Endurance come pilota. Riuscirò a 'riposare' un po' di più invece di fare il doppio stint, com'è successo in passato. Il livello è sempre più alto, impari tantissimo!

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