Suzuki sfida il carbonio con la fibra di lino: la rivoluzione sostenibile che può cambiare le corse

Storie di Moto
Suzuki_CN_Challenge_2026
Da tre anni Suzuki sta testando un materiale naturale sulle sue moto da corsa con un progetto ad hoc: ecco di cosa si tratta.
L'evoluzione della tecnologia non si ferma mai, nel motorsport lo studio di nuovi componenti e materiali porta ottime risposte visto che è tutto provato in condizioni estreme. È il caso di ampliTex, tessuto tecnico in fibra di lino naturale, prodotto dall'azienda svizzera Bcomp e parte del progetto Suzuki (con a capo Shinichi Sahara, ex project leader MotoGP) portato dal 2024 alla 8 Ore di Suzuka nel Mondiale Endurance con il Team Suzuki CN Challenge. Fin dall'addio al Motomondiale era stata anticipata l'intenzione di concentrarsi su altri progetti e questo è particolarmente interessante, visto che il materiale quest'anno ha rivestito quasi l'intera carrozzeria della GSX-R1000R, mettendo da parte quindi la fibra di carbonio. Un materiale che ora è stato portato per ulteriori test anche in All Japan Road Race Championship, categoria JSB1000 (la Superbike giapponese). Una scelta più sostenibile e rivoluzionaria, ecco perché.

Caratteristiche principali 

La fibra di lino naturale, prodotta al 100% in Europa, è un materiale nettamente più "amico dell'ambiente". Come sta dimostrando Suzuki, può sostituire perfettamente i materiali tradizionali a base di petrolio, come il citato carbonio, riducendo le emissioni di CO2 fino all'85%. A livello di prestazioni meccaniche, offre un modo migliore e più protettivo in caso di incidente: la fibra di carbonio si frantuma in pezzi taglienti e pericolosi, mentre la fibra di lino naturale si piega. Una differenza sostanziale che può ridurre sia le forature che eventuali lesioni ai piloti: la dimostrazione pratica c'è stata con la caduta nell'edizione 2025 della 8 Ore di Suzuka. Il materiale garantisce anche un'importante riduzione delle vibrazioni, visto che si parla di assorbimento fino al 250% in più rispetto alla più comune fibra di carbonio. A fine vita poi il materiale può essere portato negli inceneritori standard e generale energia rinnovabile, senza traccia di residui pericolosi.

Il progetto Suzuki 

Nel 2024 la casa di Hamamatsu ha portato nelle gare di resistenza il suo interessante progetto, sviluppato in collaborazione con l'azienda svizzera Bcomp e lo specialista giapponese Tras. Parliamo di sostenibilità al massimo possibile finora, dai carburanti inizialmente al 40% di origine biologica fino ad arrivare al 100%, fino ai componenti con materiali riciclati. Guardando alla fibra di lino, il suo utilizzo inizialmente era limitato: parliamo di parafanghi, anteriori e posteriori, e delle alette, mentre tutto il resto era ancora in carbonio riciclato. Questo fino al 2025, da quest'anno invece la fibra di lino è stata utilizzata in maniera ben più importante sulla GSX-R1000R: addio al carbonio e introduzione del lino naturale quasi tutta la carrozzeria della moto, includendo le carene laterali complete ed il codone. A prescindere dal piazzamento finale, Suzuki sta facendo luce su qualcosa che, forse in un futuro non troppo lontano, potrebbe diventare rivoluzionario nel mondo delle corse.
-> Seguiteci anche su Instagram: @Corsedimoto

Continua a leggere

loading

Potrebbe anche piacerti

Loading