Libero Liberati entra ufficialmente nella Hall of Fame delle Leggende del Motomondiale: il premio consegnato ai nipoti prima della gara MotoGP.
Dopo
Loris Capirossi e Umberto Masetti, ecco il terzo "volto nuovo" nella Hall of Fame della MotoGP di questi giorni.
Libero Liberati è anche lui Leggenda, e come i due precedenti con indubbio merito. La sua era l'epoca dei primi anni del Motomondiale ed i nostri ragazzi erano scatenati: il popolarissimo talento ternano è il secondo pilota italiano campione del mondo della classe regina, allora 500cc,
dopo Masetti omaggiato ieri. Un uomo scomparso prematuramente in un incidente stradale fatale vicino a Terni nel 1962, non aveva neanche 36 anni...
Oggi i nipoti Giancarlo e Giulio Liberati (figli di Manrico, figlio minore dell'asso ternano) hanno ricevuto il riconoscimento di MotoGP Legend, rievocando un altro momento di grande storia prima del via della
gara MotoGP a Misano. Piccola curiosità: buon sangue non mente, Giancarlo Liberati è stato anche lui pilota, pur in Supermoto. Ora è solo istruttore a tempo pieno, ma assieme al fratello Giulio è impegnato nel conservare la memoria storica della famiglia, mantenendo vivo il legame col motociclismo attraverso eventi ufficiali ed istituzionali in memoria dell'illustre nonno.
Libero Liberati, il profilo del "Ternano Volante"
Classe 1926, il "Cavaliere d'Acciaio" (questo era un altro soprannome con cui era noto, legato anche al maggior sostentamento della città all'epoca) inizia a lavorare a soli 11 anni in una officina meccanica, per poi passare alle acciaierie locali come autista. Non meravigliatevi dell'età, erano altri tempi ed anche i bambini potevano contribuire alle finanze familiari... Da grande però Libero Liberati inizierà a gareggiare in moto alla fine della seconda guerra mondiale, prima nel 1947 con una Guzzi Condor privata (vince quasi tutte le gare locali a cui partecipa) e poi con una moto ben più competitiva. Ma solo grazie ad una famosa colletta locale: vedendo il suo enorme talento i colleghi delle acciaierie, i cittadini e i soci del Moto Club locale si tassarono per acquistargli una Guzzi Dondolino, con cui vince il Campionato Italiano di Terza Categoria nel 1948. A seguire arriveranno anche due titoli italiani consecutivi, nel biennio 1955-1956. Qualche anno prima però era approdato nel nuovo Motomondiale e proprio nel 1956 arriva la prima consacrazione con la vittoria del GP delle Nazioni in 350cc.
La strada verso il titolo in top class
Nello stesso GP ma in 500cc questo giovane talento ternano fa vedere i sorci verdi a Geoff Duke, chiudendo 2° in volata. Le sue però saranno principalmente apparizioni spot da privato con pochi mezzi, a partire dal 1950 (con Moto Guzzi), nel 1951 (primo approccio con Gilera), avanti fino al 1959, tra 350 e 500, con anche una comparsa in 250 proprio in quell'ultimo anno. Una breve carriera internazionale, ma proprio la sua unica stagione completa ha portato ad un prezioso titolo Mondiale. Nel 1957 infatti Liberati entra nella storia come secondo italiano iridato in 500cc in sella alla mitica Gilera con quattro storiche vittorie (Hockenheim, Spa-Francorchamps, Belfast, Monza) in sei GP complessivi. Nel 1957 è anche 3° iridato in 350 con una vittoria e quattro podi in 6 GP. Ricordiamo sempre che allora era tutto molto diverso a livello di organizzazione, numero di GP stagionali, assegnazione dei punti...
L'addio al mondiale e la fine prematura
Il patto di astensione firmato dai costruttori italiani proprio nel 1957 pone di fatto fine a quella che avrebbe potuto essere una promettente carriera mondiale, con a margine anche il rifiuto a MV Agusta, nonostante un ingaggio stellare, per fedeltà a Gilera (con l'unica eccezione del GP mondiale in 250cc con Moto Morini). Fa qualche altro GP da privato, ma senza risultati di rilievo, quelli invece arrivano sempre in ambito nazionale, fino al 1962, proprio quando Gilera decide di rilanciarsi nelle competizioni e puntano tutto proprio su Libero Liberati. Ma il 5 marzo, uscito con la sua Saturno per allenarsi, arriva sulla Strada statale 209 Valnerina, purtroppo scivola sul bagnato all'altezza della curva di Cervara e urta violentemente contro la parete rocciosa: gli è fatale, mancavano ancora mesi ai suoi 36 anni. Nella sua breve ma strepitosa carriera nel Motomondiale ha conquistato in totale 6 vittorie, 14 podi, 3 giri veloci e il citato titolo mondiale.
Liberati e Terni, un legame senza tempo
La città d'acciaio, com'era chiamata all'epoca, era legatissima al suo talento delle due ruote. Nel luogo esatto dell'incidente venne infatti collocata una lapide in ricordo del campione ternano, poi rimessa al suo posto nel 2018 dopo svariati lavori di viabilità. Non solo: è stato realizzato un monumento, ad opera di Carlo Lorenzetti, posto di fronte allo Stadio Comunale Libero Liberati: è uno dei pochi stadi intitolati ad un campione non di calcio, indicativo dell'importanza del "ternano volante". A Liberati infine è intitolato anche il tunnel stradale non lontano dallo svincolo Valnerina, dove appunto perse la vita.
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