Maurizio Bottalico: il pilota, l'uomo. La famiglia è la sua forza. Prossimamente diventerà babbo per la terza volta e l'anno prossimo parteciperà al Tourist Trophy. Intanto si è classificato secondo nella Junior del ManxGP ’24 con RcExpress Racing Team su Kawasaki dietro ad Andrea Majola
(leggi qui). Ha gareggiato anche nella classe Lightweight 400 con una Kawasaki ZX4 RR del team Svalvolati & MCR Squadra Corse chiudendo al sesto posto ed alla Senior con Motozoo MeAir Racing Team in cui è stato costretto al ritiro. Con lui sull'Isola di Man il figlio Yari di due anni e mezzo e la compagna Elena in dolce attesa.
"Nell'ottica di una visione globale è stato un Manx positivissimo - racconta Maurizio Bottalico
- Se penso che a fine aprile ero in ospedale con il femore fratturato credo di aver fatto qualcosa di grande. Prima ho vinto l'Europeo Superbike poi ho fatto secondo al ManxGP: non posso che essere contento. Però, onestamente, un po' di amaro in bocca c'è. Avrei potuto vincere sia nella Junior che nella Senior, il potenziale c'era ma è mancata la fortuna. Nella Junior avevo un problema alla moto che mi faceva perdere 22 Km/h e nella Senior Supersport è andata ancor peggio perché mi sono dovuto ritirare dopo pochi chilometri a Greeba Castle mentre ero in seconda posizione. Ho guardato la gara seduto su un panchina. A casa abbiamo poi smontato la moto ed abbiamo scoperto che c'era un problema sul cablaggio elettrico che aveva mandato il tilt la moto". Quali sono i tratti per te più difficili e quelli che invece preferisci?
"Il tratto ostico fino allo scorso anno era da Grandstand (rettilineo di partenza) fino a Ramsey (ultimo quartiere prima di salire sul tratto del Mountain). Il tratto che invece ho apprezzato molto in questa edizione è da Kirk Michael fino a Parliament Square".
Il punto più pericoloso?
"Si fa fatica ad indicarne uno perché lo sono tutti [ride]. Secondo me però è proprio il Mountain perché è più aperto ma è pure il più veloce ed è fondamentale rimanere estremamente concentrati, bisogna fare moltissima attenzione".
Maurizio Bottalico, l'anno prossimo tornerai sull'Isola di Man?
"Sì, sicuramente, ma per il Tourist Trophy: l'obbiettivo è quello. Nel 2025 farò per la prima volta il TT. In più farò la North West 200 in Irlanda".
Al Manx era presente la tua compagna assieme tuo figlio.
"Senza di loro io non mi sento al cento per cento. Quelle rare volte che non sono venuti alle mie gare mi sentivo come dire, incompleto, mi mancava qualcosa. Mi danno serenità. Tra l'altro Elena è in dolce attesa e diventerò padre per la terza volta. Quando sono partito per la gara della Junior, con il numero 1, ed ho visto la mia compagna e Yari che mi salutavano sugli spalti alla mia sinistra, beh... questo mi ha dato una grandissima carica positiva".
Tuo figlio è già appassionato di moto?
"Guida già una e-bike senza rotelle. Al Manx è diventato la mascotte di tutto il paddock. Giocava, faceva le foto con la gente, scorrazzava tra le moto: è uno spettacolo! Abbiamo fatto anche un video di una sua gag in cui abbiamo simulato un pit stop della sua e-bike. Si diverte tantissimo".
Il pubblico del Manx è sempre spettacolare.
"Sì, lì è qualcosa d'incredibile. Io ho fatto di tutto per fare divertire il pubblico, in moto ma non solo. Il mio inglese fa schifo e nell'intervista la gente si è piegata da ridere. Ho fatto salire di forza sul palco un meccanico a farmi da interprete per capire cosa mi chiedevano e provavo a rispondere nel mio inglese scarso. Ho chiesto perfino allo speaker se ero migliorato rispetto all'anno scorso: lui ha detto di sì poi è scoppiato a ridere".