Kawasaki e il Motomondiale: l’impresa di Dave Simmonds, il genio ribelle

Storie di Moto
venerdì, 05 settembre 2025 alle 21:45
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Dalla gloria all'oblio. A fine sessanta, ai tempi di Giacomo Agostini, Mike Hailwood e Phil Read, salì inaspettatamente alla ribalta del Motomondiale il pilota britannico Dave Simmonds. La sua è storia è un concentrato di coraggio, tenacia, sacrifici. E' la storia di un successo che lo portò sul tetto del mondo prima di essere dimenticato. Nato a Londra nel 1939, nel 1969 regalò alla Kawasaki il suo primo titolo mondiale domando una moto imperfetta e trasformandola in leggenda.

Dagli esordi al trionfo nel Motomondiale

La sua avventura iniziò quasi in sordina, nel 1960, su una piccola Itom 50cc. Tre anni più tardi era già campione nazionale britannico della classe 125 con una Tohatsu. Con costanza e passione convinse i dirigenti Kawasaki ad offrirgli una chance al Gran Premio del Giappone del 1966. Dave Simmonds non era il tipo da lasciarsi sfuggire l’occasione. Riuscì a strappare alla Casa di Akashi non solo una moto, ma la possibilità di partecipare a tutto il Motomondiale con la KA-1 125. La moto era una bicilindrica, fragile ed inferiore rispetto ai sofisticati V4 Yamaha e ai veloci Suzuki RT67. Simmonds lavorava da solo, arrangiandosi con i ricambi che arrivavano col contagocce. Dopo tante rotture e nottate insonni ai box, il destino gli tese la mano: la FIM cambiò le regole limitando i motori a due cilindri e sei marce. Yamaha e Suzuki si ritirarono mentre Kawasaki restò.
Il Motomondiale 1969 fu il suo capolavoro: vinse 8 gare con conquistò quindi il titolo iridato 125cc, il primo della storia Kawasaki.
Nel 1970 dovette cedere lo scettro a Dieter Braun e Ángel Nieto, pur conquistando il GP di Finlandia. Nel 1971 vinse ancora in Germania e tentò il grande salto nella classe regina, la 500cc, con la turbolenta Kawasaki H1R. La moto era indomabile, ma Dave trovò la soluzione: un telaio progettato da Ken Sprayson. Con quello riuscì persino a insidiare l’invincibile Giacomo Agostini, raccogliendo podi prestigiosi e, soprattutto, la sua prima vittoria in 500, al GP di Spagna di Jarama. Anche quella, la prima per Kawasaki nella classe regina.

Il dramma

Simmonds non era solo un pilota di talento, era un uomo dal cuore immenso. Il 23 ottobre 1972 stava partecipando ad una manifestazione a Rungis, vicino Parigi. Nella notte ci fu una forte esplosione dovuta ad una fuga di gas nella roulotte dell’amico Jack Findlay. Dave Simmonds si lanciò tra le fiamme per prestare soccorso pensando, erroneamente, che ci fosse la madre dell'amico. Non ebbe scampo.
Dave Simmonds resta il simbolo di un motociclismo fatto di passione pura, coraggio, di meccanica imperfetta domata con l’ingegno e con il cuore.
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