Il motociclismo come elisir di eterna giovinezza. Armando Iannuzzo ha quasi 70 anni ed è tra i protagonisti della
Dunlop Cup. Suo figlio
Vittorio ha smesso di gareggiare già da qualche anno dopo aver vinto un titolo Europeo Superstock ed aver partecipato a circa 200 gare tra Mondiale Superbike e Supersport. Armando Iannuzzo invece non pensa assolutamente al ritiro, anzi, sta già lavorando alla moto in vista del 2025. Il motociclismo è sempre stato la sua vita e anche nell'ultima stagione ha portato a casa qualche coppa. Si è classificato terzo assoluto nella sua classe alla Dunlop Cup in sella alla sua BMW 1000 RR ma soprattutto si divertito e... ha curato il mal di schiena come spiega ridendo.
"Quando sono in moto mi passano tutti i mali, non ho più nessun acciacco - racconta Armando Iannuzzo - Ne parlavo anche con il mio dottore: a casa ho mal di schiena ma in moto mi passa, lo giuro. Io appena entro in un autodromo mi sento bene, mi sento giovane. A parte che io la mia età non me la vedo e non me la sento in generale. Sarà l'effetto della adrenalina delle gare, della passione...ma quando vado in moto sono in gran forma. Poi però torno a casa mi torna il mal di schiena e mi dura fino alla gara dopo. Avere degli impegni, delle passioni, tenere la mente sempre attiva fa sicuramente bene. Mi sa che andrò anche a fare il Trofeo Inverno, non voglio stare troppo tempo senza correre. Prima o poi lo so che dovrò lasciare le corse, non potrò andare avanti in eterno. Al momento però preferisco non pensarci".
Hai sempre gareggiato?
"Si è una passione fortissima che ho sempre avuto. Per alcuni anni io e mio figlio correvamo assieme: lui in 125 e io nella Open. Ho corso meno solo quando mio figlio ha iniziato a gareggiare a livello internazionale perché era molto giovane dovevo accompagnarlo a tutte le gare in giro per il mondo. Poi quando era più grande e se la cavava benissimo anche da solo ho ripreso a fare tante gare e non ho più smesso. Tra l'altro abbiamo pure corso assieme una gara endurance e ci siamo divertiti molto. Se mi guardo indietro mi sono tolto delle belle soddisfazioni. Ho sempre corso ed pure portato mio figlio al Mondiale: sono fiero di com'è andata".
Armando Iannuzzo, tuo figlio Vittorio ti segue alle gare?
"S'interessa e mi chiama sempre ma con tre bambini ed un lavoro molto impegnativo fa fatica a venire autodromo ma lo capisco pienamente e va benissimo così. Sui circuiti ho tutti i miei amici, quelli del vecchio giro: c'è la mia vita. Tra l'altro faccio tutto da solo, mi monto la tenda, mi preparo la moto... se ho bisogno chiedo una mano a Nonno Racing che è sempre disponibile".
Ci sono altri piloti tuoi coetanei?
"Proprio coetanei nei campionati che faccio io non ci sono, ci sono comunque piloti grandi ma con quasi vent'anni in meno di me. Di solito quelli più attempati fanno le gare con moto d'epoca, il CIV Classic e quelle cose lì. Avevano proposto anche a me di farle ma per il momento preferisco i trofei nazionali con moto attuali. L'anno prossimo vedrò se continuare qui, fare il Trofeo Amatori o quale altro campionato fare. Io però ripeto, la mia età non me al vedo proprio... Quando vedo un mio coetaneo nella vita quotidiana magari penso "ma quanto è vecchio!". Non mi rendo conto di avere la stessa età ed è questo il bello. Le moto mantengono giovani".
Oggi sfidi te stesso o gli altri?
"Le mie sfide sono tutte con il cronometro. Chiaramente i miei tempi non sono più quelli di una volta ma per me l'importante è riuscire a togliere sempre qualche decimo da un turno e l'altro. A casa ho un mobiletto bello pieno di coppe, in passato anche vinto al Master Cup, ma l'importante per me non è il podio ma è riuscire a fare ancora dei tempi che mi soddisfano. Se arrivo ultimo ma con un crono che mi piace sono più contento che se vinco ma con tempi alti. Per me al soddisfazione è riuscire a girare bene. Vado alle gare, sto bene cerco di andare forte, portare a casa la pelle e pure la moto eh. Non voglio far danni. Da qualche stagione ho anche il supporto del Motoclub Over40 che mi da una bella mano e ringrazio tanto. Ho quasi settant'anni la stessa passione di quando ho iniziato a correre".