MotoGP: “Francesco Bagnaia è il nostro piccolo Jorge Lorenzo”

MotoGP: “Francesco Bagnaia è il nostro piccolo Jorge Lorenzo”

Francesco Guidotti, manager di Pramac Ducati, parla della new entry piemontese. E su Danilo Petrucci dice che….

di Redazione Corsedimoto
Francesco Bagnaia

Francesco Bagnaia ha chiuso gli ultimi test MotoGP a Jerez a soli tre decimi dalla vetta. Un viatico eccezionale per il fresco campione del Mondo della Moto2 che meglio di così non poteva andare al debutto con la Ducati GP18 del team Pramac. Il team manager Francesco Guidotti, 46 anni, ha parlato del potenziale di Pecco nell’intervista di Paolo Ianieri pubblicata da La Gazzetta Sportiva in edicola domenica 23 dicembre.

«Pecco lo abbiamo cercato in maniera pesante» afferma Francesco Guidotti.«Arriva da campione del mondo e quindi con una considerazione ancora maggiore. È partito subito bene, sia a Valencia, ma soprattutto a Jerez, pista impegnativa. Si capisce che dove è stato gli hanno dato un metodo e un sistema di lavoro. Ha una tranquillità e una costanza sconcertanti per un ragazzo, è stato sicuramente fortunato a incontrare persone che lo hanno indirizzato bene, ma ha beneficiato anche degli anni difficili, imparando a soffrire senza innervosirsi».

Sorpreso del suo debutto?

«Ci speravo, con riserva. Ma chiudere a 3 decimi dalla vetta è stata una bella sorpresa».

Cosa le è piaciuto di più?

«La qualità migliore è la scorrevolezza di guida. Non volevo dirlo, ma fa le linee di Lorenzo, sono andato a guardarli in pista e Pecco mi ha impressionato molto. Come Jorge, che ha impiegato poco per guidare anche la Honda alla Lorenzo. Non la guida bene, di più».

Negli ultimi anni dalla Pramac sono stati promossi alla Ducati ufficiale prima Andrea Iannone e ora Petrucci. Che nei test è partito subito molto forte.

«Danilo deve fare così, menare dal primo giorno. Non ha una stagione di tempo per meritarsi il rinnovo».

È un po’ il suo karma, ogni anno diventa un anno decisivo.

«Non è questione di fortuna o sfortuna, ma di come sei riuscito a costruire la tua storia, da dove sei partito in carriera. Danilo è arrivato nel Mondiale in un modo un po’ rocambolesco e dovrà sudarsi il posto a cui ambisce per tutta la carriera. Un Mir, che ha vinto il Mondiale Moto3 e in Moto2 ha fatto bene prima di essere catapultato in MotoGP, avrà almeno altre due occasioni per avere una moto ufficiale, perché le statistiche sono dalla sua. Come per Quartararo, che a inizio della carriera aveva fatto effetto con la sua velocità. Però Danilo è pronto. I suoi risultati di fine stagione non lo dimostrano, ma come mentalità ha fatto un bel cambio di passo».

La punta Pramac sarà Miller.

«Jack ha fatto vedere le solite cose buone con più sostanza, ma purtroppo con periodicità anche le meno belle. Ha tanto da dimostrare e da pensare per meritarsi la moto ufficiale».

L’obiettivo 2019?

«Vincere il titolo dei debuttanti con Pecco, mentre da Miller mi aspetto che sia spesso a ridosso dei primi 5».

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