Superbike, Il punto tecnico: Marco Melandri ad un secondo da Marc Marquez

Superbike, Il punto tecnico: Marco Melandri ad un secondo da Marc Marquez

Il nostro opinionista Gianluca Montiron propone il confronto fra le prestazioni Superbike e MotoGP a Phillip Island. Gomme: necessari i sensori di pressione

di Gianluca Montiron
Marco Melandri e Marc Marquez

Grande apertura per la Superbike in terra Australiana, prestazione maiuscola per Marco Melandri apparso convinto, veloce e preciso nel gestire gara 1 e 2. Con 130 gare all’attivo in SBK ha conquistando 22 vittorie, superando Max Biaggi, un talento bizzarro e cristallino che ha portato questo bravo ragazzo ravennate a raggiungere ben 64 podi nella SBK.

MARCO & MARC  – Melandri ha gestito gara 1 e 2 con maestria evoglio fare un paragone plausibile tra la MotoGP e la Superbike comparando la gara del vincitore di Phillip  Island in MotoGP 2017, Marc Marquez  e gara 1 della Superbike 2018. Condizioni meteo equiparabili per temperatura aria, asfalto e umidità, pista asciutta per entrambe le categorie  con una temperatura aria 16°, asfalto 29°, umidità 79% per la MotoGP contro gara 1 di SBK, aria 20°, asfalto 31°, umidità 79%.
Nel primo giro di gara 1, Melandri (1.37.223) è addirittura più veloce di Marc Marquez (1.37.416) di 0,193, un primo segnale importante! Le gomme Pirelli entrano immediatamente in temperatura e sono performanti, e stiamo parlando di un prodotto in vendita.

PRESSIONE – Esplode la polemica e viene a galla che i team utilizzano pressione degli pneumatici sotto il limite minimo prestabilito di 1.6 bar, già da anni in Moto2 si utilizzando sensori di pressioni per far sì che vengano rispettati i parametri di sicurezza ma anche per interpretare i dati e capire il funzionamento del setting. In barba a quanti dicono che le gomme hanno un decadimento nel corso della gara, guardando i cronologici si evince subito che il vincitore di gara 1, Marco Melandri, al pari dei piloti MotoGP è stato un vero e proprio martello,  girando con differenze di pochi decimi dal primo all’ultimo giro. Altro segnale del il buon lavoro del team Aruba.it Ducati che ha trovato un buon bilanciamento della moto per dare fiducia al pilota ed un compromesso per l’utilizzo delle gomme che talvolta subordina l’assetto (link, sospensioni, geometrie) per una gestione proficua nell’arco della gara.

PROGRESSO –  Dodici secondi il progresso sulla distanza  di gara 1 (22 giri) rispetto all’anno scorso, indica che Pirelli ha cercato la prestazione con la W1049 a sezione maggiorata (200/55) che evidentemente permette migliore appoggio e percorrenza nei tre curvoni sinistrorsi di Phillip Island, tant’è che Melandri (1.31.182) sul giro veloce in gara paga un solo secondino (1.181) da Marc Marquez (1.30.001) che con la MotoGP rappresenta la massima espressione tecnologica dei nostri tempi. Tempi importanti per una Superbike: in velocità la Ducati Panigale R ha raggiunto una top speed di 310 km/h contro i 334 km/h della Honda MotoGP e con 10kg di peso in più (SBK 168 contro MotoGP 158) la differenza si sente a questi livelli!

SVILUPPO –  Non voglio paragonare i piloti, voglio sottolineare l’importanza delle gomme e il lavoro svolto dalla Pirelli, probabilmente l’ingegnere Giorgio Barbier ed il suo gruppo  hanno voluto cercare la prestazione. A causa delle errate scelte di qualche team e  le caratteristiche di tracciato arduo come Phillip Island abbiamo visto andare in scena gara 2 con un pit stop. che ha dato spettacolo oltreché vedere confermare il medesimo protagonista al fotofinish su Rea. Il campione del Mondo in carica  continua ad utilizzare la soluzione V0965 usata nella passata stagione.

SICUREZZA – In MotoGP era già successo che venisse imposto il flag to flag per cambiare gomma, proprio a Phillip Island quando il fornitore era  la Bridgestone. La sicurezza prima di tutto, ma il vero argomento è  che i sensori di pressione sono necessari, per evitare che qualche squadra giochi d’azzardo abbassando i valori per avere più grip.   In ultima analisi, con il nuovo regolamento  Superbike che avrebbe dovuto strozzare le prestazioni,    i tempi non sono così distanti dai prototipi milionari della MotoGP,  un dato di fatto che indica come le gomme abbiano sempre determinato le prestazioni. I miei complimenti a Pirelli, interessante capire quanto la loro tecnologia travasata dalla F1 abbia un’applicazione sul prodotto moto.  Ma per questo … stay online

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