SBK vs MotoGP: Lowes in the air

SBK vs MotoGP: Lowes in the air

Sam, il recordman di cadute MotoGP (31) definisce “stupido” chi parla, scrive e commenta sul confronto fra le prestazioni emerse nei test di Jerez.

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PHILLIP ISLAND, AUSTRALIA - OCTOBER 21: Sam Lowes of Great Britain and Aprilia Racing Team Gresini looks on in box during the MotoGP qualifying practice during qualifying for the 2017 MotoGP of Australia at Phillip Island Grand Prix Circuit on October 21, 2017 in Phillip Island, Australia. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Le personalità dei gemelli sono affascinanti. Prendiamo i due Lowes, per esempio.

PAROLE E TWEET – Giunti alla fine dei test di Jerez il misurato Alex dichiara: « Abbiamo completato una serie di prove davvero costruttive, chiudendo la stagione 2017. Un ringraziamento al team Pata Yamaha, ora ho voglia di rivedere la mia ragazza e rilassarmi.» Il gemello Sam, l’impulsivo, invece si lancia sui massimi sistemi : «È stupido fare tutti questi discorsi su MotoGP e WSBK a Jerez. Non vuol dire niente. Sono piloti fantastici che guidano moto fantastiche. Utilizzano gomme differenti. Il paragone è impossibile» Sarà pure impossibile, caro Sam, così come in pochi avrebbero scommesso che tu saresti finito in MotoGP. Se davvero gli appassionati sono “stupidi” a pensare ad un confronto MotoGP-SBK perché “impossibile”, allora facciamo qualcosa di intelligente e reale e andiamo a vedere quanto hanno inciso le cadute del #22 sul budget Aprilia.

PROPOSITI – Sam Lowes ha la bocca larga, ma sicuramente va più forte a parole di quanto dimostrato in top class. In una recente intervista l’inglese ha ammesso «se vinco il titolo Moto2, posso rientrare in MotoGP.» Prima pensa a vincerlo, poi ne parliamo. Sembra un po’ il paradigma del pilota moderno: molte chiacchiere, tanti tweets, poca modestia. Lowes pare soffrire di quella che David Emmett ha definito “la sindrome di Danny Kent”. Talento infinito, ma meglio un taglio di capelli alla moda piuttosto che un esame di coscienza. Lowes nel 2018 si presenterà al via della classe Moto2 con la promettente KTM dell’esperto Team CarXpert-Interwetten. Si ritroverà a lottare coi migliori della categoria. Uno per tutti: Miguel Oliveira. Il portoghese è di quelli seri, preparati, secondo noi uno dei pretendenti al titolo. Vecchia scuola, vecchia maniera. Oliveira, che evidentemente non soffre della sindrome di Kent, dopo aver segnato con la KTM il miglior crono a Valencia nella due giorni di test, ha dichiarato: «Quest’inverno aumenterò il mio allenamento rispetto al passato perché la competizione nella prossima stagione sarà più dura. Mi aspetto un anno molto duro. Ci saranno molti piloti veloci. Sarà necessario essere ben preparati per questa lotta.» Abbiamo un inglese che ragiona per massimi sistemi e un portoghese che ragiona coi minimi. Il tempo delle scuse, caro Sam, è davvero finito; pure per noi stupidi che amiamo sognare l’impossibile.

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