La sua parabola in Supersport sembrava al tramonto, invece era solo questione di moto, squadra e ovviamente recupero fisico.
Can Oncu da quando è salito sulla Yamaha YZF R9 è un pilota rinato: determinato, preciso, velocissimo. L'ex cascatore seriale si è messo in tasca gara 1 del secondo atto Mondiale a Portimao senza neanche una sbavatura. Con la Kawasaki, guidata nei cinque anni precedenti, era spesso per le terre. Veloce a tratti, costantemente non affidabile. Ma guardatelo ora: sul saliscendi di Portiamo ha fatto paura. Can Oncu festeggia la seconda vittoria in carriera, dopo Mandalika (Indonesia) nel 2023, in quella che è stata la 101° presenza. Pilota forte e ritrovato, ma dietro questa bella pagina di sport c'è il team
Evan Bros, antenna ravennate di Yamaha Europa. Dopo aver rilanciato tanti ragazzi, a cominciare da Andrea Locatelli, anche questa sembra un scommessa vincente.
Stefano Manzi leader Mondiale
Seconda posizione che vale oro per Stefano Manzi. Il romagnolo ha recuperato in un baleno la scomoda posizione di partenza (sesta casella), provando a prendere la scia di uno scatenato Oncu. Non c'era verso, Can stavolta ne aveva di più. Stefano ha comunque limitato i danni come meglio non poteva: è riuscito ad arginare il veemente recupero di Bo Bendsneyder e con 20 punti guadagna la prima posizione in campionato, stavolta in solitario. L'altro ex leader a pari punteggio, il britannico Booth-Amos, è arrivato quinto con la Triumph.
Portimao è stata terreno di caccia per le tre cilindri: cinque davanti a tutti, con tre Yamaha R9 una MV Agusta F3 e, appunto, la Triumph.
E le Ducati?
L'era di Nicolò Huertas e Adrian Huertas sembra passato remoto, adesso sulla stessa Panigale V2 gestita dalla stessa Feel Racing c'è Phillip Oettl e la musica è ben diversa. In Australia il tedesco non ha gareggiato per infortunio, qui è arrivato solo undicesimo, beccandosi quasi un secondo al giro di media dal vincitore. E' vero che l'arrivo della Yamaha R9 ha cambiato i connotati Supersport, ma in questo momento alla Ducati difetta anche il manico giusto per tenere botta. Fra chi si lecca le ferite c'è anche un ex ducatista come Michael Rinaldi. Scendere in Supersport sembrava il trampolino per il rientro in top class, ma invece quest'inizio è da incubo. Soltanto diciannovesimo, a 30 secondi da Oncu con la stessa Yamaah R9. Può solo migliorare...