Supersport Assen: Stefano Manzi da leone, ma gara 2 è di Can Oncu

Superbike
domenica, 13 aprile 2025 alle 15:55
manzi
"Non mi basta il podio, io voglio vincere!" aveva promesso Stefano Manzi dopo la prima sfida di Assen, chiusa in coda alla MV di Bo Bendsneyder. Ma c'era da fare i conti con un avversario sempre più tosto, il turco Can Oncu. In una gara 2 da mucchio selvaggio, con addirittura dodici piloti nel gruppo di testa nella prima metà della sfida, il 26enne riminese è stato fantastico. Ma l'avversario non è stato da meno. Ormai è noto che quando c'è da lottare l'ex pilota Moto2 è un leone, il corpo a corpo non gli fa paura. Nell'ultima fase di gara sono scappati via, per giocarsela allo sprint.
Che battaglia!
A due giri dalla fine Manzi ha pettinato Oncu nella esse veloce che nel tentativo di risposta, alla curva dopo, è finito largo aprendo la porta per la più classifica contro-replica. Per Stefano sembrava fatta, ma all'ultima chicane Oncu è entrato dentro assatanato. Stefano è finito fuori pista, è riuscito a tagliare il traguardo davanti ma è stato retrocesso al secondo posto per aver oltrepassato il limite. Can Oncu con la Yamaha R9 ma soprattutto con il team Evan Bros ha trovato quello che gli serviva per esaltare il suo indubbio talento. Ha già vinto due volte quest'anno, ma contro un Manzi velocissimo e consistente, per giocarsi il titolo dovrà evitare errori simili a Portiamo 2, quando cadde mentre era davanti. Venticinque punti buttati al vento che potrebbero avere un peso notevole da qui ad ottobre.

Manzi resta in vetta al Mondiale

Nonostante la sconfitta, la vetta del Mondiale è sempre tricolore e Ten Kate, pluridecorato team olandese, anche senza il piacere del gradino più alto del podio ha potuto fare festa grande ad Assen, a soli cinquanta chilometri dalla base operativa. Manzi vanta quattordici punti di vantaggio su Bo Bendsneyder a cui è mancato il potenziale alla fine per tenere testa all'allungo dei primi due. La MV Agusta comunque continua a fornire prestazioni all'altezza. Con il ragazzo olandese, vittorioso in casa nella gara del sabato (leggi qui) può andare molto lontano in questa Supersport che con la regola del bilanciamento ha ritrovato il gusto della sfida vera, dopo due anni di dominio Ducati Panigale V2.

Chi perde colpi

Alla festa Yamaha è mancato Lucas Mahias, finito a terra in curva 1 dopo un contatto con Phillip Oettl. Il tedesco ha preso il posto dei precedenti campioni del Mondo Nicolò Bulega e Adrian Huertas ma complice l'incidente con conseguenze fisiche in Australia per adesso è una lontana controfigura: solo tredicesimo. Occasione sfumata anche per Leonardo Taccini volato in terra nelle battute iniziali, quando era parte del trenino di testa.

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