Vedere Nicolò Bulega al vertice delle classifiche della Superbike in Australia ormai non è più una novità. Ma questa terza e ultima sessione di prove libere ci ha fornito elementi molto interessanti. Tutto parte dal previsto aumento della temperatura: di primo mattino c'erano già 27 °C aria (24 °C asfalto) garanzia di una giornata tipicamente estiva. Alle 16:00, l'orario di gara 1 (20 giri, con pit stop obbligatorio), sono attesi 30 °C. L'ascesa delle temperature ha avuto due effetti: intanto un innalzamento dei tempi sul giro, con Nicolò Bulega che si è fermato (si fa per dire...) a 1'28"903, due decimi peggio della sessione del venerdi pomeriggio.
La Superbike con poca benzina
Ma soprattutto una drastica diminuzione del flusso di carburante concesso. In base ai riferimenti ambientali (umidità 56%, pressione atmosferica 1017,2 millibar) i commissari della Federmoto hanno imposto un valore di 46.9 chili/ora (massici, non volumetrici), appena sotto il limite dei 47 chili/ora previsti dal regolamento. Significa che in FP3 (e anche in Superpole e gara 1, se le condizioni non cambieranno) le Superbike correranno con carburazioni super magre. Questo comporta il rischio aumento della temperatura negli organi interni del motore, in particolare nelle camere di combustione impianti di scarico. Le conseguenze le abbiamo
spiegate qui. Nei test di inizio settimana, con temperature più basse, erano stati imposti valori intorno ai 49 chili/ora, cioè il range normale per questi motori che ormai raggiungono potenze di oltre 240 cavalli.
Toprak alza il ritmo
La BMW teme molto condizioni di pista calda, anche se il pit stop a metà dei 20 giri permetterà di sostituire entrambi gli pneumatici a metà distanza. In questa sessione Razgatlioglu ha segnto il tempo più veloce del week end, 1'29"106, riducendo le distanze dalla Ducati in fuga. Occhio a considerare il campione del mondo fuori dai giochi sul tracciato più favorevole alle Panigale V4.