Superbike, Danilo Petrucci da Barni a BMW: "Non voglio più alibi"

Superbike
mercoledì, 13 agosto 2025 alle 14:35
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Danilo Petrucci correrà con il team ROKiT BMW Motorrad nel prossimo Mondiale Superbike, raccogliendo la sfida di sostituire un campionissimo come Toprak Razgatlioglu. Dopo un triennio positivo con il Barni Spark Racing Team, avrà l'occasione di guidare per una squadra ufficiale e sarà interessante vedere quali risultati conquisterà con la M 1000 RR. Di questo e non solo ha parlato nell'intervista che ha rilasciato a Corsedimoto.

Superbike, Danilo Petrucci: l'intervista a Corsedimoto

Danilo, com'è nato il tuo passaggio in BMW?
"Si è mosso tutto da quando Toprak ha deciso di andare in MotoGP. Chiaramente, i buoni risultati di quest'anno hanno aiutato. Per amicizia, affetto e rispetto avevo dato priorità al team Barni per cercare di continuare a correre insieme, ma non è stato possibile. Dopo Donington le trattative con BMW si sono intensificate e mi sono convinto che sarebbe stata la scelta giusta per il 2026".
Cosa ti aspetti da questa nuova sfida?
"Molto difficile dire cosa posso aspettarmi. La curiosità principale riguarda la moto, non ho mai provato neppure la versione stradale della M 1000 RR. Da quando ho lasciato la MotoGP, in pista ho sempre guidato la Ducati Panigale. La BMW è diversa e davanti c'è solo quella di Razgatlioglu, ma va detto che lui va fortissimo. A livello personale è una sfida che mi sono sentito di raccogliere. L'aspettativa più grande per l'anno prossimo riguarda me stesso, mi ricorda quando in MotoGP ho sostituito un altro grande pilota come Jorge Lorenzo nel team ufficiale Ducati".
Devi provarla per avere risposte precise, ma da quello che hai visto e da quello che sai sulla M 1000 RR pensi che potenzialmente possa essere adatta al tuo stile di guida?
"Ovviamente, finché non la guido non posso saperlo, però è una moto adatta agli staccatori. Toprak l'ha portata in quella direzione e sta funzionando molto bene. So che quando BMW gli ha parlato di me Razgatlioglu si è espresso positivamente, perché sono un pilota che frena forte, non so se al suo livello. Certamente la M 1000 RR ha caratteristiche che non richiedono una guida dolce, non è una moto con la quale fare percorrenza. BMW ha voluto insistere con me proprio per questi aspetti".
C'è stato un confronto Petrucci-Razgatlioglu sul tuo passaggio in BMW? Senti un po' di pressione nel raccogliere l'eredità di un bicampione Superbike che ha fatto grandi risultati con la M 1000 RR?
"Non ho avuto l'occasione di parlare con lui. Lui è un pilota disponibile, però non ci siamo confrontati. Abbiamo firmato durante il weekend in Ungheria, non era ancora tutto chiaro. Sicuramente raccolgo un'eredità pesante e ne sono consapevole, era quello che volevo. Ho fatto questa scelta non perché la Ducati del team Barni non sia competitiva, ma con la BMW so che Toprak ha vinto un Mondiale Superbike, quindi si può fare. Non se con la moto di Barni si possa fare, ho scelto di andare nel team campione del mondo per cercare di togliermi gli alibi e vedere se sono in grado di vincere un titolo mondiale. Andare nel team ufficiale Ducati sarebbe stata la naturale evoluzione del mio percorso, però probabilmente ha pesato la mia carta di identità. Rispetto la loro scelta e io sono molto contento della mia".

Team Barni, 3° posto 2025 e regolamento SBK

Guardando il percorso triennale con il team Barni Spark, c'è stata una crescita di stagione in stagione. Quanto ci tieni ad andare via mantenendo il terzo posto nella classifica generale SBK?
"Sarebbe il massimo. Scegliere di andare via è stata la decisione più difficile della mia vita a livello umano. So quanto Marco Barnabò ci tenga alle gare e quanto mi ha aiutato. Correre per Barni nel 2011 mi ha aiutato ad andare in MotoGP nel 2012 e ora mi ha permesso di approdare in un team ufficiale Superbike. Mi sarebbe piaciuto continuare, però avrei continuato ad avere l'alibi di guidare una moto satellite e non una moto ufficiale. Quando sei terzo nel mondiale, guardi chi c'è davanti, ovvero una BMW ufficiale e una Ducati ufficiale. Ho fatto una scelta che umanamente mi è costata tanto, inoltre è impegnativa in termini di pressioni e aspettative, però è quello che volevo. Voglio provare a fare qualcosa in più, migliorando i miei risultati".
Petrucci-Locatelli-Bautista, sarà una bella lotta per il terzo posto nella classifica Superbike.
"Sarà molto dura, perché sono due grandi piloti. Alvaro è un due volte campione del mondo SBK e guida la Ducati ufficiale, conosciamo il suo valore. Andrea è un pilota molto costante, non ha particolari cali. Ognuno di noi ha punti forti e deboli, però è una bella battaglia. Mi piacerebbe avere la meglio, lottare con le moto ufficiali mi dà gusto. La stagione nel complesso è positiva, anche se posso sempre fare meglio e diventare ancora più veloce".
Sicuramente i tagli del flusso carburante non ti hanno aiutato.
"No, anche perché in rettilineo sopperivamo un po' alle difficoltà che avevamo in altri punti della pista o in determinati tipi di asfalto. Ad esempio, quando ci sono buche o avvallamenti, i piloti faticano un po' perché la Ducati è una moto molto rigida. Il rettilineo era il nostro punto forte e ci è stato tolto, non abbiamo più nessun vantaggio. E ci sono rimasti gli altri svantaggi. Non so se in Superbike sia stata presa la strada giusta per cercare di aiutare le altre case a ridurre il gap. Forse andrebbe trovata un'altra soluzione".
Nel Mondiale Superbike c'è un potenziale che non viene ben sfruttato e valorizzato.
"Sì. In generale, penso che non bisogna inseguire la MotoGP. L'anno scorso era stata una buonissima idea quella della gara al tramonto disputata a Portimao, una cosa che si potrebbe riproporre a Misano. Puoi anche fare una gara notturna oppure una col cambio gomme come a Phillip Island. Cercherei di vendere un prodotto diverso, cercando di dargli un'identità e di non considerarlo il fratello minore della MotoGP. Comunque sono contento di essere arrivato in Superbike, mi ci voleva dopo la carriera fatta in MotoGP".

Petrucci e il sogno 8 Ore di Suzuka

Ti è capitato di confrontarti con Iannone dopo l'incidente avvenuto nel round al Balaton Park Circuit?
"No. Ovviamente, so che non l'ha fatto apposta. Proprio perché lo aveva detto lui per primo, doveva prestare un po' più di attenzione in quel frangente. Era la seconda curva, stavamo andando abbastanza piano, bastava aspettare un attimo per sorpassare. Ha avuto troppa fretta".
Sappiamo che a Danilo Petrucci le sfide piacciono, quindi nel futuro una partecipazione alla 8 Ore di Suzuka ce la dobbiamo aspettare?
"Avrei dovuto correrla già nel 2025 con il team Ducati Kagayama, però non ho potuto farla. È una gara che mi piacerebbe disputare. BMW ha un team con il quale vi partecipa, quindi vedremo se ci sarà la possibilità. Non potrò rifare la Dakar con il camion, anche se il team Italtrans me l'aveva proposto, perché dovrò essere concentrato per essere al 100% nei test pre-campionato Superbike 2026".
Foto: Barni Spark Racing Team

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