Le "Technical Inspections" a bordo pista in Superbike non si erano ancora viste. Con la complicità di tre amici turchi Toprak Razgatlioglu si è fermato alla curva McLeans dando vita ad una gag mai vista facendo verificare la sua BMW da alcuni amici turchi travestiti da Commissari. Uno ha preso le misure dell'altezza sella con una dima improvvisata e la lente d'ingrandimento. Un altro travestito da Commissario ha fatto segno "Tutto OK". Il dominatore del week end voleva far ridere, invece ha fatto incazzare mezzo paddock, BMW inclusa. Ecco cosa c'è sotto.
"Non è cambiato nulla"
Tutto è nato perchè la Ducati, senza presentare una protesta ufficiale, ha chiesto al Commissario Tecnico della Federmoto di verificare l'altezza da terra della seduta di Toprak Razgatlioglu, evidentemente differente da quella delle altre BMW in pista a partire dal precedente round di Misano. A seguito dell'esame, la squadra tedesca è stata invitata a modificare la misura. "Di norma guido con un sellino ribassato rispetto agli altri, secondo altri team (la Ducati non è nominata, ndr) non va bene. Per cui ne abbiamo montato uno più alto. Sapete cosa? Mi trovo meglio con questo, è più comodo in accelerazione. Come avete visto, a me non cambia nulla". L'esito è noto: tre vittorie questo week end, sette consecutive sommando gara 2 di Assen e il precedente "cappotto" di Misano, il tutto condito dal nuovo (super) record della pista e un primato Mondiale Superbike sempre più netto.
Non proprio un dettaglio
Lì per lì tanti hanno commentato "eh vabbè, Toprak non vince certo per la sella". Ovvio, ma non si parla del sellino di uno scooter, ma di un particolare che permette ai progettisti di sistemare il pilota, cioè una massa, nella posizione più corretta per l'assetto e l'equilibrio dei veicolo. Quindi anche pochissimi centrimetri più su o giù, più avanti o più indietro, incidono eccome su tanti fattori. Frenata, velocità di percorrenza, soprattutto trazione e gestione delle gomme. Per questo le misure e il posizionamento sono stabilite puntugliosamente dal regolamento Superbike. Ma, oltre all'aspetto tecnico, pesa quello "politico". L'attenzione Ducati è un messaggio preciso alla BMW, che già corre in regime di super concessioni, cioè la possibilità di usare particolari del motore (pistoni, volano, albero motore, ect.) e ciclistica (anche le quote del telaio) differenti dal modello stradale omologato. Anche Kawasaki, disponendo degli identici vantaggi, ha fatto un grande salto in avanti rispetto al 2023. Resta al palo, misteriosamente, solo la Honda HRC che sempre più in crisi.
La gag fuori luogo
Queste ripicche a suon di richiesta di controlli sono la norma nelle corse di ogni livello. Solo che quasi mai vengono a galla. Anche stavolta, se Toprak non ci avesse messo bocca, sarebbe rimasto tutto nelle segrete stanze, fino allo sgarbo successivo. BMW, informata delle intenzioni del pilota, aveva posto il veto sulla scenetta, ma il pilota l'ha fatto lo stesso. Ovviamente anche la Ducati avrebbe preferito che tutto restasse confidenziale. Perchè, in fin dei conti "è stata una normale richiesta di controllo tecnico" ci è stato ribadito. Toprak ci vive di queste cose. Ricordate Magny Cours 2021? Dopo l'arrivo della Superpole Race il team Kawasaki si precipitò dai commissari per segnalare una piccola invasione sul verde di Toprak nel corpo a corpo con Jonathan Rea, che venne decretato vincitore a tavolino. Tre ore dopo il turco si prese la rivincita. E sempre con la collaborazione dei alcuni amici-tifosi mise in mondovisione la scenetta della zona verde ramazzata a dovere. Prendersi in giro fra piloti va bene, ma questa volta è stato peggio, perchè la gag ha coinvolto due Costruttori e delicate questioni tecniche, con tutto quel che ne consegue.
Da che mondo è mondo
In quest'epoca tutto è amplificato, ma il regolamento Superbike non ha avuto pace mai, fin dalla primissima gara del Mondiale Superbike proprio a Donington, nel 1988. Pensate che in quella occasione l'autore della pole, il texano Doug Polen, non fu fatto partire. Motivo: la Suzuki Yoshimura era fuori norma, non per un dettaglio ma per la...cilindrata! Per decenni si è discusso senza tregua di differenze fra bicilindrico e plurifrazionate, telai più o meno regolari, modelli special omologati ad hoc e via litigando. In quanto specchio del mercato, da sempre la filosofia della Superbike è "dare qualche soddisfazione a tutti quanti partecipano". Solo che al tempo della gestione di Maurizio Flammini la materia era regolata fra gentiluomini, con trattative e accordi machiavellici che alla lunga facevano il gioco di tutti. Adesso lo stesso concetto, cioè "far vincere tutti", è stato istituzionalizzato. Si è andati in cerca di un regolamento che, scientificamente, facesse correre e andare forte un pò tutti. Ecco perchè quando un binomio pilota-moto comincia a dominare, una cosa normalissima nel motorsport, si incazzano tutti gli altri. Sembra una battuta, ma è proprio quello che avviene.
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