[titolo_sezione]Fabien Foret, lo special coach[/titolo_sezione]
Jonathan Rea è affiancato dal 2016 da
Fabien Foret, campione del Mondo della Supersport nel 2002. Francese, oggi 46enne, è lo "special coach" del pilota più vincente della Superbike, appena laureatosi per la quinta volta iridato. Ma non solo: Fabien Foret segue da vicino anche Lucas Mahias, ex Mondiale Supersport, e Manuel Gonzalez, il più giovane campione iridato del motociclismo. Curiosità: a Magny Cours hanno festeggiato tutti e tre. Per Fabien, oltre che per la
Kawasaki, è stato un week end assolutamente memorabile.
Fabien, la tua relazione con Jonathan Rea è nata parecchi anni fa. Ci racconti cos'ha di speciale? "Ho condiviso un inverno in Australia con lui nel 2011, quando eravamo entrambi in Honda Ten Kate. Ci conoscevamo superficialmente prima, e in questa occasione ci siamo scoperti più profondamente. Per carattere siamo abbastanza simili. Siamo due persone che non mollano facilmente e abbiamo lo stesso modo di intendere le corse. A quell'epoca non aveva molta esperienza, mi ha dato fiducia. La nostra relazione è stata molto proficua e siamo sempre rimasti in contatto. Nel 2016 abbiamo cominciato a lavorare insieme. Da allora siamo praticamente gemelli..."
[titolo_sezione]Bautista è stato un avversario durissimo[/titolo_sezione]
Bautista è partito fortissimo. Hai mai pensato che per Jonathan Rea quest'anno sarebbe stato impossibile difendere il numero uno? "Il mio ruolo è crederci sempre finchè c'è speranza. Negli sport motociclistici, puoi farti male o avere delle cisi. Ma è certo, a dire il vero, dopo le prime gare ho pensato che contro un binomio così forte avremmo avuto poche possibilità. Ma io e Johnny siamo due persone che non la danno per persa tanto facilmente. Una volta mi ha preso da una parte dicendomi: "Fabien, credo che quest'anno non vinceremo il titolo..." Ma io ho fatto in modo che questo pensiero non lo travolgesse. Ho cercato di convincerlo che le cose possono cambiare..." E come hai fatto?
"Gli ho ricordato che in passato, specie in MotoGP, Bautista è caduto molto spesso, sotto pressione. All'inizio di campionato, in particolare a Buriram e Aragon, il binomio Bautista-Ducati è stato proprio inavvicinabile. Ho detto all'infinito a Johnny che le cose sarebbero cambiate di brutto da Assen in avanti. Ma in Olanda Bautista ci ha battuti di nuovo, e a quel punto ho davvero dovuto attingere alle ultime risorse per tenerlo su..."
Ne è valsa la pena...
"Da Jerez in avanti Bautista ha cominciato a fare degli errori. Ma per me e Rea è stata veramente dura questa stagione, ci siano trovati di fronte una montagna da scalare."
[titolo_sezione]Una motivazione formidabile[/titolo_sezione]
Secondo te la migliore qualità di Rea qual è?
"E' molto forte in tutte le condizioni, questo è un grande vantaggio. Inoltre ha una determinazione d'acciaio. In quest'aspetto è veramente fuori dal comune. E' anche molto umile. Un pilota che ha vinto quattro Mondiali è difficile che accetti consigli da qualcuno. Ma lui è diverso, ascolta. Anche quando sono un pò duro con lui. A volte torno dal mio giro in pista e gli dico che l'ho visto guidare male. E' il mio ruolo, e lui lo accetta."
Secondo te in MotoGP cosa potrebbe fare?
"Lavoro con lui, ma ho la mia idea. Se corresse in MotoGP, ne metterebbe dietro tanti. In Superbike oggi ci sono solo due piloti che potrebbero stare comodi nella top ten della MotoGP, Rea e Bautista. Gli altri sono piloti veloci, da rispettare, ma non al livello MotoGP. La classifica di campionato parla: c'è un abisso fra i due davanti e tutti gli altri. Voglio essere più preciso: in una buona squadra e con una moto competitiva, Rea sarebbe nella top 5 della MotoGP. Forse Marquez è fuori portata, ma guardate Cal Crutchlow. Jonathan Rea ha il potenziale per fare quello che fa Cal, anzi molto meglio. Tanto è che Cal non ha mai battuto Johnny, quando si sono trovati di fronte." Leggi qui l'intervista originale su
Paddock-GP