MotoGP, Yamaha

SPY MotoGP: Yamaha sta pensando al volano motore esterno?

L'inerzia ha riflessi sul comportamento del motore. Ecco perchè Ducati e Honda lo hanno esterno, e Yamaha sta provando ad adeguarsi

12 gennaio 2020 - 23:50

Romano Albesiano, direttore tecnico di Aprilia in MotoGP, lo ha appena annunciato: il nuovissimo motore V4 a 90° che l’azienda Noale farà scendere in pista nel 2020, avrà un volano esterno. Cosa significa? Perchè questo componente è così importante? In questo articolo proviamo a spiegarvi tutto.

COS’E’ IL VOLANO?

E’  una massa metallica che ruota contemporaneamente all’albero motore. Grazie alla sua inerzia, la sua funzione è quella di smorzare piccole ma non trascurabili variazioni di velocità del motore dovute a esplosioni nelle camere di combustione, un fenomeno che è stato ulteriormente accentuato dall’adozione del big bang da parte di tutti i produttori che in MotoGP utilizzano configurazioni motore V4.  Oggi, nonostante l’elettronica, è diventata un’area molto sensibile al fine di avere la migliore aderenza possibile, sia che si tratti di migliorare l’accelerazione, che di avere un motore controllabile  durante la decelerazione. Se il volano è troppo leggero, il motore diventa scorbutico, pregiudicando la gestione della gomma e rendendo la guida difficile. Se è troppo roppo pesante, il propulsore diventa  goffo, con effetti negativi sui tempi sul giro.

CHI SBAGLIA, PAGA

Diventa quindi estremamente importante non sbagliarsi sulla scelta di questa massa in movimento. E’  ciò che è successo a Yamaha nel 2017 e Suzuki nel 2018. Ad Iwata hanno adottato  un volano troppo leggero, in Suzuki lo hanno montato  troppo pesante. Se il volano è interno al motore, come nel caso di queste due marche, non può essere cambiato durante il campionato, perchè i motori sono sigillati per l’intera stagione.

IL VANTAGGIO DUCATI


Chi utilizza il V4 riesce più facilmente a montare il volano all’esterno del blocco motore. La Ducati vi è riuscita fin dai tempi di Valentino Rossi: nella foto qui sopra vediamo la GP12 del nove volte iridato. Prima del 2012 il volano era più piccolo e nascosto dietro una copertura, costruita prima in acciaio e dopo in carbonio. Montare il volano all’esterno consente non solo di corregge gli errori, potendo cambiare il peso durante il campionato, ma addirittura calcolare volani di massa diversa calibrati in base alle differenti caratteristiche dei tracciati in calendario. Potete ben capire che importanza strategica rivesta questo componente…

ANCHE LA HONDA SI E’ ADEGUATA?


Oggi, in Ducati,  utilizzano ancora un volano esterno, vedi foto qui sopra, proprio come sta per fare Aprilia. Per quanto riguarda Honda, non disponiamo di alcuna fotografia segreta per dimostrare con certezza che il volano sia esterno sul loro V4. Ma secondo le nostre fonti, dovrebbe essere proprio così. Non c’è riprova, perchè sulla Honda il volano è montato dietro l’alternatore, per cui non visibile. Ma questo consente in ogni caso di poterlo cambiare senza rompere le guarnizioni del carter, quindi di poter montare una massa diversa in base al circuito. Non abbiamo certezze neanche sul conto di KTM, ma sarebbe strano se gli austriaci non si fossero adeguati alla migliore soluzione.

QUATTRO IN LINEA CONDANNATI?

Dunque Yamaha e Suzuki sono destinate a soffrire questo handicap nei confronti delle concorrenti? Non è detto. Voci che corrono nel paddock ci fanno pensare che si stiano entrambe adeguando. Yamaha in particolare starebbe studiando la possibilità di montare il volano esterno, anche se questa operazione è assai complicata sul loro quattro cilindri in linea. Teoricamente, potrebbero montare il volano all’estremità dell’albero motore, ma non è raccomandabile: sia perchè in questa posizione il volano stresserebbe eccessivamente l’albero, ma soprattutto perchè la larghezza della moto aumenterebbe. Influenzando, per altro, l’angolo di piega.

YAMAHA, LA SOLUZIONE C’E’

L’ideale sarebbe quindi mettere questa massa in rotazione nell’asse della moto, in modo da essere sostituibile    senza rompere le guarnizioni che collegano le parti del carter motore, la testata, ecc. Tuttavia sul motore Yamaha un posto adatto ci potrebbe essere: dietro i cilindri, sotto i corpi farfallati, vicino al generatore. Su questo tipo di motore il volano non ha bisogno di essere grande come per un V4 e  sarebbe quindi guidato dalla seguente catena cinematica: albero motore / albero intermedio che funge anche da albero di bilanciamento e avviatore del motore / corona frizione / generatore e quindi volano.

YAMAHA AL VARCO

Lì, ben nascosto alla vista ma nel pieno rispetto del regolamento, il volano Yamaha potrebbe essere cambiato in base ai circuiti. Yamaha avrebbe così annullato uno dei due handicap che paga ai motori V4. L’altro è la potenza massima, altro affare complicato da risolvere.  Non  siamo pronti a verificare questa ipotesi mostrandovi le foto. Ma fin dai test di Sepang, ad inizio febbraio, sarà estremamente interessante osservare  da vicinissimo le   Yamaha M1. E ascoltare attentamente le dichiarazioni degli uomini del diapason: piloti e tecnici…

Leggi qui l’articolo originale su Paddock-GP

1 commento

fso_217
22:44, 12 gennaio 2020

Un volano simile non smorzerebbe le vibrazioni di primo ordine sull’albero. Inoltre toglie potenza al motore, troppi rinvii. Insomma, una scelta di compromesso proprio veramente poco efficace e complicata a livello meccanico

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Valentino Rossi

Valentino Rossi-Yamaha, c’è tanta fretta. Sumi: “Deve decidere presto”

MotoGP, Shinichi Sahara

MotoGP, Sahara: “Marc Marquez è umano e può sbagliare”

MotoGP, Marc Marquez

Marc Marquez: “La spalla non mi impedirà di puntare al 9° titolo”