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Allarme coronavirus, parla Jorge Viegas: “Conseguenze difficili da quantificare”

L'emergenza coronavirus sta costringendo a continui cambi di programmi. Ne parla il presidente FIM Jorge Viegas, citando anche la vicenda Iannone.

14 marzo 2020 - 16:26

Quasi ogni giorno ormai abbiamo notizia di qualche evento rinviato o cancellato per l’emergenza coronavirus. Una situazione particolarmente difficile da gestire soprattutto per chi ricopre un ruolo di rilievo, anche in ambito sportivo. È il caso del presidente FIM Jorge Viegas: il presente non è facile, il futuro è incerto, ma si rifiuta di drammatizzare. La speranza è di riuscire a tornare a tutte le normali attività, ma nel frattempo bisogna seguire tutte le regole imposte dai governi e dall’Organizzazione Mondiale della Salute.

“Non sono un virologo” ha precisato Jorge Viegas in un’intervista rilasciata a La Tribune de Genève and 24 Heures in questi giorni. “Non posso dire cosa succederà in futuro. L’obiettivo sarebbe tornare alle nostre attività, ma riconosciamo che la diffusione della malattia dev’essere fermata, seguendo le direttive dei governi e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Sfortunatamente vediamo che c’è anche uno stato generale di panico: l’isteria collettiva è uno dei pericoli maggiori.”

Per il momento sono stati posticipati vari appuntamenti, ma ci sono 52 weekend nel corso dell’anno. Quanto si andrà avanti? “Abbastanza da dare un senso ai campionati” ha dichiarato Viegas. “Se necessario, continueremo fino a gennaio 2021, non è un tabù per noi.” Ritardi necessari, ma che comportano anche ingenti danni a livello economico. “Oltre al nostro mondo delle due ruote, dobbiamo guardare anche a livello globale. Le fabbriche chiudono, così come le scuole, e le attività rallentano. Ci saranno conseguenza al momento difficili da quantificare.”

Non manca anche un commento sulla vicenda di Andrea Iannone. Il verdetto doveva arrivare nei primi giorni di marzo, ma siamo ancora in attesa. “Il presidente FIM non c’entra. Il dossier è stato esaminato dagli avvocati delle due parti, che hanno presentato i documenti ritenuti necessari, ed una commissione di tre giudici di grande esperienza, che daranno presto il verdetto. C’è anche la possibilità di rivolgersi al CAS [Corte dell’Arbitrato dello Sport, ndr], in caso di sanzione ritenuta troppo severa, o al WADA, se la penalità dovesse essere ritenuta non sufficiente.” 

In riferimento a questo caso forse è necessario un ulteriore aggiornamento riguardante le sostanze che è possibile assumere oppure no. Viegas ha in programma un meeting proprio in questo senso. “Le capacità, la psiche ed il coraggio sono molto più importanti della brutale forza fisica. Non dimentichiamo poi i problemi degli antidolorifici. Ho in programma un appuntamento con il nuovo presidente WADA, Witold Banka, per vedere se sarà possibile stilare una lista che si adatti meglio al nostro sport.”

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