Lucio Pedercini, Superbike

Superbike: Lucio Pedercini ce l’ha fatta “Come aver già vinto”

La squadra mantovana è ripartita da zero mettendo in piedi il progetto 2020 in meno di due mesi. Con questa Kawasaki Sandro Cortese può fare bene

18 febbraio 2020 - 13:15

Immaginate di avere in mano un progetto stellare con sei moto in pista nelle tre categorie del Mondiale delle derivate dalla serie. Oltre alla costruzione di un mega reparto corse  e il sogno di diventare un top team della Superbike. E invece a due mesi scarsi dall’inizio del campionato, ritrovarsi senza niente. Sfumato lo sponsor milionario, zero piloti, zero moto. “Sono 29 anni che corro, prima da pilota e poi con la mia squadra, non mi andava gettare la spugna così” ricorda Lucio Pedercini, 47 anni. “Per non perdere la speranza, mi dicevo di continuo che il 29 febbraio sarei stato in griglia di partenza a tutti i costi.” Bello, come proposito. Ma fra il dire e il fare c’era di mezzo un abisso. Di questi tempi per un privato la vita è dura se tutto va bene, figuriamoci se tutto salta in area a poche settimane dal primo round…

SCONFORTO E SODDISFAZIONE

Devo ammettere che sono stati momenti molti duri, la voglia c’era, ma davanti avevo una montagna da scalare. Mi hanno dato una spinta enorme alcuni amici, quelli di sempre. Quando tutto sembrava compromesso li ho sentiti vicini. E’ stata una spinta enorme.” La svolta è stata l’accordo con Outdo, produttore di batterie da 25 milioni di pezzi l’anno, presente in 140 paesi. Dalla Cina sono arrivate le risorse necessarie per far partire la corsa contro il tempo. “In reparto corse avevano parecchio materiale 2019 e con il mio braccio destro Luca Orsenigo (nella foto qui sotto, ndr) siamo partiti da quello. Ci siamo detti che il modo per mettere insieme una Kawasaki ZX-10RR degna del Mondiale l’avremmo trovato.”

LA SFIDA DI CORTESE

Sandro Cortese, due volte campione del Mondo, era più o meno nella stessa situazione del team Pedercini: nessuna prospettiva di correre nel 2020. Da due casi disperati è nato un progetto più ambizioso di quanto ci si potrebbe aspettare. Se il 30enne tedesco con famiglia d’origine calabrese ha firmato (accordo di un anno più opzione 2021) significa che ha ottenuto adeguata garanzia di avere una moto degna del Mondiale. Cos’ha spedito Pedercini in Australia? “Una sola moto, con ciclistica 2019,  affronteremo i due giorni di test (24-25 febbraio, ndr) con un propulsore della passata stagione” spiega Lucio. “Poi, per il week end di gara,  rifaremo la moto completamente: Showa ci darà le sospensioni 2020, KRT ci affiderà un motore 2020, preparato da Akira, lo stesso che allestisce i quattro cilindri del team ufficiale per Jonathan Rea e Alex Lowes. Dunque già in Australia e Qatar (due settimane dopo, ndr)  avremo un pacchetto di livello. Che implementeremo ulteriormente a partire dalla fase europea, a Jerez, il 27 marzo.” Lucio Pedercini ha uno staff di nove persone, oltre al pilota.

SOSPENSIONI

Cortese, iridato Moto3 2012 e Supersport nel 2018, è reduce da una stagione abbastanza positiva con GRT Yamaha. H già sperimentato le sospensioni Showa sulla Ducati Barni, durante i test di Jerez (bagnati) e Portimao (un solo giorno) cui ha preso parte in sostituzione di Leon Camier infortunato. Come andrà, lo scopriremo durante la stagione. Ma intanto Lucio Pedercini la sua grande corsa l’ha già vinta. A Phillip Island per lui si aprirà la 23° stagione in Superbike, da pilota e proprietario di team, la 29° di corse. Buon viaggio, Lucio.

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