MotoGP: Pecco Bagnaia, adesso cos'altro vi dovrà dimostrare?

Paolo Gozzi Blog
domenica, 27 ottobre 2024 alle 13:15
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Pecco Bagnaia non è il personaggio di cui la MotoGP avrebbe desiderio per catturare il pubblico "generalista", cioè la massa che si avvicina ad un determinato sport quando diventa argomento di discussione sociale fra coloro che mai lo hanno seguito prima. Troppo preciso, algido, educato. E' un bel ragazzo, ma non buca lo schermo. Spesso tira fuori battute sagaci, quasi velenose, ma le capiamo soltanto noi appassionati, e certamente le intendono benissimo gli avversari. Se parli di "Martin quattro volte sul verde", è difficile che i miei amici che impazziscono per il basket intendano cosa volesse dire. Pecco non "spacca", come si dice oggi. Ma, ormai da diversi anni, rompe parecchio le scatole a chi ci deve combattere in pista.

Altissimo coefficiente di difficoltà

Lo diciamo subito: a Buriram il principino piemontese ha offerto una prestazione da campionissimo del nostro sport, uscendo trionfatore da una situazione complessivamente difficilissima. E' arrivato in Thailandia con le spalle al muro, reduce da week end australiano che lo aveva visto incassare colpi bassi sia dal rivale di oggi, Jorge Martin, che da quello di domani, Marc Marquez. La classifica Mondiale stava pericolosamente declinando in direzione della Spagna, e la paga presa nella Sprint del sabato thailandese poteva essere il colpo finale. Una sconfitta capace di destabilizzare irrimediabilmente la motivazione del pilota campione in carica MotoGP da due stagioni. Non bastava: l'arrivo del maltempo e un warm up pieno di dubbi hanno complicato ulteriormente il quadro generale. Spinto all'angolo, Bagnaia ha tirato fuori quella che per l'altissimo coefficiente di difficoltà forse è stata la sua gara più bella di sempre.

Un'impresa stellare

Le gare sul bagnato sono una specie di lotteria, sul piatto tracciato di Buriram ancora peggio, perchè quando piove leggero, specie su impianti poco usati come questo, l'asfalto diventa un'insidiosa lastra di sapone. Alex Marquez scivolato via nel giro di uscita dai box, 20 minuti prima del via, era un campanello d'allarme che avrebbe potuto rimbombare in una testa di pilota normale. Pecco sapeva benissimo che un minimo errore, un semplice dritto, o peggio, una caduta, avrebbe spento definitivamente ogni speranza. Aveva davanti 27 giri d'inferno, contro un Martin in vantaggio di 22 punti. Inoltre era perfettamente consapevole che si sarebbe trovato fra le scatole anche Marc Marquez, che oltre ad essere un portento sul bagnato, in questo momento corre con la spensieratezza di chi non ha un Mondiale da tenere in vita. Avete idea di cosa può passare nel cervello di un campione sulla griglia di partenza, in una circostanza così?

Un pilota d'acciaio

Pecco Bagnaia come personaggio pubblico non sarà lo Jannik Sinner della MotoGP, tantomeno un nuovo Valentino Rossi, ma è certamente un pilota formidabile. Non solo per la tecnica, ma anche per la solidità. E' uno di quei rari sportivi che quando si ritrova nell'angolo trova dentro di sè il meglio. Il suo GP di Thailandia è stato un concentrato di bravura, freddezza, determinazione.

Presente e futuro MotoGP

Jorge Martin è uscito pesantemente ridimensionato, ma l'impresa più importante e carica di pathos è stato aver risposto per le rime, due-tre volte, a Marc Marquez. Il futuro compagno entrava all'interno, ma Pecco incrociando la linea non ha mai dato strada. Finchè Marc, incollato alla ruota,non ha perso il controllo, uscendo bruscamente dalla sfida. Quando la pista bagnata comincia ad asciugarsi, con le gomme rain ormai in pappa, restare in piedi diventa un gioco da equilibristi. Con una simile posta in palio, è un affare da campionissimi, razza alla quale Pecco appartiene a buon diritto. Vincendo per distacco, ha accorciato le distanze da Martin e fatto capire che la lotta interna nel box Ducati 2025 con Marquez non sarà così scontata come spesso pensiamo. Un Bagnaia gigante.

E adesso?

Martin vola in Malesia con 17 punti di vantaggio, un margine esiguo ma che a due GP dalla fine può fare tutta la differenza del Mondo. Restano quattro sfide, incluse le due Sprint, e Pecco sarà costretto a vincerle tutte per sperare di ribaltare la situazione, sperando che almeno in un'occasione qualcuno si metta in mezzo. Marquez diventa sempre più arbitro della questione. Ma come si è visto in Thailandia è un'ago della bilancia pericolosissimo per Bagnaia, in quanto MM93 gioca per lui. Se azzeccasse la giornata di grazia, può creare ben più problemi all'inseguitore che all'attuale leader. Fra Sepang e Valencia (finalissima il 17 novembre) Pecco non parte favorito. Ma fossimo nei panni di Martin dormiremmo sonni molto agitati.

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