Marco Melandri separato in casa Bmw. Dopo la vacanza in Trentino tornerà per giocarsi il Mondiale nei sei round rimasti (300 punti), cinque se venisse confermata la cancellazione dell'ultima tappa in India (17 novembre) a forte rischio per problemi economici dell'organizzatore locale.
Si ricomincia il 1 settembre al Nurburgring con quattro tappe (Germania, Turchia, Usa e Francia) in appena sei settimane. [caption id="" align="alignleft" width="286"]
L'annuncio del ritiro dalle corse del gigante tedesco ha ulteriormente complicato il cammino di Marco in ritardo di 41 punti dal battistrada
Sylvain Guintoli.
“Ero comunque in scadenza di contratto, per me non cambia nulla” ha puntualizzato a caldo.
Ma lui per primo sa che non è vero. La decisione coinvolge anche la squadra e il rompete le righe può pregiudicare fortemente l'armonia di un box che finora è andato avanti sul filo del rasoio di equilibri delicatissimi.
Melandri ha alle spalle un'organizzazione complicata. Motori ed elettronica sono forniti direttamente dal
reparto corse interno, con base a Monaco. Le parti ciclistiche (telaio, sospensioni, ect.) sono curati dalla
Feel Racing, antenna tecnologica con base operativa nel bolognese che fornisce anche buona parte dei tecnici che lavorano sulle moto durante i week end di gara. Marco però ha
uno staff “personale” composto da cinque persone (direttore sportivo, capomeccanico, elettronico e due meccanici) che si è portato dietro dalla Yamaha. Uomini fidatissimi che rispondono principalmente a lui, più che al resto dell'organizzazione. Tutto il mosaico è gestito da
Bmw Italia che da questa stagione opera in nome e per conto di Bmw. Ma sarebbe meglio dire operava. Perchè il ritiro ha spiazzato in particolare
Andrea Buzzoni che, oltre ad essere numero uno di Bmw Italia, è anche capo del team.
Già prima dell'annuncio Melandri si era messo sul mercato
offrendosi all'Aprilia ma era più che altro un diversivo per spingere i tedeschi a decidere in fretta l'eventuale rinnovo. Adesso che Marco è a piedi il potere negoziale è fortemente calato. Ammesso (ma non concesso) che Melandri si porti comunque dietro il gruppo di fedelissimi, resta da capire come si muoverà
Feel Racing, l'organizzazione che a cavallo
tra gli anni '90 e 2000 ha fatto vincere 17 titoli Mondiali (piloti e Costruttori) alla Ducati. Gestirà l'Aprilia di Melandri, magari diventando il punto di riferimento per Noale che a quel punto potrebbe rivedere il proprio impegno in
Superbike ritirando la (costosa) formazione interna? Oppure tornerà a bussare alla porta Ducati, che però ha un contratto con Alstare (Francesco Batta) che scade a fine 2014? Ammesso (e non concesso) che Feel Racing continui ad avere alle spalle l'attuale sponsor
GoldBet (scommesse) che avrebbe avuto un altro anno di contratto con Bmw. Senza copertura economica il quadro si complicherebbe ulteriormente.
Oltre a preoccuparsi del futuro, Melandri dovrà sperare che Bmw ritrovi l'affidabilità perduta con la rottura in Superpole che ha condizionato il round di Silverstone (due noni posti). Neanche in precedenza la S1000RR era stata perfetta:
coi punti lasciati per strada tra Assen e Portimao Marco sarebbe al comando del Mondiale.