Dorna porta le Bagger in MotoGP: non stavano meglio in Superbike?

Paolo Gozzi Blog
sabato, 10 maggio 2025 alle 19:00
bagger
La MotoGP cannibalizza un'altra novità della scena motorsport globale. Dall'anno prossimo in sei GP ancora da designare si correranno due gare della formula "bagger", nata dalla fantasia degli americani appena qualche anno fa. Si tratta di competizioni riservate alle moto giganti complete di borsoni ai lati. Cioè le grandi ammiraglie delle highway americane, infatti l'idea è stata introdotta nel MotoAmerica. Il fascino principale di questa formula è che si corre con mezzi mastodontici che sono l'antitesi perfetta della moto da corsa. E' partita come un simpatico riempitivo, animato perlopiù da piloti a fine carriera. Nell'edizione 2025 nel MotoAmerica corrono in quattordici, con due marche in pista: Indian e Harley Davidson, cioè le regine di questo particolare segmento di mercato. L'idea è piaciuta, tanto che quest'anno ci sarà un campionato bagger anche in Europa, con tappa in Italia: ne abbiamo parlato qui. "E' un'idea talmente assurda da essere vincente" afferma l'organizzatore Bruno Sandrini.

La MotoGP si butta sulla novità

In Europa nessuno le ha mai viste correre, ma dal '26 la serie Bagger salirà direttamente al rango di campionato del Mondo. Sarà un monomarca gestito direttamente Harley Davidson che lancerà in pista la e Road Glide, un gigante che in versione stradale adotta un motore bicilindrico da 1923 cc, eroga 80 cavalli e pesa circa 380 chili: quindi un quarto della potenza di una MotoGP, pensando il doppio. Questa americanata è l'antipasto della trasformazione del motociclismo come l'abbiamo sempre conosciuto che potrebbe attuarsi con l'arrivo sulla scena di Liberty Media, gigante dell'entertainment Mondiale. Ha già preso in mano la Formula e si è comprata anche Dorna, cioè la società spagnola che gestisce su licenza della Federmoto tutti i campionati globali della velocità. Per l'Harley Davidson sicuramente è un affare, la ribalta MotoGP fa gola. Se piacerà al pubblico dei GP, mosso più dai piloti più che dalle moto di per se, è tutto da vedere.

Non stava meglio in Superbike?

Carmelo Ezpeleta, che comanda il Motomondiale dal 1992 in attesa della rivoluzione Liberty, l'ha spiegata così: "Offriamo ad Harley-Davidson una piattaforma davvero internazionale per espandere la sua portata globale, e Harley-Davidson è nella posizione ideale per unirsi a noi nel portare il nostro sport a un nuovo pubblico, collaborando con uno dei marchi lifestyle più iconici degli Stati Uniti." Una giostra come la bagger, per la verità, sarebbe tagliata alla perfezione per il Mondiale Superbike, per le prerogative che questo campionato ha sempre avuto. E' lo specchio della produzione, è sempre stata terreno di sperimentazione di nuovi formati (la Superpole, il monogomma, le due manche e molto altro) e ai vecchi tempi era diventata un affascinante fenomeno di costume che andava ben oltre i duelli in pista e i titoli iridati. Peccato che dal 2012, cioè da quando l'ha presa in mano Dorna, i tratti distintivi che ne avevano decretato il successo siano quasi completamente evaporate. La scelta di lanciare le baggers in MotoGP è la cartina di tornasole.

Il monopolio uccide

Da quando è in mano alla Dorna, la Superbike perde quota, perchè è esattamente il processo che al gestore fa comodo. Non è più una piattaforma motorsport globale, perchè undici round su dodici si corrono in Europa. In passato, con la gestione concorrente dei fratelli Flammini, era stata proprio la Superbike ad aprire frontiere epocali come la Malesia, il Sud Africa, il Nord America. Ora è un campionato europeo, per altro con una percentuale crescente di tappe in circuiti di piccolo cabotaggio. Una volta il main event della Superbike era Monza, con centomila spettatori. Settimana scorsa il Mondiale ha gareggiato nella piccola Cremona e la prossima sarà a Most: impianti di periferia del Motorsport globale. Sotto il precedente gestore il round americano a Laguna Seca era fra i più strategici, la gestione Dorna ha tagliato questa tappa nel 2019. Quindi investire in MotoGP ormai è una scelta senza alternative. Esattamente quello che a Dorna-Liberty Media serve.

E allora perchè...

Vi domanderete: e allora perchè lo stesso plenipotenziario del motociclismo mondiale continua a gestire il Mondiale Superbike? Risposta facile: perchè ogni monopolio si basa sul controllo diretto di potenziali concorrenti. Dorna ha rinnovato il contratto con la Federmoto Internazionale addirittura fino al 2060, perchè avere pieno controllo di questa campionato è fondamentale. Dorna ha combattuto per un paio di decenni una lotta feroce contro la Superbike che a cavallo fra gli anni '90 e 2000 stava diventando un'alternativa sempre più insidiosa per il Motomondiale. Dunque sanno benissimo che il modo migliore per non avere concorrenza è averla direttamente in mano. Evitare che cambi proprietà e gestione è un'assicurazione per la MotoGP.

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