Caso Imola: Sul bagnato Jonathan Rea voleva correre

Alvaro Bautista dopo i test si era detto contento di aver potuto girare sul bagnato, poi ha cambiato idea. Jonathan Rea voleva correre, eccome...

13 maggio 2019 - 15:50

Dopo i test esclusivi ad Imola, il 24 aprile scorso, Alvaro Bautista aveva fatto scrivere nel comunicato stampa Ducati: “… Devo dire che siamo stati fortunati ad avere la pioggia sul finale di giornata visto che questo mi ha permesso di girare per la prima volta sul bagnato con questa moto e queste gomme. Sono molto contento perché ho iniziato a prendere confidenza anche in queste condizioni, che sono le uniche che ci mancavano quest’anno. Ringrazio l’Autodromo di Imola e tutti i tifosi che sono venuti qui nonostante il maltempo”. In quella circostanza il leader del Mondiale aveva compiuto pochi giri, ma probabilmente sufficienti per farsi un’idea della sicurezza del tracciato in quelle specifiche condizioni. Sulla griglia di partenza di gara 2, pochi attimi prima della partenza abortita, lo stesso Alvaro in TV ha detto: “Quando ho girato nei test la moto perdeva aderenza anche in rettilineo. Non si può correre in queste condizioni“. Non poteva dirlo prima, cioè dopo i test?

JONATHAN REA VOLEVA CORRERE

Jonathan Rea non ha profferito parola durante il capannello fra piloti e direzione gara, trasmesso in diretta (audio compreso…) dalle TV. Nel dopo gara, per iscritto, ha riassunto il suo pensiero in una frase. “Ho capito benissimo la situazione.” Cosa intendeva dire?  Ce lo ha spiegato Guim Roda, team manager di Kawasaki Racing Team “Non voglio prendere posizione sulla cancellazione di gara 2, perchè la situazione che si è creata è molto delicata” ha scritto il numero uno del team nippo catalano. “Ma sono molto orgoglioso che Rea, Haslam e Dorna volevano che si corresse.” Quindi, senza ombra di dubbio, il campione del Mondo e il suo compagno di squadra Leon Haslam avrebbero voluto scendere in pista. Quindi tutte gli altri piloti o commentatori che hanno sostenuto che “neanche Rea voleva correre” hanno parlato a vanvera. I piloti Kawasaki sono entrambi veloci sul bagnato ed erano confortati a dal primo e secondo tempo ottenuto nel warm up del mattino. Quando le condizioni del tracciato però erano molto diverse, appena umido e non da “full wet” come sarebbe stato se gara 2 fosse partita regolarmente.

DURISSIMA REAZIONE

Per inciso, Jonathan Rea voleva partire anche in gara 1 ad Assen, cancellata per nevischio (leggi qui).  Comprensibile anche la posizione di Dorna: non correre, dopo un ridicolo tira-e-molla e coi piloti spaccati (anche Bridewell e Delbianco hanno ufficialmente dichiarato che volevano partire…) è stato un colpo durissimo alla credibilità di tutto il sistema: promoter, circuito, direzione gara,  procedure di omologazione.Imola ha il contratto per il Mondiale anche per il 2020, e la cancellazione ha innescato una serie di problematiche contrattuali, finanziarie, sportive e anche politiche di cui i piloti, protagonisti spesso ignari dello show, non potevano avere idea. L’immagine del circuito e del Mondiale stesso hanno subìto un colpo durissimo. Ecco perchè il presidente di Formula Imola, Umberto Selvatico Estense, dopo la gara ha emesso una nota per sostenere che “Imola si dimostra sempre una pista vera, dove si misurano mezzi e uomini, nonostante la querelle sulle condizioni di praticabilità o meno della pista in condizioni di bagnato e le più che normali scelte tecniche strategiche dei team rispetto alla classifica”. Un attacco senza precedenti ad Alvaro Bautista.  Che, consapevole o meno, è passato per colui che si è messo contro l’interesse generale.

 

 

 

6 commenti

lollobr_14273588
0:12, 15 maggio 2019

[2/2]
Rea voleva davvero correre? Probabile. Di sicuro c’è che, conscio di una decisione inevitabile, ha lasciato cadere la responsabilità dell’annullamento della gara su altri, senza esporsi. Condizione che poi a posteriori è stata chiaramente rivendicata dal suo team per mostrare una sedicente superiorità.
Pensare che l’annullamento rientri in logiche di classifica è (nuovamente) infinitamente stupido.

Siamo tutti in prima fila a piangere i piloti mancati sui circuiti, ma mai a riflettere su quando certe tragedie possano essere evitate. Dovremmo pensarci tutti e ad Imola, forse, un po’ di più…

    Paolo Gozzi
    7:01, 15 maggio 2019

    Di nuovo: che Imola è okay e gara 2 si poteva fare ma non si è fatta perchè “sono emerse normali esigenze strategiche” non l’ha scritto Corsedimoto, ma il capo della gestione del circuito. Io non ho scritto da nessuna parte che gara 2 si poteva fare, ci mancherebbe. Ho solo riportato quello che vari protagonisti della vicenda hanno dichiarato in forma scritta. Perchè Bautista e Ducati non abbiano replicato a Umberto Selvatico Estense (Presidente di Formula Imola) è un mistero, visto che li ha chiamati direttamente in causa. Sulla posizione di Rea e del team sono totalmente d’accordo con lei. La mia idea, mediaticamente parlando, è che Kawasaki abbia gestito il caso in maniera perfetta, vista dal loro punto di vista interessato. Bautista e la Ducati purtroppo no.

lollobr_14273588
0:11, 15 maggio 2019

[1/2]
Mi chiedo se chi scrive ragioni un minimo prima di buttare giù parole, o se scrive solo per rafforzare le proprie convinzioni.
Che Bautista fosse contento di aver girato nei test in condizioni di bagnato mi pare ovvio, perché gli ha permesso di saggiare i comportamenti della moto in condizioni non ancora note. Paragonare alcuni giri di test ad una gara è quanto di più stupido si possa fare.
Nell’articolo ci si chiede perché non si sia espresso sulla sicurezza del circuito in condizioni di bagnato già dai test. Primo penso che non fosse argomento da comunicato stampa; secondo non era argomento di sua competenza dato che in commissione sicurezza ci sono Davies, Rea, Laverty e Camier. In gara due a causa della mancanza in griglia dei due piloti nella commissione sicurezza sono stati chiamati Bautista e Sykes, e in quella sede ha subito fornito il suo parere.

    Paolo Gozzi
    6:56, 15 maggio 2019

    Gentile lettore, le mie “convinzioni” sono TUTTE evidenze scritte. Volutamente, non ho riportato voci, illazioni e testimonianza a caldo, visto che – ovviamente – erano tutte interessate. Il gestore di Imola che sostiene che “la pista va bene e non sono partiti per normali strategie sportive” lancia un’accusa pesantissima. Alla quale, a che mi risulti, nè Ducati tantomeno Bautista hanno replicato. Se avessero replicato, i media li avrebbero ripresi, a cominciare da Corsedimoto. A conti fatti, a Imola il WorldSBK ha subito un danno d’immagine e di credibilità molto ingente. Questa direi che non sia una “convinzione”, ma un’altra evidenza.

marcogurrier_911
1:06, 14 maggio 2019

Io non vi leggo niente di strano, chi è stato ad Imola ha visto con i propri occhi cosa è successo tra le 14.35 e le 15:25.
Mi fa molto piacere a tal proposito sottolineare che in tribuna centrale in molti erano dello stesso avviso, e cioè che si potesse (-e dovesse-)tranquillamente correre.
A meno che (e l’audience allargata causa questo tipo di problemi) si considera il motociclismo uno sport per signorine o danza classica come disse Qualcuno.

fabu
17:49, 13 maggio 2019

cosa vuol dire che Bautista era stato contento di girare nei test sotto l’acqua, visto che non l’aveva ancora fatto? perchè piove solo a Imola? su altri circuiti del mondiale non potrebbe mai piovere?
e poi, cosa volete che dica il team manager di Kawasaki Racing? che anche la sua prima guida, padrone assoluto di questa pista, non voleva correre? Imola allagata per le SBK è pericolosa. è stata fatta la cosa giusta, una volta tanto. sempre a cercare la polemica.

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Superbike: A Jerez recuperiamo la gara 2 saltata a Imola?

Alvaro Bautista: “MotoGP 2020? Vorrei ci fosse posto per me…”

Alvaro Bautista: “Imola è stato un campanello d’allarme”