Caso Dovi: Ecco perchè la Ducati è nel mirino

Caso Dovi: le appendici aerodinamiche Ducati sono all'indice e la vittoria sub judice. Ecco perchè Andrea Dovizioso rischia

11 marzo 2019 - 12:08

Stando a quanto indicato nel regolamento tecnico della Federmoto il reclamo avanzato da Aprilia, KTM, Suzuki e Honda al termine del GP Qatar potrebbe avere forti possibilità di essere ammesso. A pagina 232 (sezione appendici) è infatti indicato questo disegno che vedete in apertura: specifica le aree che vengono definite “aerobody” cioè le parti della moto sottoposte ad omologazione. Come vedete, sono compresi il cupolino, la carenatura e il parafango anteriore. Niente altro.

La pinna della discordia

Le appendici montate dalla Ducati non sono comprese nel disegno. Si tratta di una copertura montata in prossimità dello stelo forcella e dell’ormai celeberrima pinna sul forcellone, con il chiaro scopo di convogliare l’aria sul retrotreno. Entrambe, chiaramente, non sono comprese nel cosidetto aerobody soggetto ad omologazione. Ricordiamo che il direttore tecnico della MotoGP Danny Aldridge si è addirittura dotato di una “scatola” d’alluminio per controllare (in maniera molto empirica…) le misure: per essere a norma la moto deve semplicemente entrare nella sagoma. Cupolino e carena delle Ducati sono ovviamente a posto, resta da definire se pinne e altri deflettori montati in zone diverse rientrano nel regolamento o meno. Pare che lo stesso Aldridge avesse autorizzato la Ducati ad usare la “pinna”. Difficile credere che Ducati sia andata allo sbaraglio montando i pezzi, sapendo per altro che erano sotto la lente degli avversari.

Effetto suolo o solo raffreddamento?

Secondo la Ducati la pinna posteriore serve a raffreddare lo pneumatico. Invece le quattro Case che hanno sporto reclamo e successivo appello, ritengono che serva a generare portanza, quindi una sorta di “effetto suolo” che assicurerebbe maggior grip al posteriore. E quindi influenzerebbe in maniera sostanziale vari parametri: aderenza, accelerazione, consumo della gomma, eccetera.

Flussi d’aria sospetti

Aprilia, dopo che il reclamo è stato respinto dai commissari in Qatar, ha motivato la decisione di interporre appello mostrando una serie di diagrammi sui flussi d’aria che dimostrerebbero l’ipotesi deportanza. Adesso si tratterà di vedere, carte e regolamenti tecnici alla mano, se la “pinna” Ducati rispetta o meno la norma. Se farà testo il disegno qui sopra, sembrerebbe di no. Ma probabilmente la questione è più fine, e siamo davvero curiosi di capire come verrà dipanata.

Sarà una decisione politica

La decisione, qualunque sia, sarà molto politica. Se la vittoria di Andrea Dovizioso verrà omologata, significa che appendici e artifici aerodinamici sono ammessi in deroga alla definizione di “aeropack”, cioè del disegno di pagina 232. Ducati sta investendo moltissimo in questo settore,  vanta un piccolo esercito di aerodinamici che ad ogni test o gara stanno portando novità a getto continuo. Le avversarie sono state prese in contropiede, e danno l’idea di adeguarsi alle novità Ducati scopiazzando qua e là, senza una precisa metodica progettuale. Quindi le autorità sportive dovranno decidere, in sostanza, se questo tipo di sviluppo e ricerca è ammesso, oppure va bloccato sul nascere.

Dovi out, Mondiale..finito?

Ci sono anche forti ripercussioni meno tecniche e più dirette. Il Qatar era un jolly che Dovizioso e Ducati hanno sfruttato al meglio. In caso di esclusione,  Marc Marquez e la Honda avrebbero già 25 punti di vantaggio sull’unico binomio che, ragionevolmente, può cercare di contrastare l’ennesimo trionfo nippo-spagnolo. Le prossime due gare (Argentina e Texas) sono jolly per Marquez, che dopo tre gare potrebbe trovarsi già in fuga in un campionato già indirizzato in partenza.

1 commento

lorenzoursan_14190819
16:41, 11 marzo 2019

Il momento giusto per contestare quell’appendice non è di certo a fine GP, a giochi fatti.
Se si reputa irregolare allora bisogna contestarne l’utilizzo anche nei turni di qualifica.
Da spettatore e appassionato dico che un risvolto del genere guasta lo spettacolo e mina la credibiità del campionato e di chi lo gestisce.
E se,come sembra di capire, la contestazione parte da Aprilia, di cui sono stato grande tifoso, dico a Massimo Rivola che non è in questo che la MOTOGP ha bisogno di imitare la F1: con le moto lo spettacolo è in pista, non fuori a motori spenti.
Meglio occuparsi della gestione e della motivazione dei propri piloti…

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