Alvaro Bautista

Alvaro Bautista: Il problema è l’usura da allenamento?

Anatomia di un crollo: perchè il ducatista prima dominava e poi ha cominciato a sbagliare? Forse c'entra anche il metodo d'allenamento

20 luglio 2019 - 18:05

Alvaro Bautista, anatomia di un crollo. Adesso che la Superbike è andata in pausa, tanti si chiedono come sia possibile che un pilota che vince quattordici volte in diciotto gare, sia poi potuto crollare così. Sei zeri nelle dieci successive, incassando un break di 142 punti (!?) dall’unico avversario, cioè Jonathan Rea. A ripensarci bene, siamo nel campo dell’inaudito. Com’è stato possibile buttare via questo Mondiale che la Ducati, dopo metà cammino, aveva in pugno?

PREPARAZIONE CHE NON VA?

Alvaro Bautista sta cercando di capire perchè la Ducati V4R lo abbia tradito così spesso nelle ultime uscite. Cioè a come indirizzare lo sviluppo di una moto ancora molto acerba in modo che simili problematiche non si ripetano,  Ma sta anche riflettendo sul metodo di preparazione atletica. Lo spagnolo si allena come forse nessun altro pilota al mondo: fa due-tre ore di palestra ogni giorno, 360 giorni all’anno. Si prepara duramente anche poche ore prima della gara: il sabato e la domenica, prima di correre, si alza alle 5 del mattino e lavora per due ore. Forse è un carico eccessivo, aggiunto alla tensione di un Mondiale che sembrava vinto e invece, ad un certo punto, ha cominciato a complicarsi. Questo è l’interrogativo aleggia nell’entourage del pilota: c’è qualcosa di correggere?

BAUTISTA HA SOTTOVALUTATO REA

Alvaro ha peccato di presunzione. Si è presentato in Superbike sulla nuova Ducati V4R firmandoundici vittorie su undici. Quando tutto andava a gonfie vele non gli bastava vincere, voleva dominare. Nella prima fase di campionato ha stracciato Rea infliggendo distacchi pesantissimi, spesso superiori ai dieci secondi. Questa supremazia era frutto di una condotta di gara sempre al limite. Vederlo in pista era impressionante: Alvaro andava vistosamente più forte di tutti, anche di Jonathan. E rischiava molto, moltissimo. Lo ha detto lui stesso a Misano, dopo la seconda scivolata mentre era in testa, al secondo giro: “Sono stato troppo sicuro di me stesso”. Bautista non ha capito che su certe piste, in certe situazioni, avrebbe dovuto rischiare meno e, quando serviva, dare via libera a Jonathan Rea. Perdere, ma limitare i danni. Il Cannibale all’inizio ha incassato undici batoste, ma arrivando sempre secondo ha perso solo 43 punti, restando perfettamente in gioco. Rea è molto più forte di quanto Bautista ritenesse. Quattro Mondiali non si vincono per caso.

EFFETTO TOPRAK

Bautista fa notare anche un altro aspetto: okay gli errori a ripetizione, ma senza l’episodio sfortunato al via della Superpole Race di Laguna Seca, cioè il contatto con Toprak Razgatlioglu, la classifica sarebbe assai meno drammatica. L’episodio ha compromesso due gare, che il ducatista – ragionevolmente – avrebbe potuto concludere almeno al terzo posto. Significa che, anche prendendo paga da Rea e magari anche dal compagno Chaz Davies, Alvaro poteva avere 23 punti in più. Adesso ha 81 punti di distacco dalla vetta, ma potevano essere 58. Avrebbe fatto una gran differenza, anche se neanche così sarebbe bastato vincere sempre, nelle 12 corse che restano fra Portogallo, Francia, Argentina e Qatar. Arrivando sempre secondo Rea perderebbe “solo” 52 punti…

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