MotoGP, Valentino Rossi

Valentino Rossi: “Vinales frena meglio di me, lavoriamo con Munoz”

Valentino Rossi lavora con David Munoz per cercare di migliorare la frenata. La telemetria di Maverick Vinales non aiuta: stile e altezza troppo differenti.

21 luglio 2020 - 7:33

Yamaha gioca nel campionato MotoGP con il tridente factory: Valentino Rossi, Maverick Vinales e Fabio Quartararo. Franco Morbidelli ha a disposizione una M1 ‘spec-A’, quindi una versione evoluta del 2019. A differenziare team ufficiale e satellite, fra i vari dettagli, la mancanza del sistema holeshot nel box Petronas SRT. Durante l’inverno, e nel lockdown, i tecnici di Iwata hanno lavorato per proseguire lo sviluppo del loro prototipo. Il carattere della M1 è cambiato: se da un lato l’ingresso in curva sembra più difficoltoso, la moto 2020 ha migliorato in termini di accelerazione, grip e usura della gomma. Ma questo non sembra valere per Valentino Rossi.

La casa giapponese ha apportato modifiche al telaio approvate da tutti i piloti. Buoni i passi avanti anche in termini di elettronica, dove Yamaha ha investito di più da un anno a questa parte. Il dispositivo holeshot ispirato alla Ducati è un’ulteriore step, per migliorare le fasi di partenza, dove soprattutto Vinales ha sofferto non poco nella scorsa stagione MotoGP. Sia il pilota di Roses, ma ancora di più Valentino Rossi, hanno lamentato problemi in frenata. “Le cose stanno andando bene qui. La moto risponde ottimamente a questo caldo“. Ma sperava di poter frenare più tardi per provare a tenere il passo di Marc Marquez. “Marc è abbastanza bravo quando si tratta di frenare in ritardo. Dobbiamo fare un passo ulteriore. Penso che sarà il nostro obiettivo principale, perché la fase di frenata è cruciale anche durante i sorpassi e non è facile su questa pista qui a Jerez“.

Motore e frenata sotto osservazione

Nel corso del primo week-end di gara Maverick Vinales e il suo team hanno apportato modifiche e migliorato lo spazio di frenata. Nel lato box di Valentino Rossi non si riescono ancora a compiere passi in avanti. Qui bisogna affrontare il problema gomme dalla radice e servirà tempo prima di venirne a capo. L’altra pecca della YZR-M1 resta la mancanza di top speed, una lacuna che fa parte del DNA Yamaha. Fabio Quartararo valuta il gap da Honda e Ducati intorno ai 10 km/h, cifre che può quasi raddoppiare su un tracciato come il Montmelò o il Red Bull Ring. Qui c’è ben poco da fare con il congelamento dei motori. L’unica soluzione è guadagnare maggiormente in percorrenza di curva.

Nel box di Iwata c’è una netta demarcazione tra le prestazioni di Vinales, Quartararo e Morbidelli e quelle di Valentino Rossi. “Quando guardo i dati, le nostre esibizioni sono molto simili – ha spiegato il Dottore -. Maverick è molto forte in frenata, sembra che sia in grado di fermare la moto meglio di me. Questo è stato il mio problema principale sabato. Vogliamo lavorarci su. Siamo migliorati sabato, ma non è bastato. Abbiamo bisogno di più! Collaboriamo con il capo dell’equipaggio Davide Munoz. Abbiamo bisogno di un altro passo. Ma probabilmente abbiamo bisogno di un po’ più di tempo“.

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