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Sylvain Guintoli: “Il livello attuale in MotoGP è altissimo”

Sylvain Guintoli racconta la sua quarantena ma c'è tempo anche per parlare di MotoGP. E sul 2020: "Poteva essere una bella annata per Suzuki."

27 marzo 2020 - 15:09

“Con cinque figli non hai più controllo!” Sylvain Guintoli scherza sulla quarantena da vivere con una famiglia numerosa. Il tester Suzuki si è chiuso in casa ben prima che i governi prendessero provvedimenti in merito alla pandemia dovuta al coronavirus. In una chiacchierata social con Max Biaggi c’è tempo anche per parlare di MotoGP e del suo ruolo nel team di Hamamatsu.

“Per precauzione siamo tutti in isolamento da più di due settimane” ha raccontato Sylvain Guintoli, spiegando la sua situazione attuale. “Ci siamo spostati nella nostra casa in Inghilterra. Ho visto cosa è successo nel team, con tante persone italiane, quindi ho saputo prima cosa stava succedendo sia in Italia che in Spagna. Abbiamo preferito metterci prima in quarantena per non correre rischi. I bambini al massimo escono in giardino.”

Pilota a tempo pieno per tanti anni, ora solo collaudatore Suzuki. “Il ruolo di tester mi piace molto, il lavoro che facciamo è davvero interessante. Ci concentriamo sulla tecnica con un’ottima squadra. Al momento devo dire che mi piace così.” E poi ha sempre la possibilità di realizzare qualche gara come wild card. “Ne disputo ancora qualcuna, chiaramente però è difficile. Non è da dire che mi mancano i chilometri, c’è solo qualcosa in più.”

“Tutti i piloti hanno davvero grande talento” ha sottolineato. “Il livello attuale in MotoGP è altissimo.” Spiega poi la differenza tra il suo ruolo e quello di chi corre a tempo pieno. “Se sei un pilota da gare, tutto si concentra sulla tua performance. Come collaudatore invece no. In questo ruolo è più difficile cambiare ‘modalità’, anche perché non è più la mia priorità. Da dire però che così perdi almeno mezzo secondo alla volta.”

Valuta poi anche quanto fatto da Michelin. “Hanno svolto un gran lavoro di sviluppo. Quando sono arrivati in MotoGP il bilanciamento era un bel problema. Adesso invece performance e feedback sono ottimi. Si sente molto anche la differenza tra le mescole e sull’anteriore in particolare hanno compiuto un grande passo avanti. I piloti cadono molto meno: non si tratta di prendere meno rischi, ma del feedback della gomma.”

“Peccato che adesso sia tutto fermo” ha poi continuato. “Per Suzuki e anche per Aprilia sarebbe stata una bella annata. Chissà quando partiremo.” Già, chissà: difficile fare qualsiasi previsione al momento. Da dire solo che è stato posticipato anche il GP a Jerez, ma sembra manchi davvero poco per rinviare anche quelli a Le Mans ed a Mugello. L’opinione comunque è che, se possibile, la MotoGP prenderà il via non prima di giugno.

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