MotoGP: Presto bracci oscillanti “stampati”?

Avremo bracci oscillanti stampati? Con questo termine si intende pezzi frutto della stampa 3D. In Italia ed in Gran Bretagna ci sono progetti di questo tipo.

28 dicembre 2019 - 16:39

Seguendo una semplice ipotesi logica, Suzuki potrebbe testare un forcellone in carbonio sulla sua GSX-RR per il 2020. In effetti, tutti gli altri costruttori MotoGP ne usano già uno (Honda, Ducati, Yamaha, KTM) o ne hanno provato uno (Aprilia). Anche se la moto della casa di Hamamatsu sembra particolarmente efficiente in curva, non c’è motivo di non affrontare il problema della riduzione della massa non sospesa. In particolare appunto il braccio oscillante delle Suzuki di Alex Rins e Joan Mir.

Più innovativi invece in Ducati, pionieri nel settore del carbonio, almeno nella categoria MotoGP. Sembra poi che stia anche tenendo d’occhio le possibilità offerte dalla stampa 3D. Un sistema che permette di realizzare forme, determinate da una specie di intelligenza artificiale, molto più complesse rispetto a quelle derivate dalla lavorazione dell’alluminio. O del semplice assemblaggio di fibre di carbonio pre-impregnate.

Attualmente è in corso un esperimento con le moto elettriche, parte del progetto Moto Student del team Unibo Motorsport dell’Università di Bologna. Il tutto seguito dalla fondazione Ducati. Il prototipo è dotato di un telaio interamente in carbonio e un forcellone in alluminio lavorato fino allo scorso anno. Ora alla moto rosso-bianco-blu è stato aggiunto quest’estate un forcellone in metallo, stampato usando il processo SLM (Selective Laser Melting).

Il braccio oscillante dell’Alfa Leonis (questo è il suo nome) è stato quindi stampato per 180 ore. Un raggio laser ha unito le particelle di polvere metallica strato dopo strato, 9800 in totale, fino ad ottenere il componente desiderato. Grazie a questo processo, il braccio oscillante non supera i 3,5 kg e ha le proprietà di rigidità predeterminate.

Un’altra iniziativa è quella della società britannica Carbon Performance, specializzata nella stampa 3D di metalli e carbonio (tra gli altri). Oltre a questo, la società ha realizzato leve dei freni con la stampa in fibra di carbonio. Ora l’azienda sta ora lavorando ad un forcellone per la Ducati di una squadra da competizione con sede nel Kent.

Sulla carta, l’intelligenza artificiale per il design e la stampa 3D per l’edilizia sembrano davvero complementari per offrire una risposta ottimale ad una determinata funzione. Scommettiamo che avremo esperimenti di questo tipo di soluzione a medio termine su una MotoGP? Che ci venga detto o meno…

L’articolo originale su paddock-gp

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