MotoGP, Piero Taramasso

ESCLUSIVA Piero Taramasso: “Accusare le gomme è sempre stato facile” (parte 1)

Intervista esclusiva a Piero Taramasso, direttore motorsport Michelin. Bilancio sulla stagione MotoGP 2020 e molto altro: "Nuova gomma anteriore nel 2022".

15 dicembre 2020 - 12:51

Michelin chiude la stagione MotoGP 2020 con un bilancio positivo. Nonostante un calendario “d’emergenza” dovuto alla pandemia di Coronavirus, ha espletato al meglio il suo ruolo di fornitore pneumatici. Pur in condizioni meteo imprevedibili e spesso estreme. E nonostante una certa tendenza, da parte di molti piloti, ad accusare le gomme quando le cose non vanno bene. Ne abbiamo discusso con Piero Taramasso, responsabile motorsport Michelin: ecco la prima parte della nostra intervista.

Facciamo un resoconto del campionato 2020 di MotoGP.

Un 2020 tutto sommato positivo, è stata una stagione particolare vista la situazione sanitaria. E difficile per il calendario, 14 GP concentrati in cinque mesi, con weekend che si susseguono… È stata una sfida sia a livello industriale per produrre tutte le gomme. Sia a livello logistico per portarle su tutti i circuiti e in tempo. Già da quel punto di vista è stata una soddisfazione. A livello di performance pura, di pneumatici, tutto sommato bene. Abbiamo fatto record a Jerez con 50-60° della pista, abbiamo fatto record a Misano, ad Aragon. Sul podio sono salite le Suzuki, le Yamaha, Ducati, KTM, anche la Honda.

Vuol dire che le gomme bene o male hanno funzionato per tutti, c’è chi ha faticato di più, chi meno. Siamo rimasti un po’ delusi a Barcellona, dove abbiamo trovato temperature molto basse (15° C) e ci aspettavamo temperature più alte (25° C). C’era la sola gomma soft che funzionava, c’è un po’ di delusione per non aver anticipato queste condizioni. Delusione anche a Brno, dove però sappiamo che il livello di grip è molto basso, quest’anno era molto peggio, da molti anni non rifanno l’asfalto.

Aspetti da migliorare per la prossima stagione MotoGP?

Nel 2021 vogliamo migliorare la costanza della performance, proporre mescole che sono più costanti per tutti i giri della corsa. Poter migliorare i tempi di durata, in modo che i piloti possano attaccare dall’inizio alla fine, così da non dover gestire la gomma. Lavoreremo un po’ sulle mescole, sapendo che manteniamo le stesse strutture. Non cambiamo niente rispetto al 2020, c’è il congelamento dello sviluppo, quindi anche le gomme saranno simili.

Quindi non verrà introdotta la nuova anteriore?

La nuova anteriore non ci sarà. Se avremo la possibilità di fare test nel 2021 continueremo a provare questo nuovo anteriore, una nuova carcassa che dà più grip, sia in entrata della curva che in frenata, nella zona di appoggio. L’avevamo già provata a Brno e Misano con dei risultati positivi. Vogliamo continuarla a provare nel 2021 per eventualmente introdurla nel 2022.

Qualcuno ha parlato di pressioni Ducati sulla nuova anteriore Michelin. Questa notizia è vera?

No, non è vera e anche Gigi Dall’Igna l’ha smentita. Non abbiamo pressioni da nessuna squadra.

A Brno si è parlato di complotto… Altri hanno lamentato gomme difettose. Secondo lei c’è una tendenza ad accusare le gomme quando le cose non vanno bene?

Non si può negare che sia stata sempre così nelle competizioni, sia in moto che macchine. La cosa più facile quando le cose non vanno bene è accusare le gomme, così non accusi il tuo datore di lavoro, non metti in causa te stesso. Quindi è più facile. Attualmente le moto hanno sensori ovunque, abbiamo le telemetrie, quindi tutti i dati si possono oggettivare. Insieme ai team analizziamo i dati, li studiamo con i piloti e tanti non confermano quello che dicono i piloti. Ascoltiamo i piloti ma andiamo a cercare insieme nei dati e nella maggior parte dei casi non ha ragione. Il pilota ha giuste sensazioni, ma la colpa non è solo della gomma, entrano in gioco altri fattori come la pressione, il modo di frenata, il raffreddamento della gomma…. non è perchè la gomma è difettosa. Ci sono altri parametri che hanno influito su quello.

Molti pensano che le gomme abbiano un ruolo troppo centrale nella MotoGP di oggi…

Le gomme nelle competizioni motoristiche hanno un ruolo importante. La gomma fa il grip, ti fa frenare, accelerare, in certi casi se sbagli gomma puoi perdere la corsa. Invece di fare primo o secondo puoi fare quinto o sesto. Sicuramente ha un’importanza elevata, non fa tutto, ma influisce direi al 30%. Dividerei 33% gomma, 33% pilota, 33% la moto. Le squadre se ne rendono conto, sono intransigenti nel capire come la gomma funziona e si usa, tante squadre investono soldi e tempo per capire questo. 

– Fine prima parte –

3 commenti

Macx
17:29, 15 dicembre 2020

Taramasso come capacità di “autoassoluzione” fa invidia al premier Conte…………

fzanellat_12215005
16:35, 15 dicembre 2020

Il campionato non si può dire che sia stato noioso o poco avvincente. Personalmente mi ha ricordato molto la stagione 2016( 9 vincitori diversi anche allora).
Ma certi cambiamenti sulla stessa pista hanno destato parecchia perplessità.
Un pilota che guida bene su un circuito, il primo gp,
non può andare in crisi una settimana dopo.
Tutta colpa del pilota o ha avuto una gomma fallata?
Solo il diretto interessato può spiegare un fatto così
anomalo a certi livelli.

    Macx
    17:31, 15 dicembre 2020

    Non parlerei di gomme fallate ma piuttosto di gomme con una finestra di utilizzo (inutile) strettissima, bastano piccole variazioni climatiche o di grip della pista per gettare alle ortiche tutto quanto fatto nel setup precedente

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