Oscar Haro Tasende, direttore sportivo della LCR Honda, frequenta il paddock della MotoGP da tre decenni. Ha vissuto cambiamenti epocali dal 1987 ad oggi, le epoche di Angel Nieto,
Valentino Rossi e
Marc Marquez. Oscar Haro non fa troppo affidamento ai risultati dei test e prevede una stagione 2020 molto simile alla precedente, con il Cabroncito pronto a incassare il titolo numero nove. "
Marc Márquez è in un'altra dimensione, un passo in più rispetto al resto dei piloti - ha detto a Motociclismo.es
-. Con il suo modo di guidare e di prepararsi per le gare. Quando hai talento e fame, sei imbattibile. E Marc ce l'ha".
Il tecnico MotoGP ha anche parlato di
Valentino Rossi. Ha fatto la storia della classe regina nel primo decennio del nuovo millennio. Dopo oltre un ventennio nel Motomondiale potrebbe trattarsi della sua ultima stagione, o forse no. Petronas SRT ha già aperto le porte al campione di Tavullia, ma il 41enne dovrà prima misurarsi con se stesso. "
Si dice che il più grande rivale di un pilota sia il suo compagno di squadra - ha proseguito Haro -
. Ma per un pilota di punta come Rossi, il suo principale rivale è l'ego". Secondo il tecnico spagnolo la decisione più saggia per il campione di Tavullia sarebbe dire addio a fine anno. "
L'ultima cosa che Valentino dovrebbe fare è correre in una struttura più piccola".
Il rischio è di vedere ridimensionata la sua immagine leggendaria o fare come Michael Schumacher in F.1. L'ipotetico trasferimento in un team satellite, secondo il tecnico LCR, non renderebbe onore a
Valentino Rossi. "
In questo momento è nella posizione perfetta per ritirarsi - ha aggiunto Oscar Haro -,
lasciando la bandiera molto alta. Così che non accada come Schumacher, che è finito in una squadra peggiore e non si è mai avvicinato ai suoi migliori risultati e alla fine ha visto la sua fama rimpicciolirsi".
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