MotoGP, Marc Marquez a Jerez

MotoGP, Marc Marquez sulla bocca di tutti: i commenti nel paddock

Marc Márquez mette in fermento il paddock MotoGP di Jerez. I commenti di Paolo Simoncelli, Max Biaggi, Brad Binder, Miguel Oliveira e Franco Morbidelli.

24 luglio 2020 - 13:19

Il box di Marc Márquez resta chiuso per questo venerdì di prove MotoGP a Jerez. La gente del paddock ha avvistato il pilota Honda a bordo del suo scooter mentre si dirigeva in Clinica Mobile. Per lui sessione di linfodrenaggio e terapia antinfiammatoria meccanica. Il suo ritorno in pista è sulla bocca di tutti e non potrebbe essere diversamente. Dure le parole di Paolo Campinoti, boss del team Pramac, che si è detto contrario al parere dei medici del circuito.

Il commento di Binder e Oliveira

Marc Márquez più che un eroe è un uomo che sa di correre un grandissimo rischio. “Non sembra essere una persona“, afferma il rookie MotoGP Brad Binder. “Penso che potrebbe ottenere un risultato fantastico anche con un braccio dietro la schiena” scherza il giovane alfiere KTM. “Ma non sarà comodo per lui. Una delle mie più grandi paure è la rottura del braccio o della coscia. Queste sono ossa spesse. Certo sistemi la rottura con le placche, ma il dolore rimane”. Più critico Miguel Oliveira, reduce da un infortunio nel finale di stagione 2019. “I medici fanno quello che vuole il pilota. Ne ho avuto esperienza. Sono stato dichiarato idoneo l’anno scorso a Sepang dopo l’infortunio alla spalla. Ma sapevo che ero gravemente limitato. Puoi guidare, ovviamente, ma riguarda ciò che è accettabile per te in termini di prestazioni“.

Dal box Yamaha

Franco Morbidelli segue la filosofia del “chi non risica non rosica”. Marc Márquez vuole vincere il titolo e per raggiungere l’obiettivo dovrà prendersi dei rischi. “È una sfida e un rischio” ha dichiarato il pilota Petronas SRT. “Ma per poter vincere il Mondiale devi correre dei rischi, e questo lo è. Vedremo come va“. Però non ritiene che possa rappresentare un rischio per gli altri contendenti. “Non sono preoccupato. È lui quello che dovrebbe esserlo“. Jorge Lorenzo invece riconosce come l’infortunio del Cabroncito sia più grave di quello subito in prima persona nel 2013 ad Assen. “Se ce la fa è un eroe, se cade verrà considerato uno stupido“.

L’opinione di Aleix e papà Paolo

Aleix Espargaró scaccia ogni dubbio sulla professionalità del dott. Charte che ha concesso il ‘fit’ a Marc Marquez. “Penso che il controllo medico sia sufficiente, anche in modo da dare sicurezza agli altri piloti. Il dottor Charte è un ottimo dottore. Se dà il permesso possiamo guidare una MotoGP. Quando sono caduto a Barcellona l’anno scorso sono stato in grado di guidare ad Assen“. Esemplare il commento di Paolo Simoncelli a Sky Sport MotoGP: “Vedere lui e mio figlio in gara sarebbe stato fantastico, hanno lo stesso carattere. Ci saremmo divertiti un mondo. Mi sono emozionato, quando vedi una cosa così… una terribile voglia di correre. Quello che mi ha stupito è la caduta: quando entri in una trance agonistica non cadi. Ha fatto un errore ed è stato proprio sfortunato“.

Il via libera di Biaggi

Max Biaggi, che inizialmente invitava Marc Márquez alla prudenza, cambia parere. “Ho fatto cose simili anch’io, con operazioni alla spalla e alla mano, ho corso anticipatamente. Fossi in Marc ci proverei, l’impresa è dietro l’angolo. Saltare le prove è intelligente. La determinazione è benzina per il suo motore – spiega Max Biaggi -. Visto che in gara aveva margine ed era veloce, la domanda successiva è cosa potrà fare. Ha nel mirino delle posizioni importanti. Credo che uno come lui sia in grado di lottare per la top-10.”

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