MotoGP incidente

MotoGP, manager Dorna: “Non possiamo fermare gli incidenti in TV”

Manuel Arroyo, manager Dorna, spiega la logica delle immagini degli incidenti in MotoGP. "Non vogliamo essere ricordati per la lotta tra Rossi e Marquez".

28 agosto 2020 - 8:30

Il campionato della MotoGP è finito nell’occhio del ciclone dopo le ultime gare contrassegnate da incidenti e decisione dubbie da parte della Race Direction. Il direttore generale della Dorna, Manel Arroyo, prova a fare un po’ di ordine nel caos delle polemiche. L’incidente tra Johann Zarco e Franco Morbidelli ha fatto il giro del mondo, con le moto che hanno sfiorato Valentino Rossi di pochi centimetri. Il campione di Tavullia può considerarsi un miracolato da questo momento in poi della sua vita… ma era giusto trasmettere quelle immagini migliaia di volte in tv e sul web?

Cal Crutchlow è stato il primo ad alzare la voce contro questo fenomeno mediatico “morboso”. Ricorda un po’ quanto successo nel 2015 tra Valentino Rossi e Marc Marquez a Sepang, quando la caduta dello spagnolo venne ritrasmessa all’infinito per settimane. “La squadra di produzione è composta da un gruppo di persone in cui ci sono giornalisti, registi, ci sono anche io – spiega Arroyo ad ‘AS’ -. E non seguono criteri diversi da quelli usati in altri sport in situazioni simili. Tutto può essere migliorato, senza dubbio, e ogni giorno impariamo, ma al momento non abbiamo grosse lamentele da parte delle persone a cui lo sport è diretto in televisione perché capiamo che qualcosa andrà più o meno bene“.

Le immagini trasmesse in TV

Dorna sta però prendendo in considerazione le lamentele dei piloti e dei team manager, anche in merito alle moto “nude” dopo un incidente. Perché in certi casi possono emergere alcuni segreti tecnici dietro cui si celano ore di lavoro e investimenti. In merito ad un incidente ci sono dei consigli di massima da seguire. “Al cameraman viene chiesto di seguire la moto e non il pilota… Quello che succede è che a volte la telecamera non riesce a discernere perché decide in poche frazioni di secondo. Ma l’istruzione per le cadute è, quando possibile, seguire la moto“.

L’obiettivo degli organizzatori della MotoGP, alla pari dei piloti, è di evitare immagini che diventino morbose. “Personalmente non mi piace fare il giro del mondo a causa dell’incidente o della lotta tra Rossi e Marc. Voglio che il mio sport cresca perché dal punto di vista sportivo è molto interessante, ed è così. Lo sport cresce perché quello che fanno questi ragazzi è brutalmente fantastico. Non mi piace crescere per momenti di polemica o per una certa curiosità. Quello che succede è che non posso evitarli, perché non è in mio potere. Se le TV o il web le ripetono, le ripetono e le ripetono, non posso fermarle“.

1 commento

nickratt_6025722
11:26, 28 agosto 2020

Le riprese della MotoGP sono sempre più imbarazzanti….e la cosa non mi stupisce sentendo parlare sto tizio! Non c’è una gara dove non si perdano momenti salienti perché il regista è impegnato a fare il Fellini con replay buoni per il dopo gara o primissimi piani interminabili dei tecnici ai box. Quello che importa ad un appassionato è vedere la pista, un giro completo, non i box e i continui stacchi. E se in pista con sono incidenti, vanno visti nei minimi particolari, altro che censura. Le corse di moto sono belle perché pericolose.

POTRESTI ESSERTI PERSO:

MotoGP, Pol Espargaro

MotoGP, Pol Espargarò: “Valentino Rossi non è il mio idolo”

alex marquez motogp

MotoGP, Alex Márquez: “Michelin voleva cambiare gomme, ma KTM…”

foggia moto3

Moto3: Dennis Foggia, doppia festa in Catalunya tra podio e rinnovo