MotoGP, Livio Suppo: “Casey Stoner rifiutò 10 milioni a stagione”

Livio Suppo ripercorre le tappe dell'addio di Casey Stoner, rimpiazzato magicamente da Marc Marquez: "Rifiutò 10 milioni a stagione".

17 maggio 2020 - 17:30

Otto anni fa a Le Mans Casey Stoner annunciava il suo addio. “Mi ritirerò a fine stagione, questa non è la MotoGP che amo”. Livio Suppo e Shuhei Nakamoto, vicepresidente HRC, provarono in tutti i modi a fargli cambiare idea. Ma non ci fu verso. Di lì a poco Honda avrebbe annunciato l’arrivo di Marc Marquez, ma nessuno avrebbe immaginato il suo successo. C’era il timore che la squadra ne uscisse fortemente indebolita. “A mio parere annunciò il ritiro troppo presto, da quel momento prese la stagione sottogamba. In Qatar – ricorda Suppo a ‘La Gazzetta dello Sport’ – aveva fatto 3° ed era contento dei progressi“.

Casey Stoner rifiutò un’offerta di oltre 10 milioni a stagione. “Era un’offerta mostruosa e per un ragazzo di 27 anni rispondere di no significa avere la palle, o sei molto matto o molto convinto. E io questo lo apprezzo molto. Casey è sempre stato coerente, giusto o sbagliato che fosse. Così smettemmo di provarci, avevamo rilanciato molto, non aveva senso obbligarlo a correre. Peccato, sarebbe stato curioso vederlo contro Marc“.

IL CONFRONTO STONER vs MARQUEZ

Stoner vs Marquez, il grande duello mai avvenuto, solo sfiorato, sogno di tutti gli amanti della MotoGP. “Credo che Casey avrebbe patito molto la sua personalità. Casey ha vinto 2 Mondiali, Marc 6 in 7 stagioni e già questo dice quanto sia completo. Il suo più grande vantaggio è che sa stare calmo anche nelle situazioni più difficili… Casey a Laguna Seca, dopo il duello con Rossi e la successiva caduta, era infuriato, poi a Brno e Misano si buttò giù. Perse il titolo 2008 perché voleva strafare, è stato il suo limite“.

L’occasione per il confronto tra Stoner e Marquez ci fu quando si offrì di sostituire Pedrosa a inizio 2015. Ma Honda rispose di no, anche per non distrarre Marc in una stagione MotoGP abbastanza contorta. “Ci contattò già la domenica sera del Qatar. E ci prese alla sprovvista – racconta Livio Suppo -. Nakamoto aveva un grosso affetto per Casey e non voleva che tornasse facendo una brutta figura. E disse no. Lui non la prese bene, e si arrabbiò molto con me, convinto che fossi stato io. Lì il nostro rapporto si incrinò e da allora non l’ho più sentito. Con Casey passare dal libro dei buoni a quello dei cattivi è un attimo, e a volte non sai perché“.

Una decisione che l’ex team principal continua a ritenere giusta. “Sarebbe stato bello vederlo tornare. Ma se non fosse andata bene, avrebbe aumentato critiche e tensioni, distraendo Marquez in un momento in cui faticava dopo aver vinto 2 Mondiali. Continuo a pensare che abbiamo fatto bene, anche se così ce lo siamo inimicati e alla scadenza del contratto di collaudatore tornò in Ducati“.

 

 

1 commento

fabu
14:06, 17 maggio 2020

Suppo come al solito non la racconti tutta giusta. Non dare la moto di Pedrosa fu solo per l’ostruzionismo di Marquez, punto. Altroché paura di fargli fare brutta figura, la brutta figura l’avrebbe fatta lo spagnolo, specialmente nel 2015. E se uno ti mette sul libro nero e non si fa più sentire dopo anni passati insieme un motivo ci sarà. Specialmente uno come Stoner, che non gira le spalle a chi gli ha dato fiducia ed intransigente coi suoi principi.

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