MotoGP, Johann Zarco

MotoGP, Johann Zarco in Catalunya: “Che fortuna, grazie Dorna”

Johann Zarco si è allenato sul circuito di Catalunya con una Ducati Panigale V4S. Fondamentale il pronto intervento della Dorna per attraversare il confine.

4 giugno 2020 - 13:00

In attesa della ripresa della stagione MotoGP, Johann Zarco ha riassaporato il piacere della velocità al Montmelò, ​​in sella a una Ducati Panigale V4S. Non sarà forse la sua Desmosedici GP19, ma ha potuto vedere quota 300 km/h sul display dopo mesi di stop. Da tre settimane il Circuito di Catalunya ​​ha aperto le sue porte ai piloti professionisti in modo che possano riscoprire le sensazioni di guida, anche se solo su moto stradali.

Dopo Alex Rins e Aleix Espargaró, Johann Zarco ha attraversato il confine franco-spagnolo. Non senza qualche difficoltà per via delle restrizioni ancora in auge. “Sono stato fortunato! Grazie a Dorna per avermi permesso di venire qui. Sono stato fermato al confine, la polizia mi ha detto che avevo bisogno di un documento ufficiale per poter attraversare il confine“. Documenti arrivati in tempi record nonostante il ristretto preavviso. Durante il lockdown il francese del team Avintia si è allenato dal punto di vista fisico, senza riuscire a mettersi in sella come quasi tutti i suoi colleghi di MotoGP. “Mi sono allenato molto fisicamente per cercare di essere il più in forma possibile e di essere pronto. Quando è stato possibile uscire, sono stato in grado di fare un po’ di motocross e soprattutto supermotard vicino a casa mia“.

Johann Zarco aveva un forte desiderio di ritornare in pista dopo un’assenza coatta e prolungata. E non poteva esserci tracciato migliore che il Montmelò, dove la stagione MotoGP dovrebbe svolgere almeno una gara nel 2020. Ha girato con una media di 1’47”, dieci secondi più lento rispetto ai best lap conseguiti con un prototipo della classe regina. “Con questa Panigale possiamo essere molto veloci ed è molto importante… Aiuta molto il cervello a prepararsi per Jerez a luglio. Vedo che la mia mente ha perso alcuni piccoli riflessi ed è necessario essere ad alta velocità per abituarsi ed essere pronti“.

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