MotoGP, Alex Marquez e Stefan Bradl

MotoGP, HRC studia l’holeshot. Alex Marquez, dura la vita da rookie

Stagione MotoGP difficile per Honda. Si lavora sul sistema holeshot della Ducati e altri dettagli. Alex Marquez: "Sapevo che per un rookie è difficile".

4 ottobre 2020 - 12:05

In assenza di Marc Marquez Honda prova ad inseguire il suo primo podio in questa stagione MotoGP e continua a lavorare sui dettagli della RC213V. Non solo sul telaio, per provare a migliorare il feeling con la nuova carcassa posteriore, ma anche aggiornamenti innovativi. A cominciare dal dispositivo holeshot ‘2.0’ durante la guida, per trovare più grip all’uscita di curva.

L’holeshot è in uso sulle Honda da diversi GP ed è utilizzato in partenza anche da Takaaki Nakagami, al momento pilota di punta della HRC. La variante ulteriormente sviluppata è ancora in fase di elaborazione. “È un po’ difficile durante la guida. A Barcellona il livello di grip era basso e la gomma posteriore scivolava molto“, spiega Stefan Bradl. “Devi gestirlo con il tuo stile di guida“. Il difficile è azionarlo al momento giusto durante la percorrenza di curva, proseguono quindi i test nei week-end di gara per affinare il sistema e sfruttarlo al meglio in futuro. Attualmente non viene utilizzato costantemente su tutti i tracciati né da tutti i costruttori, Ducati compresa. Molto dipende dal layout della pista.

Alex e l’anno di apprendistato

Il test ufficiale MotoGP a Misano è servito ad Alex Marquez per migliorare la confidenza con la moto. Ma per un rookie risulta difficile adattarsi alla RC-V in tempi rapidi. “C’è ancora molto da fare, soprattutto in ottica qualifiche – afferma ad ‘AS’ -. Ma in un anno da principiante non puoi davvero prepararti prima di un GP. Non sai come sarà il circuito con una MotoGP e, se parti con il piede sbagliato, è difficile ribaltare la situazione“.

Prima di accettare l’offerta Honda, Alex sapeva che l’impresa sarebbe stata difficile. Non perde però la fiducia e attende l’ingresso in LCR per cominciare a raccogliere i frutti dei suoi sacrifici. “Sapevo che non sarebbe stato facile, che la Honda è una moto dura per i rookie e che ci sarebbero state brutte giornate. Guardate Mir, che ora sta salendo sul podio, ma sicuramente l’anno scorso ha avuto brutte giornate… Non volevo passare tutta la mia vita in Moto2 – conclude Alex Marquez – e un giorno sarebbe arrivato l’anno di apprendimento in MotoGP“.

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